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Da Teatro Nuovo Ferrara

IL 29 DICEMBRE AL TEATRO NUOVO DI FERRARA

Direttori: M° Tommaso Ussardi | M° Matteo Parmeggiani

Atmosfera da gran galà d’altri tempi, valzer viennesi ed estratti dalle opere classiche più amate di sempre, come ‘Il Lago dei cigni’ e ‘Lo Schiaccianoci’ di Tchaikovsky, ma anche le travolgenti Danze Ungheresi di Brahms e pagine immortali come ‘Toreador’ e ‘Habanera’ dalla ‘Carmen’ di Bizet.
E’ un concerto effervescente, che rapisce il pubblico, quello che l’Orchestra Senzaspine porterà venerdì 29 dicembre, alle 21, sul palco del Teatro Nuovo di Ferrara. Dopo il successo de ‘L’elisir d’amore’ di Gaetano Donizetti, che ha segnato il debutto dei Senzaspine nell’opera lirica, ‘Bollicine’ è il secondo appuntamento della stagione sinfonica che vede protagonista l’orchestra bolognese, formata da musicisti under 35. Sul podio si alterneranno i due giovani direttori, Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, che come vuole la tradizione, coinvolgeranno il pubblico in un crescendo di emozioni e passione, fino al gran finale a sorpresa.
L’appuntamento, andato negli anni sempre sold out, è ormai un ‘must’ per chi vuole salutare l’anno nuovo, con un’iniezione di energia e fortuna. Nel nuovo programma, che vede la danza ed il balletto come fili conduttori, non mancheranno brani celeberrimi come il valzer dal primo atto di ‘Giselle’ di Adolphe-Charles Adam e ‘Sul bel Danubio blu’ di Johann Strauss.
Riconsegnare la musica classica all’amore del grande pubblico e dare spazio ai giovani talenti, tramite un approccio pop e social, che proietta nel futuro l’eleganza della tradizione. E’ questa la duplice missione dell’Orchestra Senzaspine. Facendo leva sulla formula del ‘concerto-spettacolo’, l’obiettivo è sfatare i falsi miti che accompagnano la musica classica, dimostrando come questo genere sia più che mai vivo, affascinante e adatto a tutti.
La stagione sinfonica dell’Orchestra Senzaspine al Teatro Nuovo di Ferrara, proseguirà il 9 febbraio con ‘Filmusic’, concerto dedicato alla musica del grande cinema ed il 16 marzo con ‘Social Concert’, quando sul palco salirà anche il vincitore di ClassXfactor 2018, seconda edizione del concorso nazionale per solisti classici under 35.

Orchestra Senzaspine

L’Orchestra Senzaspine è un’associazione che conta più di 350 musicisti under 35.’Orchestra è nata nel 2013 da un’idea di due amici: i giovani direttori Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, presidente e vicepresidente dell’associazione. I Senzaspine, in formazione variabile, hanno già all’attivo oltre 200 eventi musicali ed hanno collaborato con solisti di fama internazionale, tra cui Enrico Dindo e Dejan Bogdanovich, Sofya Gulyak e Laura Marzadori, primo violino del Teatro alla Scala. Numerosi i sold out registrati nei teatri più prestigiosi di Bologna. L’Orchestra ha inaugurato a novembre 2016 la prima stagione del Mercato Sonato, sua casa e spazio al centro di un nuovo progetto di rigenerazione urbana e culturale voluto dal Comune di Bologna. Il progetto Mercato Sonato gode del sostegno di Mibact, Ibc Regione Emilia-Romagna, Fondazione Unipolis, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Unipol, Maresca & Fiorentino, Borsari, Argenteria Corradini e del patrocinio di Regione Emilia Romagna e Quartiere San Donato-San Vitale.
www.senzaspine.com

BIGLIETTI DISPONIBILI

biglietteria del

TEATRO NUOVO DI FERRARA

aperta dal martedì al sabato
dalle ore 11.00 alle ore 13.00
dalle ore 16.00 alle ore 19.00

PREZZO BIGLIETTI
POLTRONISSIMA intero € 30,00 ridotto € 27,00
PLATEA intero € 27,00 ridotto € 24,00
I GALLERIA intero € 24,00 ridotto € 21,00
II GALLERIA intero € 18,00 ridotto € 16,00

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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