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Da ufficio stampa

APERTE ISCRIZIONI “OSCAR GREEN”. PREMIO PER IMPRESE INNOVATIVE

 Al 30 settembre 2016 in Emilia Romagna le imprese agricole guidate da giovani under 35 erano 2.239, con un aumento del 13,3 per cento e un saldo attivo di 262 imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati del Registro delle Imprese di UnionCamere Emilia Romagna, da cui risulta che il settore agricolo è l’unico tra tutti i settori con il saldo positivo delle imprese giovanili. Dal registro delle imprese regionali nei primi nove mesi del 2016 risulta che il totale delle imprese under 35 sono 32.122, il 3,2 per cento in meno dell’anno precedente. La forte crescita del settore agricolo – commenta Coldiretti regionale – è sintomo di un rinnovo generazionale trainato anche dal richiamo che l’agricoltura esercita sui giovani come attività che consente di realizzare la voglia di essere imprenditori di se stessi, in forte crescita tra le nuove generazioni.

Nel settore agricolo – rileva Coldiretti – la presenza giovanile è sempre più legata all’innovazione imprenditoriale, sia in termini di nuove colture, sia in termini di nuovo approccio con il mercato, al punto che il lavoro in campagna si è esteso fino alla trasformazione e al commercio, con il boom delle vendite dirette dell’agricoltore di prodotti locali. Una realtà favorita dalla Legge di Orientamento (Legge 228/2001) fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne e consentito ai giovani di interpretare in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale.

Proprio per incentivare e sostenere le idee innovative, l’attività di ricerca e diversificazione, la capacità di sfidare la globalizzazione, Coldiretti Giovani Impresa ha aperto dall’1 febbraio le iscrizioni all’edizione 2017 di Oscar Green, concorso riservato agli imprenditori agricoli e agroalimentari under 40 che abbiano realizzato un modello d’impresa originale e innovativo. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo 2017 e possono essere fatte online sul sito web www.oscargreen.it, dove è possibile trovare anche il regolamento, oppure rivolgendosi alle sedi provinciali di Coldiretti.

L’Oscar Green, arrivato all’undicesima edizione, è articolato in sei sezioni: “Impresa 2.Terra”, riservato alle aziende agroalimentari che hanno sviluppato una cultura d’impresa esemplare per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana, con nuovi percorsi tecnologici e di comunicazione; “Campagna Amica”, che premierà la capacità di valorizzare il made in Italy attraverso il rapporto tra impresa e consumatori, rispondendo alle esigenze di sicurezza alimentare, qualità dei prodotti tutela ambientale; “We green”, riservato alle aziende che lavorano e producono in modo ecosostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi innovativi a tutela dell’ambiente; “Fare rete”, destinato a progetti che rispondano alla parola d’ordine “partnership”, con imprese, cooperative, consorzi agrari, startup capaci di fare rete per massimizzare i vantaggi delle aziende agricole, agroalimentari e del consumatore finale; “Agri-you” rivolto a progetti di agricoltura sociale , con servizi e prodotti che rispondano ai bisogni della persona e della collettività; “Crea” per progetti che si distinguono per creatività e innovazione sia di prodotto sia di metodo, in grado di aiutare l’azienda a produrre meglio e in modo più efficiente.

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di Piermaria Romani

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Pescando un pesce d’oro
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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

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Francesco Monini
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