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Turismo. In Emilia-Romagna sette spiagge premiate con la Bandiera Blu 2021, Corsini: “Una conferma dell’eccellenza della nostra Costa, della qualità del mare e dei servizi offerti. Pronti ad accogliere in sicurezza i turisti italiani e stranieri, nel pieno rispetto delle regole”.

L’assessore: “Prenotate qui le vostre vacanze, troverete ospitalità e tanta bellezza”. Bandiere Blu per le spiagge dei Comuni di Comacchio (Ferrara), Ravenna e Cervia (Ravenna), Cesenatico (Forlì-Cesena), Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico e Cattolica (Rimini).

Bologna – “Una nuova conferma dell’eccellenza delle nostre spiagge, del mare e dei servizi offerti. Anche per il 2021 l’Emilia-Romagna ottiene sette bandiere blu dalla Foundation for Environmental Education (Fee) che ogni anno decreta quali siano le spiagge più belle nel mondo in base a 32 criteri che vanno dalla qualità delle acque alla raccolta differenziata. Un riconoscimento che sottolinea in modo concreto l’impegno dell’industria turistica regionale e delle amministrazioni territoriali a salvaguardia del patrimonio naturale e nel segno dell’ospitalità”.

Così l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, commenta la riconferma delle Bandiere Blu 2021 per le spiagge dei Comuni di Comacchio (Ferrara), Ravenna e Cervia (Ravenna), Cesenatico (Forlì-Cesena), Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico e Cattolica (Rimini).

“Siamo pronti ad accogliere in sicurezza turisti italiani ed esteri, nel pieno rispetto delle regole, sulla Costa e in Appennino, nelle Città d’arte e nei tanti itinerari che caratterizzano l’Emilia-Romagna- prosegue Corsini-. Prenotate in tranquillità perché qui troverete accoglienza e strutture ricettive sempre rinnovate, offerte adatte ad ogni tipo di esigenza e tanta bellezza”.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


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di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

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Francesco Monini
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