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Da: Massimiliano Venturi

LE FESTIVITA’ ALL’INSEGNA DEL DIVERTIMENTO CON I BURATTINI
Proseguono con grande partecipazione gli appuntamenti in streaming

Le festività si preannunciano all’insegna del divertimento, con il ricco programma di eventi proposti dalla rassegna I Colori del Natale diretta da Massimiliano Venturi.

L’approdo su web di Burattini e Marionette ha riscosso sin dai primi passi molta attenzione ed entusiasmo da parte del pubblico, varcando grazie alla tecnologia i confini dell’ambito territoriale locale. Così lo stesso Venturi tratteggia l’inizio di questa nuova esperienza: “Proporre gli spettacoli che siamo soliti offrire al pubblico di ragazzi e famiglie in modalità streaming, era qualcosa di nuovo anche per noi. Il pubblico ha raccolto la sfida, restituendoci anzi un calore ed un riscontro che hanno superato le nostre aspettative.
In occasione dell’evento di domenica 20 dicembre, con gli spettacoli dei burattini di Mattia Zecchi, di All’Incirco e del sottoscritto in diretta da Comacchio, sono stati infatti ben 393 gli utenti unici connessi per seguire le gesta degli eroi dei teatrini.
Considerato come la platea dei partecipanti sia rappresentata di consueto da uno o più ragazzi con uno o entrambi i genitori, non è difficile immaginare come i potenziali spettatori davanti ai dispositivi connessi possano aver rasentato le 4 cifre, ovvero quattro volte la capienza della Sala Polivalente di Palazzo Bellini.

E’ un risultato che ci riempie di gioia, e pur auspicando di poter ritornare presto a presentare gli spettacoli dal vivo, siamo felici di constatare come tra gli spettatori sia tutt’altro che affievolita la voglia di teatro, ed anzi vi sia grande interesse per questa nuova modalità, unica possibile al momento. Una conferma quindi anche per quanto riguarda l’opportunità e l’attualità delle linee progettuali che abbiamo condiviso con il Comune di Comacchio.”

La programmazione della rassegna entrerà nel vivo nei prossimi giorni. Sabato 26/12 alle 16:30 sarà infatti on line il primo episodio della miniserie Il tesoro della nave romana: un appuntamento in 5 brevi puntate dove i burattini saranno protagonisti di un’avventura comica e misteriosa, alla scoperta della collezione custodita all’interno del Museo Delta Antico. Sarà altresì un’occasione per condividere con il pubblico locale e non le meraviglie del patrimonio architetturale e naturalistico comacchiese, da sempre componente caratterizzante della rassegna, e che saranno al centro di speciali “cartoline animate” proposte dai burattini in ogni episodio.

Domenica 27 dicembre l’appuntamento sarà poi con Andrea Marchi della compagnia romagnola Spettacoli Atuttotondo. Dalle ore 16:30 il pubblico potrà ammirare lo spettacolo Il Paggio Giullare, in versione speciale per la diretta streaming. Una performance di teatro comico a 360 gradi, dove l’abilità del performer sarà in grado di stupire gli spettatori di tutte le età con musica, canti, giocoleria, fachirismi, pupazzi, trampoli, fuoco e mirabolanti esperimenti alchemici.

Da lunedì 28 a giovedì 31 dicembre, ogni pomeriggio alle ore 16:30 sarà on line sulla pagina facebook ‘Comacchio a Teatro’ un nuovo episodio delle avventure di Fagiolino, Sganapino e il tesoro della nave romana.

Si proseguirà poi nell’anno nuovo, domenica 3 gennaio, con lo spettacolo Antico Racconto di Natale, a cura del Teatro dei Burattini di Como. Il programma completo ed i link per la visione gratuita degli spettacoli sono disponibili sul sito www.comacchioateatro.it

I Colori del Natale è un progetto di Massimiliano Venturi, realizzato per il Comune di Comacchio con il sostegno della Regione Emilia Romagna.
Gli spettacoli sono adatti a tutti a partire dai 3 anni di età. Per restare aggiornati sui prossimi eventi è possibile iscriversi alla newsletter su www.comacchioateatro.it. Infoline: +39 349 0807587. Anteprime ed aggiornamenti in tempo reale sulle pagine facebook ‘Comacchio a Teatro’ e ‘I Burattini di Massimiliano Venturi’.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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