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Da: Futurpera

Futurpera 2019: focus sulla difesa per migliorare la produzione

Il Salone internazionale sarà l’occasione per fare il punto sulle problematiche fitosanitarie che hanno caratterizzato la campagna 2019 e valutare possibili strategie

Ferrara, 24 luglio 2019 – Una strategia di difesa più efficace contro cimice asiatica e le forme più aggressive di maculatura bruna, due delle principali avversità del pero che da qualche anno stanno provocando danni considerevoli alla produzione. Quest’anno il convegno tecnico del World Pear Forum, il prestigioso forum internazionale che si terrà durante FuturPera organizzato in collaborazione con CSO Italy, sarà dedicato alle problematiche fitosanitarie che hanno caratterizzato una campagna produttiva difficoltosa – l’OI Pera (Organizzazione Interprofessionale Pera) ha stimato un calo medio del 34% -. Il contrasto alle fitopatologie sarà anche l’argomento di molti incontri e focus tecnici organizzati dalle aziende espositrici. Tematiche cruciali per un comparto pericolo che deve affrontare la forte concorrenza di altri paesi produttori e aggredire il mercato globale con una buona offerta di prodotto e di ottima qualità.

“Si tratta di un’annata produttiva sicuramente difficile – spiega Albano Bergami, membro del Cda di FuturPera e vicepresidente dell’OI Pera – perché le condizioni climatiche non hanno favorito la corretta vegetazione delle piante, le fioriture sono state scarse e le piogge ricorrenti hanno provocato diversi problemi dal punto di vista fitosanitario. Manca all’appello un terzo del prodotto e naturalmente l’intera filiera è in sofferenza. Per questo abbiamo deciso di trasformare il nostro principale convegno tecnico in un vero e proprio forum strategico, un’occasione per unire le forze e cercare soluzioni per superare il gap produttivo di questa campagna. L’intero staff organizzativo del Salone sta valutando attentamente le esigenze generali dei pericoltori, l’anello della filiera più in difficoltà, e mettendo a punto un programma di interventi mirati dedicati al miglioramento generale della produzione. Questo significa parlare di squilibri del clima e gestione dei frutteti, di fitoprotezione efficace, di nuove modalità di impianto, con un occhio rivolto a quelli “del passato”, – utilizzati qualche decennio fa – per valutare quale sia la scelta migliore al fine di ottenere un buon prodotto contenendo i costi di produzione. Siamo a un punto di svolta – conclude Bergami – perché da un momento così complicato si può uscire solo lavorando uniti, con obiettivi chiari e condivisi. Pensiamo che questa edizione di FuturPera possa essere il “Punto zero” per la filiera pericola, non solo per conoscere le ultime novità del settore grazie alla presenza di aziende sempre all’avanguardia, ma come momento di riflessione generale, per ripartire verso un rilancio forte e concreto del comparto”.

La terza edizione di FuturPera che si terrà a Ferrara Fiere dal 28 al 30 novembre, è organizzata da Ferrara Fiere e Congressi e OI Pera (Organizzazione Interprofessionale Pera) con la collaborazione di CSO Italy, il contributo della Regione Emilia-Romagna e il sostegno di Bper Banca

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

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Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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