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da: Ufficio Stampa Moovit

Da oggi anche la rete urbana START di Forlì e di Cesena sulla app più diffusa al mondo per il trasporto locale. Già presenti le linee START di Ravenna e Rimini

Forlì-Cesena, 1° febbraio 2017 – Moovit, l’app più utilizzata al mondo per il trasporto locale, diffusa tra 3,5 milioni di italiani in oltre 100 città, è da oggi disponibile anche a Forlì e Cesena. Sono presenti sulla app tutti gli orari e i percorsi delle oltre 90 linee gestite da START Romagna nella provincia di Forlì-Cesena e nelle due città.
Forlì e Cesena state attivate all’interno della app nell’area Bologna ed Emilia Romagna. Nella stessa area, sono già presenti anche le informazioni sul trasporto urbano ed extraurbano dei bacini di Ravenna e Rimini gestiti da START Romagna. Su Moovit sono inoltre disponibili anche la rete TPER di Bologna e provincia, il sistema ferroviario metropolitano di Bologna, i servizi urbani di Imola, e le linee AMI di Ferrara.
Dice Samuel Sed Piazza, Country Manager di Moovit in Italia: “Diamo il benvenuto a Forlì e Cesena all’interno di Moovit. Il nostro obiettivo è di arrivare a coprire tutte le Regioni d’Italia con il nostro servizio gratuito e capillare, che avvicina più utenti ai mezzi pubblici e rende le nostre città più smart e più vivibili. Ringraziamo l’azienda Start Romagna, che con il suo contributo ci ha aiutato a completare la rete di trasporto della Romagna.”
Dice Marco Benati, Presidente di Start Romagna: “Grazie alla collaborazione con Moovit diventa oggi ancora più facile accedere ai servizi di trasporto pubblico locale di tutta la Romagna, con le 150 linee che si sviluppano in oltre 5.500 km di rete e servono più di 80 comuni. Oltre alla semplicità d’uso dell’applicazione, che consente di costruire il proprio viaggio con il mezzo pubblico individuando le fermate più vicine sul territorio e gli orari più adeguati alle proprie esigenze, va sottolineato il valore della diffusione mondiale della piattaforma Moovit, che la rende particolarmente “friendly” per i turisti e gli ospiti già abituati ad utilizzarla nelle località di provenienza e in mobilità”.
Informazioni su Moovit
Moovit semplifica la mobilità urbana in tutto il mondo, rendendo gli spostamenti in città con il trasporto pubblico locale più facili e convenienti. Moovit è l’applicazione per il trasporto # 1 al mondo con 52 milioni di utenti, ed è stata nominata da Google la Top App locale del 2016. Grazie alla combinazione di informazioni, ricevute da parte degli operatori del trasporto e delle autorità locali con informazioni in tempo reale della community di utenti, Moovit offre ai viaggiatori una fotografia in tempo reale, con il percorso migliore per il loro viaggio. La community Moovit partecipa attivamente condividendo la sua esperienza di viaggio e fornendo info sui livelli di congestione del bus, la pulizia, e per aiutare gli altri a fare un’esperienza di viaggio migliore. Moovit genera fino a 200 milioni di data points al giorno, che costituiscono il più grande deposito al mondo di dati di transito. La raccolta di Big Data è coadiuvata dalla rete di oltre 150.000 editors locali Moovit, chiamati “Mooviters”, che aiutano a tracciare e a mantenere le informazioni di transito in ogni città che altrimenti non potrebbe usufruire del servizio. Moovit è disponibile gratuitamente su iOS, Android e Web in 1.200 città, in 71 paesi in tutto il mondo, e può essere utilizzata in 43 lingue.
In Italia, Moovit è diffusa in 91 province e centinaia di grandi centri italiani all’interno delle aree supportate di Roma e Lazio, Milano e Lombardia, Napoli e Campania, Bologna e Romagna, Torino, Firenze, Genova, Palermo, Perugia e Umbria, Bari, Catania, Venezia, Pescara ed Abruzzo, Cagliari e Sardegna, Parma e Reggio Emilia, Padova, Pisa e Livorno, Potenza, Matera, Trieste e Gorizia, Udine e Pordenone, Trento e Belluno, Siracusa, Taranto, Foggia, La Spezia e Lunigiana, Lecce, Siena, Alessandria, Valle d’Aosta, Cosenza, Agrigento.
Ulteriori informazioni
www.moovitapp.com

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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