18 Settembre 2019

Non possiamo continuare a dormire sul futuro

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 4 minuti

“Ciascuno cresce se sognato”, sono le parole di Danilo Dolci che dovremmo scrivere sui muri delle nostre scuole e scolpire nella coscienza di ognuno di noi: genitori, insegnanti, amministratori.
Un sogno che non abbiamo mai appreso a coltivare, se ancora oltre il venticinque per cento dei nostri giovani d’età compresa tra diciotto e ventiquattro anni non lavora, non cerca un impiego e non frequenta una scuola o un corso di formazione professionale, è cioè un neet.
Ce lo conferma il rapporto annuale dell’Ocse “Education at a Glance” che ci colloca in compagnia di Brasile, Colombia, Costa Rica, Sudafrica e Turchia.
L’annuale colpo d’occhio sull’istruzione dell’Ocse punta i suoi fari sull’istruzione terziaria, segno che abbiamo bisogno di affrontare il futuro accrescendo le nostre competenze, in particolare quelle dei nostri giovani in uscita dalla secondaria di secondo grado.
L’Ocse ci ricorda che il capitale intellettuale è la risorsa più preziosa del nostro tempo. Che il nucleo del capitale intellettuale è la conoscenza e che lo sviluppo e il trasferimento della conoscenza è la missione principale dell’istruzione.
E, dunque, il capitale intellettuale non possiamo permetterci di sprecarlo, a partire da quello che impieghiamo per insegnare ai nostri giovani, perché i nostri giovani apprendano. Una massa docente che garantisce ogni anno centinaia di milioni di ore di lezione, pari ad oltre cinquantacinque secoli di scuola. Questo è l’ordine di grandezza del capitale intellettuale che ogni anno scolastico è investito nelle nostre scuole. Non possiamo continuare a trattarlo alla stregua della burocrazia delle cattedre, degli incarichi e delle supplenze. Si tratta di risorse umane per le risorse umane e, per di più, di una sola parte di quelle impiegate nella scuola e intorno alla scuola. Dovremmo perciò porci il tema dell’uso che ne facciamo e della loro efficacia.
Impiegarle per realizzare un sogno sarebbe la cosa migliore, il sogno dei nostri giovani, del nostro paese, delle nostre città, dei nostri territori.
Ma pare che il nostro paese come le nostre città continui a dormire sul futuro.
Intanto l’anno scolastico parte male e sognare con le cattedre vuote e gli edifici scolastici poco accoglienti, oggettivamente, riesce difficile, anche perché nessuno ha mai nutrito prima il proposito di sognare la crescita del proprio futuro attraverso i giovani, ragazze e ragazzi, che gli stanno attorno. Tanto, il più delle volte, sono solo un problema, senza rendersi conto che, se li avessimo cresciuti abituati ad essere sognati, forse un problema non lo sarebbero.
Allora i compiti non sono i ragazzi a doverli fare, ancora una volta siamo noi adulti in ritardo sulle consegne.
Abbiamo compreso che la cultura parte dal nido e questo, se si realizzerà, è un passo importante per iniziare a sognare la crescita di ciascuno. Ma non basta, è necessario che sforziamo la nostra fantasia, ad esempio imparando a rovesciare le cose, a vederle dal lato opposto.
Mi spiego. Guai se la scuola non trasmettesse il sapere, da sempre con questo strumento le società si sono garantite la condivisione di valori e di cultura e la loro continuità. Ma da quando il sapere ha iniziato a superare se stesso, trasmettere non è più sufficiente, è necessario che la scuola produca anche sapere, che formi intelligenze capaci di produrre sapere a loro volta.
Non solo la scuola dell’insegnamento/apprendimento ma la scuola in cui si impara a sviluppare conoscenze nuove, come nota l’Ocse, che fa progetti e ricerca, la scuola diffusa sul territorio, la scuola laboriosa dei laboratori del sapere. Le nostre scuole assomigliano ancora troppo alle aule di catechismo o parrocchiali di due secoli fa, catechismo laico, certamente, ma sempre catechismo. Questo dello sviluppare i saperi cambia le carte in tavola, perché la nostra scuola ancora non lo sa fare.
Le classi sono pensate per popolazioni di capitale intellettuale non operoso, fermo nell’ascolto e nella ricezione, l’aula statica non può essere amica della dinamica, della forza che può sprigionare il capitale intellettuale che accoglie, la risorsa più preziosa del nostro tempo.
La crisi della scuola è crisi di trasmissione, oggi la trasmissione del sapere sono altri canali, ben più efficaci ed attrezzati, a garantirla, ma la produzione e la verifica delle conoscenze questa non la sanno fare. Questo è oggi il compito preminente dei luoghi dello studio, delle scuole appunto, dove si raccoglie a milioni il capitale intellettuale del paese, delle nostre città e dei nostri territori. Alunni e insegnanti con le loro intelligenze da mettere in gioco in migliaia di ore che non ci possiamo permettere di sprecare. Ore che scorrono una dopo l’altra per costruire il futuro, per crescere ogni ragazza e ogni ragazzo con i loro e i nostri sogni che si incontrano.
L’appello a cambiare non può ripetersi ancora a lungo, perché prima o poi anche il tempo verrà meno e non sarà più possibile neppure sognare.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • Mi chiamo Rose Rosse

  • Storie in pellicola / Nostalgia canaglia

  • Parole a capo
    Maria Laura Valente: “Io maledico l’anno il mese il giorno” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013