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da: Andrea Castagnoli, Consigliere Comunale – MoVimento 5 Stelle Codigoro

​Gentile Redazione,
il tema della riqualificazione di Piazza Matteotti è molto sentito per tutta la nostra comunità e quindi abbiamo provveduto, come di consueto, a documentarci per poter esprimere un’opinione supportata dai dati, studiando il bilancio di previsione 2014 e facendo un’accesso agli atti sul dibattito emerso nel ’98, dato che al momento non esiste alcun progetto preliminare approvato. Siamo rimasti davvero stupiti dalla scelta dell’Amministrazione di “aprire una votazione” per la scelta della Piazza tipo A o B durante la Fiera di Santa Croce e il nostro stupore è stato destato da diversi aspetti. In primo luogo, auspichiamo che questa non sia stata l’unica forma di partecipazione messa in campo dall’Amministrazione, data l’importanza della tematica da un lato e dalla scarsa attendibilità di questa sorta di sondaggio dall’altro, visto che ha partecipato, forse, poco più del 5,1% (540 codigoresi su 10.510 aventi diritto alle ultime elezioni europee). Diciamo “forse” perché nulla vietava di votare due o più volte in giorni diversi, vista l’assenza di una votazione formalmente adeguata, dove si potrebbe pensare di coinvolgere anche chi ha dai 16 ai 18 anni, visto che la Piazza dovrebbe essere un luogo di incontro e condivisione per tutte le fasce di età, senza quindi dimenticare i più giovani. Inoltre, la differenza fra i due rendering tridimensionali esposti al pubblico, dal costo di 600€ ciascuno (come da determina dirigenziale n°444 del 10/09/14), era veramente minima, senza dimenticare ovviamente, che ancora nulla è stato approvato e quindi c’è spazio per apportare tutti i miglioramenti del caso. Per questo, speriamo che l’Amministrazione intraprenda un percorso di partecipazione vera, perché ovviamente sentire il parere delle persone va sempre bene, come nel caso della Fiera, ma sarebbe doveroso farlo in maniera ufficiale, organizzando incontri pubblici con i cittadini e con le associazioni di categoria, magari creando una mailing-list ad hoc per rimanere sempre aggiornati sugli appuntamenti di discussione e giungere così a trovare un modo a costo zero o quasi, perché tutti possano esprimere la loro opinione con un risultato serio, scientifico e trasparente. Questo sarebbe, a nostro avviso, il percorso giusto per intraprendere la riqualificazione del luogo centrale del nostro paese, anche perché in un periodo di crisi come questo, già in diversi hanno proposto l’“opzione C”, ovvero quella di utilizzare quei 700.000€ del I° stralcio per risolvere altri problemi più urgenti, limitandosi quindi al semplice rifacimento delle tubature. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che nel passato si è deciso di rimandare questo intervento continuamente, ma data la situazione economica attuale, è pensabile di poter intraprendere un tale progetto senza il coinvolgimento di tutti i codigoresi, che vogliono poter dire la loro opinione in merito ad un argomento così fondamentale?

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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