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da: Alessia Calcerano Movieday

Movieday presenta Il primo festival itinerante per promuovere le opere dei nostri migliori registi indipendenti.

Il Viaggio nel cinema indipendente è un festival itinerante, nello spazio e nel tempo, in cui la “meglio gioventù” del cinema italiano, attraverso la piattaforma Movieday, presenta al pubblico in sala i propri film.
Registi, spettatori, critici strutturano il viaggio in una o più tappe di ciascun film selezionato, organizzando su Movieday le varie proiezioni.
Le prime fermate già in programma sono:
– Memorie – Viaggio verso Auschwitz di Danilo Monte in collaborazione con Lab80 / Milano, cinema Beltrade 22/10/15 http://www.movieday.it/event/event_details?event_id=72
– Fuoco Amico di Francesco Del Grosso / Milano, cinema Plinius 17/11/15 http://www.movieday.it/event/event_details?event_id=67
Le prossime tappe in corso di organizzazione vedono protagonisti:
Eva Braun di Simone Scafidi, Perfidia di Bonifacio Angius, I fantasmi di San Berillo di Edoardo Morabito, Oltre il guado di Lorenzo Bianchini, Unlearning di Lucio Basadonne e Anna Pollio, Rustam Casanova di Lorenzo Cioffi e Alessandro De Toni.
Altri appuntamenti saranno dedicati ai film di registi che hanno raggiunto il successo internazionale e che nel tempo sono diventati delle opere simbolo dell’indie italiano: Alambrado di Marco Bechis, Il Caricatore di Eugenio Cappuccio, Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata, Low Tide di Roberto Minervini.
Movieday è la prima piattaforma web italiana che permette a chiunque di organizzare proiezioni al cinema, ed è un mezzo di promozione per i giovani registi italiani che, nonostante premi e riconoscimenti, non trovano una distribuzione. Uno strumento paragonabile ad un self publishing cinematografico.
Molte altre opere entreranno in corsa in quello che si preannuncia il più lungo “viaggio” mai dedicato al cinema indipendente italiano.
Per partecipare e scoprire tutte le tappe, basta cercare il “Cinema in viaggio” sulla pagina eventi di Movieday http://www.movieday.it/events/event_listing
Movieday, startup innovativa, vincitrice del premio Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo sostenuta da Europa Cinemas, Fice, Acec.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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