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Da: Circolo della Stampa Ferrara
Aerei ed alianti, incredibili record e coraggiosi piloti (ma non solo), saranno gli argomenti dell’incontro organizzato dal Circolo della Stampa giovedì 11 aprile nella sala conferenze dell’hotel Astra (viale Cavour 55, ore 21). Tema della serata sarà la straordinaria storia dell’aeroporto di Ferrara, dalla sua nascita (oltre cent’anni fa, durante il primo conflitto mondiale) fino ai giorni nostri: un racconto emozionante e ricco di avventure, come le imprese degli uomini e delle donne che ne sono stati protagonisti.
Al tavolo dei relatori un nutrito team di esperti, ricercatori e studiosi di storia dell’aviazione: Enrico Trevisani (Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara), Stefano Vita Finzi Zalman (presidente dell’aeroclub “Roberto Fabbri”), Donatella Papandrea (ASD Scuola di paracadutismo) e Simonetta Savino (vicepresidente del Circolo della Stampa).

La nascita e la crescente importanza, strategica e logistica, dell’aeroporto ferrarese durante e dopo la Grande Guerra, saranno al centro dell’intervento dello storico Enrico Trevisani, che parlerà delle due strutture aeronautiche realizzate tra il 1912 e il 1918: l’aeroscalo per dirigibili, (collocato dove ora c’è l’aeroporto cittadino) ed il campo di volo di Poggio Renatico. Da qui, il 2 novembre 1918, partirono i Caproni, per uno degli ultimi raid aerei del conflitto, sulle basi austriache di Latisana e Porto Sant’Andrea.

L’intervento di Simonetta Savino sarà invece dedicato a Laura Gaia (1920-1970), la più giovane aviatrice d’Italia. Questa intrepida ragazza, studentessa del liceo “Ludovico Ariosto”, ottenne infatti a soli 17 anni, il 15 maggio 1937, il brevetto “con le ali”, record che è tuttora imbattuto. Le vicende della sua vita, intrecciandosi con quelle del nostro Paese, offriranno alla relatrice, l’opportunità di ricostruire un periodo di fondamentale importanza nella storia italiana del Novecento.

Stefano Vita Finzi Zalman racconterà poi la storia dell’aeroclub, intitolato al ferrarese Roberto Fabbri (1896-1913), un altro dei giovanissimi pionieri della neonata aviazione italiana. Fabbri morì nel luglio del 1913 all’età di 17 anni, durante un volo sulle brughiere attorno Malpensa. La sua bella tomba celebrativa, scolpita da

Giovanni Pietro Ferrari, è ospitata nel piazzale antistante la Certosa. Vita Finzi Zalman spiegherà quindi come si diventa pilota, quali prospettive lavorative può dare oggi ai giovani un brevetto d’aviatore e quale potrebbe essere il futuro dell’aeroporto cittadino.

Romana di origine, dopo brillanti affermazioni ai campionati italiano, Donatella Papandrea ha fatto parte della squadra azzurra nella specialità “atterraggio di precisione”. E’ istruttrice della sezione paracadutisti ASD dell’aeroclub ed ha al suo attivo ben 2300 lanci. Giovedì sera parlerà della storia del paracadutismo a Ferrara, soffermandosi in particolare sulle attività della sua sezione.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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