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Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Coronavirus, l’aggiornamento: 21 nuovi casi positivi, di cui 13 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing e 7 collegati a rientri da fuori regione. Nessun nuovo caso nella provincia di Rimini, a Imola e Forlì. Un decesso

Effettuati oltre 8.600 tamponi e più di 1.200 test sierologici. Casi attivi a quota 1.789, 25 in meno di ieri, quasi il 96% con sintomi lievi in isolamento a casa. Le persone guarite salgono a 24.255, 45 in più

 Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 30.498 casi di positività21 in più rispetto a ieri, di cui 13 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Dei  21 nuovi casi, 4 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 7 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti, 7 sono collegati a vacanze rientri dall’estero (per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

tamponi effettuati ieri sono 8.645, per un totale di 780.697. A questi si aggiungono anche 1.278 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.789 (25 in meno di quelli registrati ieri). Si registra purtroppo un decesso: una signora residente in provincia di Forlì-Cesena. Il numero totale sale dunque a  4.454.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.713 (-23 rispetto a ieri), quasi il 96% dei casi attivi. Restano 4 i pazienti in terapia intensiva. Scende invece il numero di quelli ricoverati negli altri reparti Covid: 72, due in meno rispetto a ieri.

Le persone complessivamente guarite sono 24.255 (+45 rispetto a ieri): 89 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 24.166 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.702 a Piacenza (+2, asintomatici), 3.843 a Parma (+3, di cui 2 sintomatici), 5.236 a Reggio Emilia (+2, di cui 1 sintomatico), 4.241 a Modena (+2 , di cui 1 sintomatico), 5.455 a Bologna (+5 di cui 3 sintomatici); 441 casi a Imola (invariato), 1.120  a Ferrara (+1, asintomatico); 1.231 a Ravenna (+3, asintomatici), 1.008 a Forlì (invariato), 863 a Cesena (+3, di cui 1 sintomatico) e 2.358 a Rimini (invariato)

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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