18 Novembre 2015

LA STORIA
Bublik, progetto lenzuola parlanti

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 3 minuti

Il brulicante quartiere moscovita di Ottobre Rosso non smette mai di stupire. Pare inventarne sempre una per meravigliare, per accendere la fantasia e lasciar riflettere su presente e passato. La Fondazione V-A-C (di cui vi parleremo più dettagliatamente nelle prossime puntate, vi basti per ora sapere che la fondazione supporta la creatività di giovani artisti contemporanei occupando una parte della centrale elettrica dismessa Ges2) è un bell’esempio di come coniugare la creatività dei giovani di oggi con i la storia e la tradizione passate. Nonché con i suoi valori. Per non dimenticare quanto di buono ci è stato lasciato e quanto di nuovo si possa sempre trovare in esso, magari reinventandone alcuni elementi. Con passione e nuova forza.

Nell’esposizione dedicata, dalla Fondazione, alle pratiche artistiche nell’ambiente urbano, che vuole (ri)trovare i legami fra lo spazio urbano e l’arte, abbiamo scovato una chicca, passateci il termine: Bublik, il “progetto lenzuola”, della giovane creativa Elena Kholkina.

Progetto lenzuola, Elena Kholkina

Facciamo un passo indietro, dunque.

Durante l’epoca sovietica, le autorità cittadine avevano costruito molti edifici insoliti e inusuali, se pur legati ad alcuni importanti fatti dell’epoca. Uno di questi era sicuramente rappresentato dall’edificio cilindrico di appartamenti costruito nel 1972 dall’architetto sovietico Eugene Stamo e dall’ingegnere Aleksandr Markelov. Ubicato nel distretto (rayon) di Ochakovo-Matveevskoe, nella zona sud-est di Mosca, l’edificio è chiamato Bublik dai residenti e dai vicini, per la sua somiglianza con la rotonda e gustosa ciambellina dolce, bollita prima della cottura, tipica dell’est Europa chiamata bagel (e appunto бублик / bublik, in russo e ucraino, obwarzanek, in polacco, riestainis, in lituano).

Bublik_in_Kiev

L’edificio residenziale fu disegnato per contenere 913 appartamenti e, secondo gli architetti, 5 edifici simili dovevano essere costruiti prima delle Olimpiadi del 1980. I 5 edifici dovevano ricordare il simbolo olimpico ma solo due furono completati. Il villaggio doveva contenere tutto (negozi, farmacie, campi da calcio, ufficio postale), dar vita a una sorta di micro-comunità autosufficiente, una cittadina in miniatura, ma il progetto si rivelò di difficile realizzazione: alti costi di mantenimento, lontananza eccessiva fra gli edifici. Difficile poi associarli agli anelli olimpici e difficile da realizzare.

Bublik, edificio
Bublik, edificio
Bublik, edificio

In queste case fu girato il film “Courier” e le sue finestre si vedono nei fotogrammi finali del famoso film sovietico “Mosca non crede alle lacrime”. Quanto oggi rimane è l’idea delle buone relazioni di vicinato dell’epoca sovietica, l’importanza della costante socializzazione di persone che vivono l’una accanto all’altra ogni giorno, che condividono valori, pensieri e giornate. Luoghi di ritrovo, dove socializzare e sentirsi complici, dove aiutarsi in momenti più o meno difficili, dove essere solidali, vicini. In un mondo, come quello moderno, dove questi valori spesso paiono persi o confusi con il rumore della città e del suo movimento vorticoso e dove i rapporti di vicinato paiono perdersi e essere sostituiti dagli scambi virtuali di email e messaggi sui social network, Elena Kholkina, nel mese di agosto 2015, ha voluto fare un esperimento, un bell’esperimento. In questo edificio periferico a forma di anello, fra i suoi nove piani di vite, l’artista ha cercato di sorpassare la predominanza della comunicazione online e, per fare questo, ha steso lenzuola ad asciugare, senza preavviso. Su ciascuna di esse vi era una storia, quella di un abitante del Bublik, da lei raccolta in precedenza. Queste storie dovevano diventare (e lo sono diventate) motivi di scambio e di comunicazione reale, “live”, tra i lettori, creando un peculiare “social network offline”.

Si tornava a parlare, a comunicare, a conoscersi, a scambiare le proprie storie di vita.

Il tutto culminato in una piccola festicciola con i simbolici bublik, le ciambelline, da lei organizzata per i residenti, mostrando le foto e i video di quegli incontri.

Un cerchio che si chiude, una forma rotonda che lega e unisce. Un anello che continua.

Perché la comunicazione diretta fra le persone è sempre la migliore e non vi è nessun social network che la possa sostituire. Ci è piaciuto. Molto. Brava Elena. Salviamo questo dal passato. Almeno questo. Ne vale la pena.


I commenti sono chiusi.


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

Ti potrebbe interessare:

  • Parole a capo
    Maria Laura Valente: “Io maledico l’anno il mese il giorno” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013