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Ambiente. Al Museo Giardino Geologico Sandra Forni di Bologna inaugurata la nuova Collezione Gallerani, una raccolta di minerali donata alla Regione dal collezionista Mario Gallerani. Il presidente Bonaccini: “Grande esempio di generosità, impegno e gratitudine per la nostra terra”

L’inaugurazione insieme al signor Gallerani, i figli e i responsabili regionali del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli. La collezione, visitabile gratuitamente presso il MuGG, conta di 272 esemplari di minerali provenienti da tutto il mondo, compresi numerosi ‘gessi’ presenti in maniera estesa in Emilia-Romagna.

Bologna – Per Mario Gallerani è un desiderio che si realizza, per la comunità emiliano-romagnola un dono importante.

Da oggi, la collezione regionale ‘Museo Giardino Geologico Sandra Forni’ si arricchisce di una nuova importante acquisizione. È la collezione Gallerani, un patrimonio di oltre 270 minerali provenienti da tutto il mondo e collezionati da Mario Gallerani, un emiliano-romagnolo di 94 anni che un anno fa ha scelto di donare le sue vetrine di minerali alla Regione Emilia-Romagna per far sì che queste bellezze continuassero a incantare le persone, soprattutto i giovani, proprio in questo spazio che da dieci anni si apre gratuitamente alle scuole e all’intera cittadinanza.

La Collezione Gallerani è stata inaugurata questa mattina nell’atrio del Museo Giardino Geologico Sandra Forni, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Alla cerimonia, che si è svolta in forma privata e nel rispetto delle misure anti-Covid, erano presenti lo stesso signor Gallerani, i figli e i responsabili del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli regionale che hanno curato l’allestimento.

“L’impegno di Mario Gallerani non è solo la dimostrazione di un’incredibile passione e amore verso la ricerca- sottolinea Bonaccini– ma rappresenta anche qualcosa di più, che ci riguarda tutti. È il contributo che ogni singolo cittadino può dare per arricchire la nostra società. Un principio importante, che la politica e soprattutto l’azione amministrativa e istituzionale devono sostenere, creando le condizioni necessarie per permettere alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente nello svolgimento della loro attività”.

“La collezione che è stata donata alla Regione Emilia-Romagna da Mario Gallerani- continua il presidente- è l’espressione concreta sia della capacità di costruire autonomamente una forma di sapere, sia di riconoscere nella società il destinatario ultimo di questa cultura. Lo ringrazio quindi per la sua generosità, che ci fa sentire tutti più ricchi e più vicini”.

 

La Collezione Gallerani:

La collezione mineralogica Mario Gallerani conta di 272 esemplari di minerali che provengono da tutto il mondo, ognuno dei 5 continenti e 33 diverse nazioni, con l’Italia rappresentata dal più alto numero di esemplari (120) da tutte le regioni.

È una collezione classica, nel senso che le specie minerali considerate sono quelle che attraggono maggiormente gli appassionati. La raccolta comprende un tematismo particolare, i gessi che costituiscono circa la metà della collezione (106 esemplari).

La maggior parte dei gessi proviene dai ‘Gessi messiniani’ che affiorano estesamente in Emilia-Romagna e la cui formazione risale a circa 6 milioni di anni fa. Si possono inoltre ammirare 30 minerali di ferro (pirite, magnetite, ematite, goethite, siderite e marcassite) e 20 minerali che contengono altri metalli come il rame, il piombo, lo zinco, l’antimonio e il mercurio. La collezione comprende anche alcuni campioni di carbonati e la variegata famiglia dei quarzi che costituisce il 17% dei campioni della collezione.

Questi ultimi provengono sia dal territorio emiliano-romagnolo sia da altre località e sono presenti nelle principali varietà come lo ialino, l’ametista dal colore viola, il citrino dalla tonalità gialla, il quarzo nero oltreché le tonalità fumé, bianco latteo e alcuni cristallizzati a tramoggia, specie molto ricercata dai collezionisti.

 

Il Museo Giardino Geologico Sandra Forni:

E’ una collezione di rocce, minerali, fossili e suoli acquisiti dal Servizio Geologico Sismico e dei Suoli – SGSS – nel corso dei suoi dieci anni di attività.

Pensato come un omaggio alla bellezza della Natura, vuole essere un luogo di incontro tra i cittadini, il territorio e l’istituzione regionale.

La collezione è allestita in diversi spazi: la sede principale è nell’atrio della Terza Torre della Regione Emilia-Romagna (Viale della Fiera, 8), altri due percorsi tematici sono presenti nello spazio verde prospicente la Torre (giardino Kenzo Tange) e nell’atrio dell’Assemblea Legislativa (Viale Aldo Moro, 50). Tutti i progetti espositivi sono stati realizzati dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Direzione Cura del Territorio e dell’Ambiente. Per maggiori informazioni https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/geologia/museo-giardino-geologico.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

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