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da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

“Fai acquisti in Centro, noi ti offriamo il parcheggio in Centro storico” è lo slogan di Punta in Centro 2015 che vede Cna Ferrara ed Ascom Confcommercio Ferrara impegnate a favorire l’afflusso in centro storico in dicembre nel corso dello shopping natalizio. “Oggi ha importanza sottolineare – ha considerato Giulio Felloni presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara – il luogo di questa conferenza e cioè come i parcheggi vicini al cuore della città siano basilari per sostenere il commercio. Nel futuro ci concentreremo su come facilitare l’accesso alla nostra città”.
Un centro storico che è “Un centro commerciale naturale – aggiunge Davide Urban, direttore generale di Ascom Ferrara – che va promosso e tutelato. E con questo obiettivo abbiamo lavorato per rendere più fruibile l’asse Giovecca Cavour anche attraverso l’uso gratuito del mezzo pubblico (il sabato la domenica ed i festivi dal 5 al 24 dicembre) siamo pronti a a collaborare con tutti quanti, ne è un primo esempio la partnership con Cna, hanno a cuore il centro storico cittadino”.
Dal canto suo Emanuele Borasio, presidente area Cna Ferrara, affiancato dal suo futuro direttore provinciale Diego Benatti, interviene : “Volentieri collaboriamo con Ascom Confcommercio a questa importante iniziativa volta a sostenere, anche economicamente, la presenza di cittadini e turisti nel centro storico della nostra città, in occasione del periodo cruciale delle festività natalizie. Il convinto contributo della nostra Associazione nasce in primo luogo dalla consapevolezza del valore del nostro centro urbano sia per la ricchezza, qualità e diversificazione delle sue attività commerciali e artigianali. Un bene le cui potenzialità di sviluppo vanno adeguatamente sostenute e promosse, prima di tutto con politiche pubbliche mirate, ma anche con il contributo diretto delle stesse attività economiche”. Soddisfatto anche Benatti: “Un bel segnale di collaborazione tra Associazioni, Comune per una città aperta e disponibile”
Dunque come e dove verrà offerto il parcheggio? Il tutto avverrà con l’App Sostafacile di Ferrara Tua rappresentata da Lucio Catozzo.”Dal mese di ottobre 2015 – spiega il direttore della municipalizzata – è possibile a Ferrara, pagare la sosta nei parcheggi a barriera “San Guglielmo” e “Centro Storico – Kennedy” con il proprio smartphone, tramite il sistema Sostafacile. Questo sistema, nato dalla collaborazione tra Ferrara Tua SpA e Brav Srl, permette la scansione (o la digitazione del codice) del barcode presente sul biglietto di accesso al Parcheggio effettuando l’immediato pagamento dello stesso e non essendo collegato ad una specifica targa può essere utilizzato per qualsiasi auto, proprio per questo motivo consente nuove possibilità agli operatori artigianali e commerciali che vogliono intraprendere iniziative di promozione a favore della propria clientela” Sarà sufficiente infatti che l’imprenditore scarichi la app gratuita e si registri al sistema, dopodiché tramite pochi passaggi semplici ed immediati potrà sia pagare la sosta per sè che offrire la sosta (tutta o in parte) ai propri clienti nei due parcheggi indicati.
Soddisfatti per questa sinergia tra pubblico e privati gli assessori Aldo Modonesi e Roberto Serra per un progetto che amplifica le iniziative già messe in campo con quasi 800 posti auto gratuiti in centro nel periodo prenatalizio: “Una App e due Associazioni, Ascom e Cna, a servizio della comunità. Un grazie a tutte le imprese che daranno un’ opportunità in più di parcheggio agli avventori; un grazie a Cna e Confcommercio che aiuteranno l’Amministrazione a diffondere nel mondo dell’imprenditoria locale un’ innovazione nell’ambito della sosta”.

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ASCOM FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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