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Comunicato Stampa Riaperture.

Ferrara, 10 settembre – 03 ottobre 2021, tutti i venerdì/sabato/domenica.

A seguito del protrarsi dell’emergenza sanitaria, Riaperture PhotoFestival Ferrara ha deciso di posticipare la sua apertura al 10 settembre 2021, inaugurando – eccezionalmente al calar dell’estate – la sua V Edizione sotto la voce di Ideale.

“La decisione deriva dalla volontà di permettere a tutti di vivere il Festival dal vivo e al meglio, garantendone sempre lo svolgimento in totale sicurezza” dichiara il Presidente di Riaperture APS, Giacomo Brini. “La convinzione è che la ripartenza non possa prescindere dagli eventi culturali e che per questo sia indispensabile tornare a proporsi al pubblico con un festival fisico da vivere, amare e condividere con più persone possibili, in cui guardare storie e scoprire luoghi noti e inediti di Ferrara”.

Quest’anno, per festeggiare la quinta edizione il Festival raddoppierà le date di apertura, passando dai consueti 2 fine settimana a 4, posticipando dunque la chiusura al 03 ottobre 2021.

Sedi come la Factory Grisù (Ex caserma dei vigili del Fuoco), la Cavallerizza, l’Ex Monastero e Chiesa di Santa Caterina Martire – già sede della ex Scuola professionale IPSIA -nonché le Chiese di San Carlo e San Paolo, normalmente non accessibili al pubblico, saranno restituite alla città come temporanei spazi espositivi. In questo modo si potrà approfondire il linguaggio fotografico contemporaneo e il contesto che lo ospita, in pieno accordo con la mission che, sin dagli albori contraddistingue Riaperture PhotoFestival, ovvero quella di riscoprire i non-luoghi della città valorizzandone il potenziale in termini di rigenerazione urbana.

La cultura fotografica sarà promossa anche attraverso una serie di attività complementari alle mostre, come conferenze, talk, incontri con l’autore, visite guidate e “caffè con l’autore”. Particolare attenzione sarà dedicata dalla formazione attraverso l’organizzazione di workshops e letture portfolio che coinvolgeranno i giovani grazie ad attività ad-hoc realizzate in collaborazione con Istituti cittadini, come il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e con il Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara.

Inoltre, al circuito ufficiale di mostre si affiancherà la prima edizione dell’OFF RIAPERTURE, un percorso parallelo di 30 progetti fotografici selezionati tra le candidature pervenute tramite call che verranno accolte all’interno di attività ricettive e commerciali del centro storico di Ferrara, per una città che per un mese si vestirà di fotografia.

A far da cornice all’atteso Festival e al sul programma, ci sarà un ricco palinsesto fruibile anche in modalità digitale, con rubriche dedicate rese disponibili sui canali Facebook e Instagram di Riaperture in cui a parlare saranno i luoghi, i fotografi e le mostre, assieme ai volontari, cuore pulsante della manifestazione, che racconteranno la loro personale esperienza del festival da un punto di vista inedito.

Il tema Ideale su cui verte la quinta edizione di Riaperture Photofestival Ferrara, si pone come un esercizio di fantasia, una proiezione immaginifica in tensione verso l’assoluto senza mai raggiungerlo, ma capace di cambiare i passi in percorso. Nella sua apparente inconsistenza, l’ideale è in grado di trasformare tanto la società quanto l’esistenza dei singoli individui. Per la pace si conquistano piazze, per l’amore si programmano vite o si stravolgono completamente, per la fede si lotta incessantemente, per l’uguaglianza si combattono rivoluzioni, per la famiglia si cambiano leggi per tutelarne le sue molteplici forme, per l’armonia tra la dimensione umana ed urbana si sono ideate intere città che ancora oggi vivono grazie a quei principi. Tutti questi ideali spingono le persone a uscire fuori da sé stesse, quasi a dimenticarsene, per difendere, ammirare, amare quell’ideale e puntare in alto, cercando di fermare la vita ad un istante di felicità. Per farlo, però, devono scardinare luoghi comuni e dare un senso nuovo al presente e alla lotta, sia personale che collettiva, che questi deve affrontare per affermarsi.

Il Concorso Fotografico, V edizione, Tema “Ideale”:

La quinta edizione di Riaperture Photofestival Ferrara non può prescindere dal suo consueto concorso fotografico. La call rimarrà aperta fino al 9 maggio 2021 e come di consueto sarà possibile partecipare sia con uno scatto singolo che con un intero progetto fotografico. Quest’anno, inoltre, il vincitore della categoria progetto fotografico si aggiudicherà non solo l’opportunità di esporre i lavori nel percorso ufficiale della V Edizione di Riaperture, ma sarà presente con il proprio lavoro anche a Mantova, all’interno del programma Off 2021 della Biennale della Fotografia Femminile. Per partecipare, clicca qui

La call per il Circuito OFF Riaperture:

Tra le grandi novità annunciate per l’edizione 2021 di Riaperture c’è anche la prima edizione della Call per partecipare al circuito OFF Riaperture, la cui scadenza è stata prorogata al 30 maggio 2021. Tramite la call verranno selezionati i 30 fotografi che meglio avranno interpretato la tematica dell’Ideale in tutte le sue molteplici sfaccettature. 30 saranno i nuovi luoghi tra attività commerciali, strutture ricettive, locali, spazi culturali, scelti da Riaperture per accogliere i progetti vincitori: ideali nel loro essere insoliti, in un dialogo tra quotidianità e riflessione. La call è aperta a tutti, dai fotografi professionisti agli appassionati, dai fotografi emergenti agli autodidatti di qualsiasi nazionalità, senza alcun limite di età, sia in modalità individuale che collettiva. Per partecipare, clicca qui.

Riaperture PhotoFestival Ferrara 2021, Festival internazionale di Fotografia V Edizione, è una manifestazione organizzata da Riaperture APS sotto la Direzione Artistica di Giacomo Brini con il Patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Ferrara, in collaborazione con BFF di Mantova, Italy Photo Award e con Photo Contest World Water Day.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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