27 Novembre 2013

Giallo di zucca, noir ferrarese

Valentina Preti

Tempo di lettura: 3 minuti

gaia

Un cane particolarmente espressivo, l’intricarsi di curiose vicende quotidiane e alcune riconoscibili macchiette cittadine completano l’intreccio di “Giallo di Zucca”, che è valso alla scrittrice e blogger Gaia Conventi il terzo posto 2009 a “Delitto d’autore” e la menzione speciale al premio “Adamantes”. Si tratta dell’ultima uscita per l’autrice nata a Goro ma da molti anni approdata in città. E’ un giallo verace e casalingo che riporta un ironico protagonista alle sue origini estensi per indagare su quattro bizzarri e, per definizione, inspiegabili delitti.

Una prima precisazione: il terzo posto a Delitto d’Autore è del 2009, ma Giallo di Zucca esce a settembre 2013…
«Giusto. Il romanzo è stato scritto qualche anno fa, solo in seguito è arrivata la casa editrice Betelgeuse che ha deciso di pubblicarlo».

Parliamo di genere, quello letterario: il quarto romanzo giallo dopo svariati racconti, sempre noir?
«Sempre. Un giallo all’inglese, un po’ alla Agatha Christie (se posso permettermi!). Vuole essere leggero e umoristico pur seguendo un filone ben definito, ormai una costante per me. Sono convinta che ogni autore scriva di quel che ama ed io ho una passione per i gialli».

Come ha iniziato a scrivere?
«Per gioco: ero davanti al computer ed ho immaginato il primo racconto. Da lì ha preso vita la serie i Delitti di LittleTown, che inizialmente ho pubblicato a puntate, online».

Non solo narratrice ma anche autrice del blog “Giramenti”.
«Un’occupazione che mi diverte moltissimo. Un blog di satira editoriale, in cui parlo di tutto quello che va storto in questo settore: credo che l’editoria sia un grande castello di carte, dalle fascette che declamano i successi dei libri ai concorsi letterari, dalle case editrici a pagamento fino al nuovo reality per aspiranti scrittori di Rai3, Masterpiece»

Veniamo al romanzo, sequel di “Una scomoda indagine” e “Un cane fetente”… Un attore co-protagonista a quattro zampe che compare anche in Giallo di Zucca?
«Esattamente. E’ Poirot, il pastore belga del nostro Luchino, fotografo della scientifica. Tra i personaggi forse è quello che preferisco: è il più furbo, dorme tutto il giorno e mangia pizza. Fa indubbiamente una gran bella vita».

Altra protagonista indiscussa è senz’altro Ferrara, come la descriverebbe?
«Ferrara è la vera prima donna del romanzo. Il bello di questa città è la sua capacità di racchiudere tutto in una piccola dimensione: da anni fotografo i suoi scorci, le sue volte e mi rendo conto che potrei non smettere mai. Ci saranno sempre nuovi spunti per fare la turista a casa mia, perché in fondo Ferrara è come una torta a sorpresa da cui non esce una ballerina, ma la storia».

A questo proposito il libro ha ricevuto il patrocinio della Provincia ed esibisce la prefazione della sua presidentessa, Marcella Zappaterra.
«Una vicenda che dipende dalla mia faccia tosta. Cogliendo il suggerimento di mio marito, mi sono buttata: ho cercato l’indirizzo e ho inviato una mail alla presidentessa Marcella Zappaterra. Da questo è seguito uno scambio di corrispondenza e l’invio del mio manoscritto. In pochi giorni tutto è stato fatto, un’opportunità bellissima di cui ancora la ringrazio»

Nel romanzo ci sono molti riferimenti al cibo, soprattutto a pietanze della tradizione ferrarese. Nascondono una passione per la cucina?
«Certamente, ma lungi da me dichiararmi una cuoca. Sorrido se penso che appena è uscito Giallo di Zucca mi hanno chiesto come si cucina la vera salama da sugo; io ho spiegato loro che al massimo sarei stata in grado di consigliare un buon ristorante in cui gustarsela»

La trama invece, pura invenzione o nasconde davvero qualche intrigo ferrarese?
«Innanzitutto riempio spesso i miei romanzi di persone realmente esistenti: amici e conoscenti. Senza contare che in questo caso i nomi di alcuni protagonisti sono stati scelti grazie a un piccolo concorso lanciato su Facebook. Poi ci sono i luoghi, c’è Ferrara: tutti i riferimenti sono riconoscibilissimi. Insomma il libro è colmo di cose e persone reali ed esistenti, ma c’è da stare tranquilli, sono ancora tutti vivi».

Progetti per il futuro?

«Continuare a promuovere il mio libro, scrivere e mantenere una vivace discussione sul mio blog. Inoltre, di recente mi hanno proposto di fare del romanzo un gioco di ruolo»

Prima di lasciarci, ci svela chi è l’assassino?
«Assolutamente no! Ma posso dirvi che, a conti fatti, aveva i suoi buoni motivi»


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Valentina Preti

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