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Sul lavoro si continua a morire, mentre l’INAIL ha un tesoretto di oltre 3miliardi di €

Desta perplessità che il bilancio Inail presenti un ingente ed improprio avanzo annuale (spesso superiore al miliardo), che poco si concilia con il perdurante fenomeno infortunistico; è urgente l’esigenza di una rivisitazione dei meccanismi di finanziamento della prevenzione in chiave di pieno utilizzo delle risorse disponibili, anche rivedendo le procedure, al fine di ottenere una significativa riduzione dei tempi di erogazione delle risorse, onde estendere il numero delle imprese e dei lavoratori beneficiari degli interventi prevenzionali”. Così il Procuratore generale della Corte dei Conti, Pio Silvestri, nella requisitoria sul Rendiconto generale dello Stato 2023.

Stiamo parlando, secondo il bilancio consolidato del 2023 di INAIL, di un avanzo di oltre 3 miliardi di €. Soldi fermi, che il Mef (il Ministero dell’Economia e delle Finanze) usa per blindare i conti, alimentando la Tesoreria e acquistando titoli di Stato, mentre l’Istituto è costretto a fare i conti con un sottodimensionamento d’organico di 1900 unità e con la presenza di soli 190 ispettori contro un fabbisogno di 300 unità.

Si tratta di un’evidente grave anomalia, ingiustificabile soprattutto di fronte agli infortuni su lavoro che continuano a crescere.
Da gennaio a maggio 2024 le vittime sul lavoro in Italia sono state 369, di cui 286 mortali in occasione di lavoro e 83 in itinere, con una media di 74 decessi al mese. Rispetto allo stesso periodo del 2023, le vittime in totale sono 11 in più (da gennaio a maggio 2023 si contavano 358 vittime totali), con un aumento del 3,1%. Negli ultimi 10 anni la media è stata quasi di 1.200 vittime annue, come è stato amaramente sottolineato dallo studio curato dalla Uil e redatto da Devitalaw  “Il lavoro che uccide, la strage impunita”.

E ad ogni “omicidio di lavoro” immancabilmente lo Stato si costerna, s’indigna, s’impegna, ma poi getta sistematicamente la spugna. Ma alla luce di questo “tesoretto”  la spugna che getta è insanguinata. “Distrarre” 3 miliardi di € dall’obiettivo dell’Istituto, accumulare un tesoretto per altre finalità e continuare a non usarlo per assumere il personale (ispettori) che mancano e per misure in grado di contrastare l’insicurezza che accompagna il mondo del lavoro, significa contribuire a far sì che la “strage” continui e che resti impunita.

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Giovanni Caprio

Giornalista pubblicista, di Mondragone (Caserta),, già dirigente a Roma di istituzioni pubbliche e di fondazioni private. Si occupa di beni comuni, partecipazione e governo del territorio.

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Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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