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Da Emergency Gruppo Ferrara

Nelle situazioni più drammatiche della vita, la finzione permette che anche i temi più seri e più complessi si rompano per lasciare il passo all’assurdo e al grottesco. Nella vita quotidiana, il soffio dell’ironia e la ricorrenza all’umorismo nero costituiscono frequentemente l’unico modo di sopportare una realtà insostenibile. Così accade anche ai personaggi concepiti da Dino Armas.

La Compagnia Piccolo Teatro del Sole, in collaborazione con FEshion Eventi e i volontari del gruppo Emergency di Ferrara, hanno dato vita a due imperdibili appuntamenti con il teatro e con Dino Armas, pluripremiato drammaturgo uruguaiano con oltre 60 opere messe in scena nel suo Paese e all’estero: USA, Russia, Brasile, Paraguay, Argentina, Spagna, Svezia, Italia (Ferrara, Bologna, Roma). Le sue opere sono inserite nei programmi delle scuole superiori in Uruguay e nell’università di Norfolk, USA.

Si parte giovedì 9 marzo alle 21:00 alla Sala Estense con la prima rappresentazione italiana di “PRESENTE SIGNORINA”, una storia di ossessioni e passioni, una commedia diversa, folle che ruota attorno a un personaggio attaccato ad un passato quasi irreale.

Sul palco l’attrice Patrizia Fiorini con la regia di Grazia Fogli. Monica Menosse Hutton ha curato la traduzione e l’adattamento. Attrice, regista e insegnante di cinema e teatro italo-uruguaiana, nel 2007 crea “Proyectando Cultura” che si occupa di scambi culturali tra Uruguay, Spagna, Portogallo e Italia e nel 2014 fonda a Ferrara il “Piccolo Teatro del Sole” (oggi Compagnia).

In sala sarà presente anche l’autore Dino Armas, in Italia appositamente per assistere alla prima.

Il secondo appuntamento sarà venerdì 17 marzo, sempre alla Sala Estense alle 21:00, con la commedia brillante un po’ matta “IL CLUBBE”, adattamento e regia di Monica Menosse Hutton. Tra gli interpreti: Ilaria Follegatti, Vittoria Triglione, Stefano Duo, Grazia Fogli.

L’ingresso è a offerta. Il ricavato di entrambe le serate, tolte le spese, sarà devoluto al centro pediatrico di Emergency a Port Sudan, dove dal 2011 Emergency offre assistenza medica gratuita e porta avanti un programma di vaccinazioni e di medicina preventiva per le comunità.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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