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da: orgsnizzatori

Una serata tra virtuosismi e romanticismo con il doppio spettacolo “Rhapsody” e “The two pigeons” in diretta dalla Royal Opera House di Londra. In 120 sale cinematografiche in tutta Italia e distribuito da Qmi. In scena per Rhapsody l’étoile Natalia Osipova con Steven McRae su musiche di Paganini

Dopo la pausa natalizia, riprende la stagione cinematografica dal prestigioso teatro di Covent Garden in diretta in tutta Italia martedì 26 gennaio, alle 20.15 con un doppio spettacolo di Frederick Ashton, coreografo fondatore del Royal Ballet. In programma il virtuoso Rhapsody di Rachmaninoff su un tema di Paganini, fiore all’occhiello della tradizione ballettistica, e l’incantevole The Two Pigeons, su musica di André Messager con arrangiamento di John Lanchbery.

Il delizioso doppio spettacolo di Frederick Ashton apre con il celebrativo Rhapsody. In scena, ancora una volta insieme, l’étolie Natalia Osipova e Steven McRae, già interpreti nella scorsa stagione del Royal Ballet di un altro classico del repertorio di Ashton, La fille mal gardée. La musica cupa, conturbante e geniale è in grado di ispirare alcune fra le coreografie più appassionanti di Ashton per un balletto coinvolgente e sublime all’apice del suo stile romantico. L’entusiasmante pas de deux e i concitati assoli rappresentano ancora oggi una sfida emozionante per la nuova generazione di stelle.

La seconda metà dello spettacolo è costituita dal sublime balletto in due atti The Two Pigeons. Affascinante, civettuolo e pieno di umorismo, questo delicato lavoro è interpretato da Lauren Cuthbertson e Vadim Muntagirov. La storia segue un artista a Parigi, che abbandona il suo amore fedele per un esotica e misteriosa gitana, per poi rendersi conto dello sbaglio. Un racconto tenero e commovente. In scena anche due piccioni vivi!

Il doppio spettacolo Rhapsody/The Two Pigeons sarà una delizia per gli appassionati di Ashton e I neofiti che potranno assistere in diretta dal prestigioso teatro di Covent Garden al lavoro di quello che il New York Time ha definito “uno dei più grandi coreografi classici del XX secolo”. Frederick Ashton, durante la sua vita (1904–88), ha realizzato più di 100 opere.
Per maggiori informazioni www.frederickashton.org.uk

La ROH Live Cinema Season permette al pubblico di tutto il mondo di assistere nella sala cinematografica più vicina a casa ai prestigiosi spettacoli in scena al Covent Garden.
In Italia, la distribuzione della stagione live al cinema è a cura di QMi.
Le proiezioni nei cinema sono arricchite da interviste e filmati dietro le quinte dei protagonisti della Royal Opera House e l’interazione con gli spettatori continua grazie al live twitting sul grande schermo.

Costo biglietto: 15 -10 euro

Per l’elenco completo dei titoli e delle sale coinvolte:
http://www.rohalcinema.it

Pagina facebook:
https://www.facebook.com/royaloperahousealcinema

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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