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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia Romagna

Oggi in Commissione audizione dell’assessore Palma Costi e dei presidenti delle fiere di Rimini, Bologna e Parma.

Bologna – Va avanti l’integrazione del sistema fieristico regionale, e l’Assessore alle Attività produttive Palma Costi, in audizione presso le Commissioni Bilancio, affari generali e istituzionali e Politiche economiche dell’Assemblea legislativa, ribadisce l’impegno della Regione a sostenere questo processo, secondo quanto previsto dal progetto di modifica alla legge regionale n.15 sulla “Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alle società fieristiche regionali”.
Il provvedimento, che è calendarizzato per la votazione in Commissione la prossima settimana, prevede anche l’autorizzazione ad un aumento per 5 milioni della partecipazione della Regione al capitale sociale di Bolognafiere, inteso come impegno per procedere con le opere di adeguamento del quartiere fieristico, impegno cui i soci pubblici hanno già dichiarato di aderire con aumenti di capitale. “A questo- ha detto l’assessore Costi- dovrà seguire anche l’impegno dei soci privati”.
Nel corso dell’incontro di oggi, al quale hanno partecipato i presidenti di Bolognafiere e Fiere di Rimini, Franco Boni e Lorenzo Cagnoni, e la rappresentante di Fiere di Parma, Marcella Pedroni, è stato ribadito l’obiettivo, proposto dalla Regione e condiviso dagli enti fieristici, di procedere verso l’integrazione del sistema fieristico regionale, per rilanciare e rafforzare tutto il sistema, acquisire una maggiore competitività sui mercati internazionali e andare verso un maggiore sviluppo delle filiere produttive dei territori.
“Considero positivo- ha commentato l’assessore Costi- che durante l’audizione sia stato annunciato da parte delle società fieristiche l’imminente individuazione di un advisor per affrontare nel modo corretto un tema così complesso e difficile”.
“Come ho più volte ribadito- ha detto Costi- si tratta di un processo trasparente, dove la Regione svolge un ruolo di promozione, secondo un percorso di massima correttezza e trasparenza, nell’unico interesse del sistema imprenditoriale della Regione. Ma compete ai tre enti fieristici, di diritto privato e che agiscono secondo leggi e regole di mercato, individuare modalità, strumenti e tempi. Dobbiamo assolutamente fare un sistema fieristico forte, in grado di competere sui mercati internazionali e per rafforzare il sistema economico di tutto il territorio”.
“Come Regione- ha concluso l’assessore- siamo impegnati a livello nazionale a salvaguardare la caratteristica di società di diritto privato rispetto alla riforma Madia, senza nasconderci le difficoltà nel raggiungere questo obiettivo, di cui si avverte la necessità da anni”

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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