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da: Ufficio Stampa Jazz Club Ferrara

Sabato 16 luglio, ore 22.00 – Ristorante La Cueva, Via centro 26 Abbazia di Pomposa (FE)
In collaborazione con Jazz Club Ferrara
Eloisa Atti Jazz Quartet “Homage to Billie Holiday”
Eloisa Atti, voce;
Matteo Raggi, sax tenore;
Davide Brillante, chitarra;
Stefano Travaglini, contrabbasso

Sabato 16 luglio a Cueva Summer Jazz torna la voce morbida e colorata d’intime sfumature di Eloisa Atti che presenterà “Everything Happens For The Best”, suo personalissimo ed emozionante omaggio alla figura di Billie Holiday. Al suo fianco Matteo Raggi al sax tenore, Davide Brillante alla chitarra e Stefano Travaglini al contrabbasso. Appuntamento realizzato in collaborazione con Jazz Club Ferrara.

Sabato 16 luglio (ore 22.00) a Cueva Summer Jazz torna la voce morbida e colorata d’intime sfumature di Eloisa Atti, impegnata in un emozionante omaggio a Billie Holiday.
Il progetto, nato diversi anni fa attorno alla musica e alla figura di colei che è considerata la cantante jazz per antonomasia, ha portato nel 2015 alla pubblicazione del fortunato “Everything Happens For The Best”, progetto che ripercorre musicalmente e storicamente la vita della Holiday dalle prime incisioni per la Columbia (assieme all’orchestra del raffinato pianista Teddy Wilson) all’elegante collaborazione con la Decca, passando attraverso l’impegno sociale di “Strange Fruit” per giungere a “Lady In Satin”, album che ne precede di poco la dipartita.
Ai brani della Holiday, Eloisa Atti alterna proprie composizioni portando in scena “uno dei più sentiti omaggi, paragonabile, se non in alcuni casi superiore, ad alcuni, di artisti americani ed europei, animati dalla stessa intenzione”. Ad accompagnare la jazz singer in questo toccante percorso sono Matteo Raggi al sax tenore, Davide Brillante alla chitarra e Stefano Travaglini al contrabbasso.
Figlia del poeta bolognese Luciano Atti, Eloisa comincia a cantare al Piccolo Coro dell’Antoniano facendosi conoscere da subito attraverso la partecipazione a svariate trasmissioni televisive assieme allo scomparso cantore dialettale Agostino Sassi. Diplomatasi in canto jazz presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria, partecipa a svariati workshop tenuti da artisti quali Bob Stoloff, Rachel Gould, Dena DeRose e Barbara Casini tra gli altri.
In qualità di interprete e compositrice Eloisa fa parte di svariate formazioni quali SUR (con album come “Sur” e “Il limite”), Caputolindo, Hammond Bandits, Eloisa Atti Jazz Quintet, Acerocielo, e con il chitarrista Marco Bovi ha dato vita ad un sodalizio decennale che ha portato alla pubblicazione di ben tre album. Nel 2014 si è dedicata “Penelope”, album da lei ideato e composto, che vede la produzione artistica di Francesco Giampaoli (Brutture Moderne). Dal 2007 è altresì docente di Dizione per Canto presso il Conservatorio “A. Buzzolla di Adria”. Appuntamento realizzato in collaborazione con Jazz Club Ferrara.
Cena a partire dalle ore 20:00. Inizio concerto ad ingresso libero ore 22:00. Cocktail bar aperto per chi volesse partecipare al solo concerto. In caso di maltempo l’evento si svolgerà all’interno del ristorante. Per informazioni e prenotazioni tel. 0533 719121 – 347 8742694, www.lacuevapomposa.it .

INFORMAZIONI
Infoline e prenotazione cena 0533 719121 – 347 8742694
www.lacuevapomposa.it

DOVE
Giardino estivo del Ristorante La Cueva – Via Centro, 26 Abbazia di Pomposa (FE)

Cocktail bar aperto per chi volesse partecipare al solo concerto.

In caso di maltempo il concerto si svolgerà all’interno del ristorante.

COSTI E ORARI
Cena a partire dalle ore 20.00
Concerto ore 22.00

UFFICIO STAMPA
Eleonora Sole Travagli
solejazzclubferrara@gmail.com, press@jazzclubferrara.com
cell. 339 6116217

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

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