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da: organizzatori

Hai mai sognato di vivere la magia di una cena in costume in uno splendido castello?
Noi ti offriamo di trasformare il tuo sogno in realtà attraverso la festa-evento “Cena a Corte nel Carnevale Rinascimentale”.
Evento unico ed imperdibile, all’interno della splendida cornice del Castello Estense di Ferrara, che sarà allietato da intermezzi di danza, teatrali, facezie, giocolerie, e dimostrazioni dell’arte del duellar e maneggiar il fuoco.
L’ambientazione nell’antica Ferrara della Corte Estense, getta un ponte ideale tra passato e presente.
Si potrà così tornare al tempo della Corte Estense, con i suoi fasti, alla sua vita cortigiana e cavalleresca.
La cena a corte si terrà il 6 Febbraio all’interno del carnevale, e canterà l’amore con fervore giovanile, amore che rende bella la vita, viva ed entusiasmante; complice di questo anche il Gran Ballo che seguirà alla cena rinascimentale

La domenica 7 Febbraio si terrà il pranzo alla locanda dove si potrà assaporare l’atmosfera delle locande rinascimentali luogo d’incontro, di dame cavalieri,contadini gente comune.

Il menu’ delle due giornate è:

Cena a Corte
6 Febbraio 2016 ore 20:30
Menù Menù Vegetariano
  • Frutta e frutta secca
  • Carousel di salumi e formaggi con composta di cipolle rosse
  • Zuppa di fagioli ai porcini in bozzetto
  • Cappelletti emiliani con pere cannella e Saba
  • Sformato di zucca alla cannella e Saba
  • Vitello in crosta alla maniera rinascimentale
  • Erbe di campo all’uvetta e pinoli
  • Crostini con spuma di fichi secchi e noci accompagnati da pecorino fresco
  • Torta rinascimentale alla crema bisbetica e mandorle amare​
  • Frutta e frutta secca
  • Mozzarelline e ova piene
  • Zuppa di fagioli ai porcini in bozzetto
  • Polpette di melanzane alla crema di mele cotogne
  • Torta di erbe alle spezie
  • Sformato di zucca alla cannella e Saba
  • Erbe di campo all’uvetta e pinoli
  • Crostini con spuma di fichi secchi e noci accompagnati da pecorino fresco
  • Torta rinascimentale alla crema bisbetica e mandorle amare.
Locanda Rinascimentale
7 Febbraio 2016 ore 13:00
Menù Menù Vegetariano
  • Zuppa di orzo perlato con ceci e cavolo
  • Pollo alle arance amare
  • Cipolline in agrodolce e chiodi di garofano
  • Diriola ( dolce)
  • Zuppa di orzo con ceci e cavolo
  • Palline di riso alle erbe e aneto
  • Cipolline in agrodolce e chiodi di garofano
  • Diriola ( torta)

Vi aspettiamo numerosi per rivivere insieme due momenti indimenticabili della cultura e vita rinascimentale.

Potete trovare tutte le indicazioni alla pagina:
Per informazioni telefonare al 347 0827128

carnevale cena

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

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Francesco Monini
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