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da: Centro Studi Podresca

L’incontro si terrà martedì 5 aprile presso il negozio “Giro Bio” in via Terranuova, 13.

La vita include tutto ciò che ci circonda, ma “vita” siamo anche noi stessi immersi nel suo flusso e parte di essa. Anche le nostre capacità di guardarla, osservarla, accoglierla e trasformarla sono “vita”. Ognuno può ambire alla piena padronanza di sé e della sua vita sino al punto in cui è in grado di affermare con certezza di guidare la propria esistenza nella direzione voluta! Come maturare questa maestria?

Il Centro Studi Podresca propone una conferenza gratuita a Ferrara, martedì 5 aprile alle ore 17.30, con la collaborazione del negozio Giro Bio, che mette a disposizione i propri spazi di Via Terranuova 13. L’incontro, condotto dalla dott.ssa Irene Tessarin, è rivolto a chiunque desideri migliorare le proprie relazioni e la propria vita. Verranno presentati strumenti efficaci e utili a sviluppare le abilità personali, partendo dal presupposto che il destino e l’ignoto giocano il proprio ruolo, ma l’individuo, consapevole di “poter fare”, sprigiona coraggio, volontà, entusiasmo e chiarezza. Le abilità diventano strumento per accettare la vita “così com’è” e interagire con essa, trasformando ogni evento in opportunità inedita!

L’iniziativa sarà occasione per presentare la ricerca “Innovazione nelle abilità umane”, sviluppata in trent’anni di attività del Centro Studi Podresca, e il corso “Intensivo sull’essere consapevole”, in programma per il 22-25 aprile a Bologna presso la suggestiva Casa La Lodola, agriturismo sui colli tosco-emiliani, contesto ideale per accedere ad una conoscenza inedita di sé e acquisire una raffinatezza della propria espressione e delle proprie abilità.

La ricerca è frutto di trent’anni di applicazione e di risultati concreti nei corsi di studio e ha ottenuto importanti riconoscimenti in Meeting Europei e internazionali, quali il “Development of Human Abilities in Education” (Venezia 2012), “ENSA: confronto europeo sulle politiche sociali” (Treviso 2012), “European Expert Group Meeting” (Bruxelles 2012), “The role of families in social development” (ONU New York 2014), “The role of families in the future we want” (ONU New York 2015).

Per informazioni contattare la segreteria del Centro Studi Podresca da lunedì a venerdì chiamando 0432.713319 o scrivendo a info@podresca.it.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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