21 Gennaio 2014

Carta degli impegni fra Provincia, Comuni, associazioni e operatori per rilanciare il cicloturismo

PROVINCIA DI FERRARA

Tempo di lettura: 3 minuti

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da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

È stato stimato in nove miliardi di euro l’indotto su scala mondiale derivato dal cicloturismo. Nella sola Europa sono dieci milioni i cicloturisti, di cui cinque milioni nella sola Germania.
Ad 80 milioni ammonterebbe il fatturato derivato da questo settore del mercato in Trentino, forte dei propri 400 chilometri di piste ciclabili.
Se si pensa poi alla destra Po, fra le più lunghe piste ciclabili in Europa, e ad un contesto paesaggistico che è in sé una vocazione territoriale, viene spontaneo pensare a Ferrara e provincia.
Sono considerazioni e numeri che stanno dietro alla “Carta degli impegni” sottoscritta da Provincia e, finora, 76 aderenti fra Comuni, associazioni, aziende ed operatori del comparto.
Iniziativa svolta nel solco del progetto europeo denominato Motor, che vede un’attività di cooperazione Italia-Slovenia 2007-2013 e finalizzato alla valorizzazione del territorio rurale.
Fra i cardini della Carta – come spiegato dalla presidente della Provincia Marcella Zappaterra, l’assessore provinciale al Turismo Davide Bellotti e dal dirigente del servizio Roberto Ricci Mingani –, la consapevolezza che per rilanciare il turismo sulle due ruote sono sì importanti le infrastrutture, le piste ciclabili, ma da sole non bastano.
Riflessione che poggia anch’essa su altre cifre.
In Italia sono infatti 3.500 i chilometri di piste ciclabili, ossia un decimo di quelli che ha realizzato la Germania. Sembrerebbe tutto qui il problema, se non fosse che Francia e Olanda hanno meno chilometri di quelli italiani.
Il segreto, dunque, starebbe essenzialmente nel mettere insieme un vero e proprio sistema di servizi e promozionale.
Da qui la “Carta degli impegni”, e cioè un percorso articolato in gruppi di lavoro, condotto dalla Provincia e durato un anno. Un cammino culminato nella firma del documento, dopo aver fatto luce sui sette aspetti di fondo della questione: segnaletica, intermodalità, ricettività, ristorazione ed accoglienza, servizi dedicati, promozione ed informazione, commercializzazione.
Sette capitoli che sono, in pratica, la sintesi dalla A alla Zeta di cosa si intende per un complessivo sistema di servizi a tutto tondo, che ruoti attorno ai turisti che scelgono di trascorrere la propria vacanza in bicicletta.
“Un lavoro complessivo – ha sottolineato Marcella Zappaterra – che ha dato corpo al discorso talvolta astratto della valorizzazione territoriale e che soprattutto ha visto pubblico e privato insieme per un obiettivo comune e condiviso”.
Un gioco di squadra che solo può costruire quell’auspicata rete di servizi, la quale può tradursi in guide e cataloghi in grado di raccontare un’effettiva offerta turistica. “Guide – ha spiegato l’assessore Bellotti – che in questo modo e in un contesto di servizi effettivi, possono essere diffuse a livello nazionale ed europeo”.
“Il cicloturismo – ha ricordato l’assessore del Comune di Ferrara Aldo Modonesi – fa parte del grande capitolo della mobilità sostenibile, il quale a sua volta è uno dei dieci obiettivi della stessa programmazione territoriale che si è data la Regione Emilia-Romagna”.
Dunque, contrariamente a quanto si riteneva fino a non tanto tempo fa, per dare vita ad un sistema di servizi non è tanto prioritario il discorso risorse, quanto gli obiettivi chiaramente individuati e condivisi a livello territoriale, come ha richiamato in conclusione l’assessore Bellotti.



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