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da: organizzatori

Sabato 14 maggio la band molisana e lo storico fondatore dei Subsonica saranno di scena a Taneto di Gattatico per una serata imperdibile.
(Via Don Minzoni – Taneto di Gattatico (RE) | Start h. 22.30
)

Sabato 14 maggio nuova tappa italiana per i Riserva Moac al Circolo Arci Fuoriorario di Taneto di Gattatico (RE), dove apriranno le danze per lo show di Boosta, storico fondatore dei Subsonica, che porterà in scena un dj set all’insegna dell’elettronica.
Alle 22.30 i Riserva Moac saranno pronti infuocare la scena con il loro carico di adrenalina e imprevedibilità, accompagnati dalla potenza degli ottoni della Bukurosh Balkan Orkestra, per portare in scena uno spettacolo originale e rinnovato, che farà ballare al ritmo dei “classici” e dei nuovi brani dell’album “Babilonia”, uscito lo scorso 2015 per l’etichetta tedesca Galileo-MC.
Babilonia è un album corale, arricchito dalla partecipazione di numerosi artisti che contribuiscono a creare quel sapiente intreccio tra la tradizione dei Balcani e del Mediterraneo, l’intensità del beat movement, la raffinatezza dell’elettronica, la spavalderia e la giovinezza del rap: da Erriquez della Bandabardò (presente in Jackpot) ai rapper Master App e Big Roma, fino ad arrivare al cantante africano Salia e all’anima rock della cantante statunitense White Widow.
Una Babilonia dove l’incontro, il confronto e la mescolanza sono la linfa del sound globale che prende forma dalla bellezza delle diverse culture, la cui vera ricchezza è l’umanità in tutte le sue sfaccettature.
Dall’Italia, terra natale della band, il tour si snoderà fino all’Europa Centrale, con date in Germania, Austria, Francia, Svizzera, anche grazie alla collaborazione con il booking tedesco Tomato Production. Un tour particolare, autoprodotto, che punta sull’importanza del concerto dal vivo, momento vitale per la Riserva Moac, che si nutre del calore del suo pubblico: per questo la band ha scelto di fare un investimento proponendo agli organizzatori uno show a costo zero, con la sola copertura dell’ospitalità, dell’impianto e della promozione dell’evento.
La Riserva Moac è una band senza frontiere, che fa della sintesi di suoni, parole e ritmi del mondo una profezia musicale e uno stile di vita. Grazie ai numerosissimi concerti in Italia e in Europa, a prestigiosi riconoscimenti e alla presenza in molte compilation italiane ed estere, viene considerata una tra le band più importanti della scena musicale italiana.
Un successo che continua dal 2005, anno di Bienvenido album d’esordio, che li porta a suonare su alcuni dei palchi più importanti in Italia e all’estero, attraversando l’Europa e arrivando fino agli Stati Uniti. Nel giugno del 2009 esce il secondo album La Musica dei Popoli, caratterizzato da una più profonda fusione di stili, strumenti e linguaggi, in cui emergono l’elettronica e le influenze balkan e rock, che superano le componenti folk delle origini, andando verso un suono più attuale.

Ticket € 15 compresa 1 consumazione | Ingresso con tessera Arci
www.arcifuori.it

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

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Francesco Monini
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