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Comunicato stampa Helbiz.

Ferrara, 3 maggio 2021 – Helbiz, la società americana leader globale nella micro-mobilità e protagonista di una recente fusione con GreenVision Acquisition Corp. e dell’acquisizione di MiMoto Smart Mobility S.r.l., leader italiano del mercato dello sharing di motorini, a partire da domani come da licenza da bando, metterà a disposizione dei cittadini di Ferrara una flotta di 200 nuovi monopattini e 200 biciclette per muoversi in città in maniera sempre più agile e rispettosa dell’ambiente.

A Ferrara, i monopattini Helbiz, dotati di targa riconoscitiva e cartellini esplicativi, e le biciclette elettriche si potranno muovere in free floating all’interno di un’area operativa di ben 25 km². Inoltre, i mezzi potranno essere parcheggiati in alcune aree di sosta individuate dal Comune di Ferrara e visibili all’interno dell’App dedicata, che permetterà di visualizzare sulla stessa mappa entrambe le tipologie di mezzi per offrire una maggiore scelta. Nel centro storico ci saranno degli stalli obbligatori per il parcheggio. Per quanto riguarda i limiti di velocità sono stati fissati a 6 km/h nelle aree pedonali, 15 km/h entro le mura e 25 km/h fuori le mura fino al limite del centro abitato.

L’arrivo a Ferrara va a rafforzare la presenza di Helbiz in Emilia Romagna, dove il servizio è già presente a Cesena, Ravenna, Parma, Modena, per un totale di 1.450 mezzi su strada autorizzati.

Inoltre, gli utenti dell’app Moovit a Ferrara, app numero uno al mondo per i mezzi pubblici e la mobilità urbana, durante la pianificazione del percorso potranno visualizzare e selezionare i tragitti suggeriti con i monopattini e le biciclette di Helbiz. Un’integrazione completa tra viaggi con il trasporto pubblico e mezzi di micro mobilità utili a colmare quelle brevi distanze tra la propria destinazione e la fermata dell’autobus che spesso scoraggiano le persone a utilizzare il mezzo pubblico.

L’apertura di questo nuovo polo con un doppio servizio sia di monopattini sia di bici, dimostra il continuo impegno di Helbiz per rendere gli spostamenti dei cittadini maggiormente sostenibili e a supporto del servizio pubblico, quindi un valido alleato delle municipalità per rendere sempre più belle le nostre città.

Per noleggiare un monopattino, sarà sufficiente avviare l’applicazione mobile gratuita Helbiz, scaricabile su smartphone Android e iOS, localizzare il mezzo più vicino all’interno della mappa georeferenziata e sbloccarlo mediante la scansione di un codice QR situato sul manubrio. In aggiunta è possibile pagare le corse anche in contanti attraverso la modalità ricarica in contanti, che permette di generare codice a barre da mostrare in tutti i punti convenzionati.

Le tariffe per usufruire del servizio di monopattini prevedono un costo iniziale di 1 euro per lo sblocco iniziale e 0,20 euro per ogni minuto di utilizzo. Alle tariffe standard si aggiunge la possibilità di usufruire di una vantaggiosa tariffa flat – Helbiz UNLIMITED al costo di 29,99 euro al mese – che permette di effettuare un numero di corse giornaliere illimitato della durata di 30 minuti (a distanza di almeno 20 minuti l’una dall’altra) e l’accesso al servizio anche da Telepass Pay con 30 minuti di corse gratuite. Per quanto riguarda le biciclette elettriche, invece, saranno disponibili a 0,20 euro per lo sblocco iniziale e 0,10 euro al minuto.

“Ferrara compie il primo passo verso la mobilità del futuro, che necessariamente deve strizzare l’occhio all’ambiente” afferma Nicola Lodi, Vicesindaco di Ferrara con delega alla Mobilità. “Per noi, che vantiamo già di essere la città delle biciclette e per questo particolarmente sensibili alle tematiche riguardanti la mobilità sostenibile, il lancio del servizio di Helbiz rappresenta il primo vero banco di prova per quanto concerne la viabilità del domani. Molti giovani decidono di puntare sui nuovi mezzi elettrici e, considerati anche i numeri della nostra Università, sono sicuro che la città saprà cogliere al meglio questa grande opportunità. Puntare sulla mobilità alternativa è da sempre uno degli obiettivi più stimolanti per il nostro Comune, che su questo versante grazie alla collaborazione con Helbiz compie una decisa accelerata dando un’ulteriore possibilità a tanti cittadini di potersi muovere senza utilizzare la propria auto”.

“Più persone scelgono di abbandonare l’auto privata in favore dei mezzi pubblici e dei mezzi di mobilità alternativa meno impattanti, più le nostre città risulteranno vivibili” commenta Samuel Sed Piazza, responsabile italiano dell’app Moovit. “Per questo motivo siamo orgogliosi di offrire anche a Ferrara un’integrazione completa tra trasporto pubblico e mezzi Helbiz andando a semplificare la vita quotidiana di tanti pendolari e studenti che si muovono nell’area”

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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