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Aeroporti. L’assessore Corsini: “La ripartenza delle attività degli aeroporti dell’Emilia-Romagna? Sono per noi una priorità, e i contributi economici necessari per far questo non sono mai stati messi in discussione. Con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione sosterremo il Marconi e gli altri scali emiliano-romagnoli. Aggiungo che il presidente Bonaccini ha scritto al Governo per sbloccare i 500 milioni di euro di aiuti nazionali per il comparto aereo”.

La replica dell’assessore regionale ai Trasporti a notizie di stampa secondo cui, vista l’assenza dei 48 milioni del Pnrr richiesti per sostenere gli scali regionali, l’Emilia-Romagna non avrebbe più garantito risorse per sostenere l’attività dell’aeroporto Marconi di Bologna e degli altri scali regionali. L’assessore assicura la disponibilità delle risorse.

Bologna – “I 48 milioni di euro che la Regione aveva chiesto di inserire nel Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr) per sostenere gli scali regionali non ci saranno, perchè nel documento che stabilisce gli investimenti da realizzare con le risorse del Recovery fund non ci sono voci di spesa dedicate al trasporto aereo. Ma questo non significa assolutamente che l’Emilia-Romagna non destinerà risorse per il Marconi e per gli altri aeroporti della Regione. Siamo pronti a mettere in campo i fondi a nostra disposizione per sostenere la ripartenza di questo comparto così duramente colpito dalla pandemia, che è strategico per l’economia, l’occupazione e il turismo regionali”.

Così l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, replica a notizie di stampa secondo le quali da Viale Aldo Moro, dopo il no ai 48 milioni del Pnrr chiesti dalla Regione al Governo, dalla Regione non sarebbero arrivate risorse per sostenere il piano degli investimenti dell’aeroporto Marconi di Bologna e degli altri scali regionali.

“Al contrario- continua l’assessore- con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione della prossima programmazione, finanzieremo gli aeroporti della Regione. E tra questi impegni c’è il piano degli investimenti dell’aeroporto Marconi, che nonostante la ridotta operatività dello scalo dovuta al difficile momento legato alla pandemia, sta continuando ad investire, a lavorare e a resistere”.

“Infine- conclude l’assessore- dato che il Governo ha stanziato 500 milioni di euro per gli aeroporti nazionali, il presidente Bonaccini proprio in questi giorni ha scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, per chiedere lo sblocco dei decreti attuativi, in modo che questi fondi, che in quota parte andranno anche al Marconi, siano al più presto resi disponibili per la ripartenza post pandemia”.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

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