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da: Made Eventi

Domenica giornata conlusiva con tantissime attività e premiazioni dei concorsi fotografici.

COMACCHIO. Prime due giornate davvero positive per l’VIII edizione della Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico, in svolgimento in questi giorni e fino al 1° maggio a Comacchio, che anche quest’anno sta attirando tantissimi turisti e appassionati da tutta Europa. Organizzata dal GAL DELTA 2000 con la collaborazione del Comune di Comacchio e delle Province di Ferrara e Ravenna, il successo della fiera è la testimonianza tangibile di quanto sia alta l’attenzione verso il territorio del Parco del Delta del Po MAB Unesco. Come sottolineato da Lorenzo Serra, ricercatore senior di ISPRA, durante l’assemblea nazionale LIPU “è necessario trovare sinergie tra conservazione ed ecoturismo tramite una strategia che deve basarsi su alcuni punti fondamentali: una chiara strategia politica in merito e il reperimento delle risorse necessarie, il monitoraggio ambientale, una costante attività di ricerca e una gestione adattiva”.
Fulvio Capria Mamone, presidente nazionale LIPU, sottolinea come il Delta del Po sia il cuore della biodiversità in Italia, ma non solo, e annuncia il lancio di un appello per l’Istituzione del Parco Nazionale del Delta del Po. “Un’azione che merita il Delta ma anche Comacchio, che ha accettato di essere Capitale Italiana del Birdwatching e ha compreso appieno le potenzialità di questo settore”. L’obiettivo è che il Birdwatching e il turismo naturalistico non siano più visti come un settore di nicchia ma diventino alla portata di tutti, generando un enorme giro di valorizzazione e, innegabilmente anche di affari, com’è già negli USA e in Gran Bretagna.
La fiera si conclude domenica 1° maggio, con un ricchissimo programma. Alle 15 in Sala Garzetta, il birdwatcher di fama internazionale Menotti Passarella racconterà la sua esperienza di viaggio in Italia, che gli ha permesso di stabilire nel 2015 il nuovo primato nazionale di specie osservate in un solo anno. Per chi volesse passare una domenica “fotografica” il concorso “Lost in Nature: colori e saperi del Delta del Po” a cura di Fotoclub Comacchio, con ritrovo alle 9 presso l’Antica Pescheria. Alle 16 a Palazzo Bellini la premiazione del concorso fotografico “Acqua Dolce, Acqua Salata”.
Tantissime anche le escursioni: per chi volesse avvicinarsi al birdwatching, “Birdwatching con la LIPU” e “Gita autogestita da young birders italiani”, organizzata da EBN e aperta ai ragazzi dai 18 ai 25 anni, per i più esperti la passeggiata birdwatching con Menotti Passarella. Ma ci sono anche i laboratori di educazione ambientale a cura di LIPU e CADF e tantissime altre iniziative. Programma completo su www.primaveraslow.it

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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