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L’Ufficio per i procedimenti disciplinari prosegue il lavoro di verifica e accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità in merito ai presunti casi di assenteismo: l’apertura delle procedure servirà ad acquisire elementi per verificare la correttezza o meno dei comportamenti e l’esistenza di eventuali profili legati al decoro e al danno d’immagine dell’Ente

Bologna – Angelo Varni si è dimesso dalla carica di presidente dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna mentre il direttore dell’Ibc, Alessandro Zucchini, ha sospeso ogni attività amministrativa e di gestione in questa fase di verifica sui presunti casi di assenteismo di dipendenti dell’Istituto. La Regione sta infatti continuando a lavorare sull’accertamento dei fatti e delle responsabilità dopo il servizio mandato in onda da ‘Striscia la notizia’ e l’Ufficio per i procedimenti disciplinari – struttura regionale esterna all’Ibc – ha deciso l’apertura di sette nuovi procedimenti disciplinari a carico di altrettanti dipendenti riconosciuti nelle immagini trasmesse dal Tg satirico lunedì 10 aprile. L’avvio dei procedimenti servirà ad acquisire elementi per verificare la correttezza o meno dei comportamenti dei dipendenti e l’esistenza di eventuali profili legati al decoro e al danno d’immagine dell’Ente. Verranno formalizzati entro domani e poi notificati agli interessati. Per loro al momento non è prevista la sospensione dal servizio e dallo stipendio, così come successo al dipendente Ibc al centro di un procedimento disciplinare aperto subito il giorno successivo la messa in onda del servizio e che aveva ammesso le proprie responsabilità in merito alla mancata timbratura pur essendosi allontanato dalla sede dell’Istituto in orario di lavoro: per lui la sanzione potrà arrivare fino al licenziamento, viceversa, se sarà accertata la correttezza dei comportamenti, al dipendente verrà resa la somma di denaro trattenuta con la sospensione.
Varni ha comunicato le proprie dimissioni in una lettera inviata alla presidente dell’Assemblea legislativa regionale, l’organismo che elegge il presidente dell’Ibc, Simonetta Saliera, al presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini, e all’assessore alla Cultura, Massimo Mezzetti. “Sono giunto alla conclusione di rimettere subito il mandato- precisa nella missiva- per sgomberare il campo da ogni intralcio personale all’analisi organizzativa e funzionale che la Regione ha dichiarato di voler effettuare con la maggiore rapidità”.

Zucchini ha scritto al Consiglio direttivo, che nomina il direttore d’intesa con la Giunta regionale, al presidente dell’Ibc, al presidente Bonaccini e all’assessore Mezzetti: “Per rispetto delle Istituzioni- annuncia nella lettera- ritengo opportuno sospendere ogni attività amministrativa in Istituto”. Saranno il nuovo presidente e il Consiglio direttivo, chiude, a decidere del suo incarico.

Mercoledì scorso il presidente Bonaccini ha riferito in in Assemblea legislativa su quanto fatto dalla Regione fin da venerdì 7 aprile, quando l’inviato di ‘Striscia la notizia’ gli ha mostrato parte delle immagini del servizio andato poi in onda la sera del lunedì successivo. Per prima cosa è stato immediatamente inoltrato un esposto alla Guardia di Finanza (Polizia tributaria di Bologna, Gruppo tutela della spesa pubblica); all’Ufficio per i procedimenti disciplinari sono poi stati affidati gli accertamenti sui casi denunciati da ‘Striscia’ e sulle presunte irregolarità sulla presenza in servizio dei dipendenti ed è stato istituito il Collegio ispettivo straordinario, anch’esso esterno all’Ibc, chiamato a compiere verifiche sulla gestione amministrativa, contabile e del personale dell’Istituto. Sempre in Regione si è svolta l’audizione del presidente dell’Ibc, del Consiglio direttivo e del direttore e ai vertici dell’Istituto è stata chiesta una relazione sulle modalità di controllo interne all’Istituto e le ricadute sull’attività quotidiana del modello organizzativo e gestionale previsto. E anche alla luce di quello che sarà l’esito delle verifiche condotte dalla Regione, Bonaccini ha annunciato in Aula l’intenzione di avviare un percorso di revisione e riforma complessiva dell’Istituto dei beni culturali e delle relazioni che lo legano alla Regione stessa.

Domani, mercoledì 19, alle ore 14, Varni e Zucchini svolgeranno una informativa sull’Ibc davanti alle commissioni ‘Bilancio, Affari generali e istituzionali’ e ‘Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità’ dell’Assemblea legislativa, riunite in seduta comune, presente anche l’assessore Mezzetti.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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