Skip to main content

 

Comunicato stampa Genus Bononiae.

Musei nella città:

A Palazzo Fava, con l’apertura straordinaria di lunedì 26, inaugura Sfregi: prima mostra antologica in Italia di Nicola Samorì.

Tutti i giovedì chiusura posticipata alle 21.

Bologna, 23 aprile 2021 – Con l’annuncio del Presidente Bonaccini del ritorno dell’Emilia-Romagna in zona gialla, si dà finalmente il via dal 26 aprile alla riapertura dei musei, che tornano ora aperti anche nel week end, come da ultimo DPCM del Governo Draghi.

Tra le sedi del circuito museale Genus Bononiae, nel cuore di Bologna, la prima a riaprire le porte sarà Palazzo Fava con Sfregi, la prima antologica in Italia di Nicola Samorì (Forlì, 1977). La mostra – circa 80 lavori che spaziano dalla scultura alla pittura, dagli esordi fino alle realizzazioni più recenti – offre una completa lettura del percorso che l’artista, ben accreditato nel panorama internazionale, ha intrapreso negli ultimi vent’anni e illumina le opere più rappresentative della sua produzione, grazie a un progetto espositivo che Samorì ha studiato in esclusiva per le sale del Palazzo delle Esposizioni di Bologna, affrescate dai Carracci.

“Siamo felici di poter nuovamente accogliere i visitatori nei musei e lo facciamo con l’apertura straordinaria di lunedì 26, per dare un segnale alle Istituzioni e al pubblico: la cultura è viva e in questi mesi di ingiustificata chiusura abbiamo continuato a lavorare e progettare, in attesa di questo giorno – commenta Fabio Roversi- Monaco, Presidente di Genus Bononiae. – Mi auguro che i cittadini ricomincino a fruire dell’offerta museale e soprattutto che vengano a scoprire il lavoro di questo artista, il più originale della sua generazione, le cui opere colpiscono ed emozionano anche per la molteplicità di tecniche utilizzate”.

Sfregi, mostra curata da Alberto Zanchetta e Chiara Stefani, immerge lo spettatore in un affascinante percorso nel quale le opere di Samorì, formatosi all’Accademia di Bologna e diventato uno degli artisti più originali e apprezzati della sua generazione, innescano una stretta e intensa relazione di rimandi, suggestioni e analogie con i preziosi fregi che decorano le pareti del Piano Nobile e con alcune opere individuate all’interno delle Collezioni d’Arte della Fondazione Carisbo. Un’intenzione esplicitata fin dal vestibolo, dominato da una statua neoclassica di Apollo e, di fronte, da una scultura lignea realizzata da Samorì con un tronco antico, che già fa intravedere la sua meticolosa ricerca sulla materia. Una costante del lavoro dell’artista, che accompagna il visitatore in tutte le sale, in un racconto non cronologico ma fatto di richiami e significati, come accade ad esempio nel salone con il Mito di Giasone e Medea, in cui il gioco di connessioni si irradia dal centro della sala, con la magnifica Maddalena Penitente del Canova, fino alle pareti che ospitano i dipinti di Samorì. Le opere maestose del piano nobile, tra cui l’affresco monumentale Malafonte, lasciano spazio al secondo piano a lavori prevalentemente di piccolo e medio formato, che permettono allo spettatore di abbracciare la vasta e complessa produzione di Samorì.

Per favorire le visite in mostra – nel rispetto di tutti i protocolli sanitari – Palazzo Fava proporrà anche un orario di visita serale: tutti i giovedì, infatti, il museo aprirà dalle ore 12.00 alle 21.00, mentre resta inviato l’orario 10.00-19.00 nelle altre giornate. Nelle giornate di sabato e domenica è obbligatoria la prenotazione, da effettuarsi entro il venerdì, acquistando il biglietto su www.genusbononiae.it, chiamando lo 051 19936343 o scrivendo a esposizioni@genusbononiae.it.

Riapre, da martedì 27 anche la mostra “Criminis Imago. Immagini della criminalità a Bologna” all’Oratorio di Santa Maria della Vita, con 100 fotografie in bianco e nero dei fotoreporter Walter Breveglieri e Paolo Ferrari – che hanno documentato mezzo secolo di crimine a Bologna e in Emilia-Romagna. Un lavoro di documentazione puntuale, che si sposta dai luoghi del delitto alle aule dei tribunali e che ci restituisce le storie della Banda Casaroli, del delitto Nigrisoli, della strage alla stazione di Bologna, dei ‘delitti del Dams’ fino ai fatti della banda della Uno Bianca. L’Archivio Ferrari, acquisito da Genus nel 2015, incontra in occasione di questa mostra gli scatti di Breveglieri delle Edizioni Minerva, per restituire al visitatore la storia per immagini della seconda metà del 900’ nella città di Bologna, che diventa parte della storia della Nazione. Fino al 27 giugno – dal martedì alla domenica, orario 10.00-19.00.

Porte aperte da martedì 27 anche a Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna (dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00), San Colombano, con la sua preziosa collezione di strumenti musicali antichi (dal martedì alla domenica, ore 11.00-13.00 e 15.00-19.00), mentre restano confermati gli orari della Biblioteca di San Giorgio in Poggiale (lunedì, mercoledì, venerdì: 9.00-13.00; martedì e giovedì: 9.00-17.00).

INFO
Titolo mostra: Sfregi
Artista: Nicola Samorì
Curatori: Alberto Zanchetta, Chiara Stefani
Durata: fino al 25 luglio 2021
Spazio espositivo: Palazzo Fava, via Manzoni 2, Bologna
Promotore: Genus Bononiae. Musei nella Città
Catalogo: Electa
Progetto grafico: Leonardo Sonnoli
Sponsor: Biomax
L’artista ringrazia: Monitor, Roma / Lisbon / Pereto; Galerie EIGEN+ART, Berlin / Leipzig Informazioni: www.genusbononiae.it | 051 19936343| esposizioni@genusbononiae.it

 

tag:

Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it