Skip to main content

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia Romagna

Protocollo di intesa tra Regione e Comune di San Lazzaro di Savena (Bo). L’assessore Donini: “Questi primi programmi di riqualificazione e valorizzazione urbana approvati crediamo possano contribuire alla discussione sulla nuova legge urbanistica che scriveremo nel 2016”

La Regione Emilia-Romagna avvia i nuovi programmi di riqualificazione e valorizzazione urbana, nella consapevolezza della necessità di invertire il modello di sviluppo basato sul consumo di suolo e avviare una nuova legge di governo del territorio improntata alla rigenerazione urbana.
Il primo protocollo di intesa con linee di indirizzo la Regione lo sigla col Comune di San Lazzaro di Savena, per il progetto di riqualificazione dell’area di circa 10 ettari che ricomprende lo stadio comunale, la piscina e le scuole Jussi. La Regione, condividendo le strategie e le finalità contenute nel progetto del Comune di San Lazzaro, con il protocollo di intesa si impegna a contribuire con un finanziamento di 3 milioni di euro.
L’intervento della Regione e il progetto del Comune di San Lazzaro sono stati illustrati oggi in conferenza stampa dall’assessore regionale alla Programmazione territoriale Raffaele Donini e dal sindaco di San Lazzaro Isabella Conti.
“Questo intervento è paradigmatico di come sarà la nuova legge urbanistica che la Regione scriverà nel 2016 – ha spiegato l’assessore Donini – Da un alto punteremo sulla sostenibilità ambientale, quindi non il consumo di nuove zone verdi ma la rigenerazione e la riqualificazione delle nostre città, e dall’altro agiremo per la competitività territoriale e per rendere le città maggiormente qualitative nei servizi erogati e nel livello della qualità della vita. Nel progetto di San Lazzaro ci abbiamo creduto, ne presenteremo presto altri in Romagna. Crediamo che anche questi primi programmi di riqualificazione e valorizzazione urbana approvati possano contribuire alla discussione sulla nuova legge urbanistica. Puntare sulla rigenerazione delle nostre città – ha concluso Donini – significa ripensare la logica dello sviluppo, se fino ad oggi abbiamo pianificato zone di espansione urbanistica ora dobbiamo riqualificare zone in disuso e potenziare gli spazi pubblici”.
“L’area su cui insiste il nostro progetto rappresenta un po’ il cuore della nostra città – ha detto il sindaco Conti – Un’area con una grandissima potenzialità per la qualità urbana del vivere. Prevediamo la realizzazione di 1600 metri lineari di nuovi di percorsi ciclopedonali, di un grande polo scolastico, di spazi moderni che guardano al futuro, come la nuova sede del teatro di San Lazzaro. Tutto con consumo ‘zero’ di suolo, perché è possibile riqualificare e realizzare opere pubbliche senza consumare suolo. Questo è il messaggio che vuole dare il nostro masterplan”.
L’amministrazione comunale di San Lazzaro ha scelto di riqualificare i propri edifici scolastici, gli impianti sportivi e le aree pubbliche per migliorare l’offerta di servizi ai cittadini e rinnovare il proprio patrimonio edilizio, declinando i propri strumenti di programmazione nel senso del massimo contenimento del consumo di suolo e per innalzare la qualità del paesaggio urbano.
In particolare è prevista la riqualificazione della scuola secondaria di primo grado “Jussi” e la demolizione e ricostruzione della scuola primaria “Donini”, con la realizzazione di un unico polo scolastico per scuola media ed elementare, mediante interventi di rifunzionalizzazione e ampliamento della scuola “Jussi”.
Il masterplan del Comune prevede inoltre la razionalizzazione degli impianti sportivi dello stadio e della piscina comunale di via Kennedy.
La sostenibilità territoriale e ambientale sarà perseguita attraverso il massimo contenimento del consumo di suolo, la realizzazione di nuove costruzioni a consumo di energia “quasi zero” e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio la promozione del riciclo dei materiali di costruzione e l’uso di tecniche di bio-edilizia che valorizzino le filiere produttive locali.
Il masterplan prevede inoltre una nuova configurazione dell’area del parco , attrezzandolo con un percorso vita collegato con la rete dei percorsi ciclopedonali esistenti, di cui è prevista una complessiva ricomposizione come sistema di mobilità dolce del nuovo assetto funzionale.
La Regione Emilia-Romagna promuove da tempo politiche per rilanciare interventi di qualità nel sistema delle aree urbane avendo promosso e sperimentato sul suo territorio nel corso dell’ultimo decennio una pluralità di programmi di riqualificazione urbana sulla base della L.R. n. 19/1998 come strategia di rafforzamento del capitale territoriale rappresentato dal sistema delle aree urbane della regione.
Gli obiettivi di valorizzazione del territorio regionale ed in particolare delle aree urbane sono chiaramente esplicitati nei principali strumenti di programmazione territoriale che individuano come obiettivi prioritari il recupero del patrimonio esistente e la riqualificazione delle aree dismesse.
La pianificazione regionale punta alla rigenerazione del sistema insediativo, per renderlo maggiormente competitivo ed efficiente, salvaguardando al contempo il delicato ecosistema costituito dalle risorse naturali, dalla ricchezza del paesaggio e dalla biodiversità. Il tema della riqualificazione fisica si integra così con gli obiettivi prioritari di coesione sociale e di sostenibilità ambientale anche attraverso la riduzione del consumo di suolo.
Per approfondire queste tematiche la Regione ha tra l’altro avviato nel 2014 una ricerca sui temi della Città attiva con il supporto scientifico dell’Università di Ferrara allo scopo di dotarsi di linee guida per una pianificazione urbana orientata a promuovere il movimento delle persone negli spazi pubblici per diffondere tra i cittadini stili di vita più sani, la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi urbani per tutti, la qualità della città pubblica.
I considerevoli mutamenti sociali ed economici degli ultimi anni, unitamente alla consapevolezza della necessità di invertire un modello di sviluppo basato sul consumo di suolo, hanno portato la Giunta regionale ad avviare un percorso di concertazione con gli enti locali verso una nuova legge di governo del territorio basata sulla rigenerazione urbana e orientata un a generare un miglioramento complessivo della qualità urbana.
Per sostenere questo percorso ed orientarne gli esiti è importante sperimentare nelle città nuove forme di intervento che, sulla base degli strumenti di pianificazione vigenti, colgano ogni occasione per ridurre le previsioni di espansione urbana e sviluppino progetti di riuso e riciclo delle aree urbanizzate, anche per migliorarne le dotazioni territoriali.
E’ questo il caso del Masterplan del Comune di San Lazzaro per la riqualificazione dell’ambito scolastico/sportivo, su cui con il Protocollo di intesa è stata formalizzata la collaborazione in atto con la Regione Emilia-Romagna che si colloca tra gli strumenti di concertazione istituzionale con il territorio che costituiscono la modalità prioritaria adottata dalla programmazione regionale.

tag:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it