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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

La Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto ottiene il riconoscimento come Centro Nazionale di Produzione della Danza. Si consolida l’impegno già avviato per una rete di collaborazioni in ambito regionale. Oggi la presentazione in Regione a Bologna

La Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto ha ottenuto dal MiBACT il riconoscimento come Centro Nazionale di Produzione della Danza.
La nomina è stata ottenuta insieme ad altre due realtà produttive italiane (Scenario Pubblico/ZappalàDanza di Catania e VirgilioSieniDanza/CanGo di Firenze).
Si tratta di un riconoscimento alla statura artistica e organizzativa della compagnia di danza italiana prima per storia e primati conseguiti negli oltre trent’anni di attività – hanno commentato i dirigenti della Fondazione -, ma soprattutto è la definizione di un impegno che già da qualche anno la Fnd/Atb ha affrontato nella logica di assumere sempre più un ruolo di riferimento nella diffusione della cultura di danza e delle arti perfomative di oggi, facendo di fatto della sua sede a Reggio Emilia una vera e propria Casa della Danza.

La presentazione
Questa mattina in Regione a Bologna, nel corso di una conferenza stampa sono state illustrate le motivazioni dell’attribuzione e le prospettive, presenti l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, Giovanni Ottolini e Cristina Bozzolini, direttore generale e direttore artistico Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.

“Entro fine giugno – ha annunciato Ottolini – il Ministero renderà note le assegnazioni, le dotazioni per ciascun centro”. Ci si aspetta un leggero incremento del contributo statale, che attualmente consiste in 700mila euro, cui si sommano le risorse da Regione (1,2 milioni circa) e Comune di Reggio Emilia (268mila euro).
Il riconoscimento, per Cristina Bozzolini “giunto alle realtà più meritevoli”, è stato definito dal sindaco di Reggio come “di grande valore e non scontato, frutto di una storia credibile e autorevole”.
“Mi pare – ha aggiunto l’assessore Mezzetti – che pian piano siamo riusciti a far capire come l’investimento in cultura sia necessario in termini economici e come produttore di humus intelligente. Ora è giunto il momento di un salto di qualità e anche attribuzioni come questa possono contribuire nell’ottica di un ragionamento su razionalizzazione e innovazione di sistema, nell’ambito dell’economia della creatività.
Serve ora, e speriamo in tempi brevi, una legislazione nazionale che accompagni e premi questi sistemi culturali, non li penalizzi come rischia di accadere nel caso dell’Ert”.

La proposta di Fnd/Atb
In queste ultime stagioni la direzione artistica di Fnd/Atb ha ulteriormente affermato come prioritario l’interesse alla proposta dei più diversi linguaggi coreografici presenti oggi sulla scena: dal balletto postclassico e contemporaneo alla danza concettuale, nella ferma convinzione che la compagnia, proprio per il suo ruolo primario in Italia, debba farsi rappresentazione e espressione culturale dell’attuale stato della danza teatrale di qualità.
Questo in particolar modo coinvolge doverosamente autori italiani delle generazioni successive a quella rappresentata dal precedente direttore/autore della compagnia Mauro Bigonzetti.
In quest’ottica, è prioritario l’impegno già avviato dalla Fnd/Atb ad attivare una rete di collaborazioni in ambito regionale e a vari livelli: dalle più importanti istituzioni musicali alle realtà produttive indipendenti, alle organizzazioni di promozione di artisti emergenti, nella condivisa idea di un costruttivo scambio di esperienze, know how, ipotesi di produzione, sostegno e incoraggiamento dei nuovi più interessanti protagonisti della coreografia nell’intento di favorire un ricambio generazionale nel nome dell’alta qualità e professionalità.

Forte dell’esperienza come partecipante al Tavolo Regionale della Danza, istituito già nel 2014 dall’Assessorato alla Cultura della Regione e al quale partecipano molte realtà del territorio operanti nel settore della ricerca, Fnd/Atb ha deciso indipendentemente di sostenere il lavoro della coreografa e danzatrice Simona Bertozzi al fine di non disperdere un bagaglio di esperienze.
L’autrice, che in residenza al Centro preparerà il suo progetto attorno al mito di Prometeo, sarà impegnata anche in progetti collaterali formativi per la diffusione di una conoscenza e capacità di visione diversa della danza contemporanea immaginati con il coinvolgimento diretto di scuole e famiglie della città di Reggio Emilia.
Sulla stessa linea il lavoro di Cristina Rizzo, altra autrice indipendente, collaboratrice di Aterballetto per cui ha già firmato un paio di creazioni, che applicherà al territorio reggiano e alle generazioni più giovani il metodo di coinvolgimento danzante del suo progetto Bolero’.

Le attività di Bertozzi e Rizzo sono solo alcune delle iniziative che la nuova identità di istituzione impone alla Fondazione Nazionale della Danza.
Inoltre, consolidando una progettualità già ampiamente realizzata negli anni passati, la parte delle ospitalità richieste dal nuovo ruolo consente di rafforzare quella rete di collaborazioni con realtà italiane e internazionali.
In questo senso se l’arrivo della compagnia Zappalà Danza consolida un reciproco rapporto di stima e collaborazione, da tempo avviato, ma qui ribadito anche per il condiviso nuovo ruolo istituzionale, l’invito ad altre formazioni, come il Balletto Teatro di Torino con coreografie dell’israeliano Itzik Galili si realizza nella logica di proporre al pubblico il maggior ventaglio di proposte coreografiche e teatrali così come sono oggi sulla scena di danza.

La rete di collaborazioni e di attività che diramano dal Centro Nazionale coinvolge in primis il territorio regionale, nel quale l’attività artistica promozionale e formativa di Aterballetto è già ampiamente radicata ma che il nuovo riconoscimento ministeriale consente di rafforzare nella sua identità di punto di riferimento artistico per la danza.
In questo senso l’accordo triennale siglato con la Fondazione Teatro Comunale di Modena, cui viene ad aggiungersi il Teatro Regio di Parma, traccia una direttrice importante di autorevoli istituzioni musicali che consentirà di ragionare su una progettualità artistica organica e articolata, a vari livelli, con un lavoro strutturato intorno alle proposte spettacolari che dai laboratori passano agli incontri con gli artisti, alle prove aperte agli approfondimenti con esperti del settore.

In questa prospettiva non si può che auspicare come passo successivo un tavolo di collaborazione e sinergia con I Teatri della città di Reggio Emilia, storicamente ospiti dell’Aterballetto per una reciproca valorizzazione delle competenze, specificità e mission culturale in organica elaborazione di un progetto di promozione e divulgazione della danza, arte che per vocazione è stata sempre centrale nella vita culturale della città di Reggio Emilia, che tenga conto del ruolo centrale assegnato alla Fnd/Atb dal Ministero e delle esigenze dei Teatri e del pubblico.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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