23 Gennaio 2014

Abbado, lo sguardo oltre il palco: passione civile e attenzione verso i giovani

Gaetano Sateriale

Tempo di lettura: 4 minuti

abbado-pace-ferrara

Di Claudio Abbado mi piace ricordare due aspetti singolari del suo essere un grande direttore e un grande artista. Due modi di intendere il proprio ruolo che ne fanno una personalità rara se non unica nel grande panorama culturale italiano ed europeo.
La sua attenzione verso i giovani, la sua costante passione civile.
Sono caratteristiche che ho avuto il privilegio di toccare con mano più volte, negli anni in cui Abbado aveva scelto, per generosità, Ferrara come una delle sedi della sua poliedrica attività musicale e culturale nel mondo.

abbado-pace-ferrara
Claudio Abbado nel marzo 2003 per protesta contro la guerra in Iraq espone la bandiera della pace sul palco

Verso i giovani talenti il Maestro aveva non solo una particolare sensibilità ma la volontà costante di creare sempre nuove occasioni per impegnarli e valorizzarne le esperienze.
Basti pensare che a Ferrara o da Ferrara Abbado ha dato vita a due orchestre giovanili che hanno suonato e continuano a suonare nei più importanti teatri e sale da concerto d’Europa. Al fatto che Daniel Harding considera Ferrara come il luogo della sua maturazione come direttore d’orchestra. Alla promozione che Claudio Abbado ha fatto della Simòn Bolìvar Youth Orchestra del Venezuela e del suo giovane direttore Gustavo Dudamel, all’aiuto che ha sempre voluto fornire alla Scuola di Musica di Fiesole.
Ma il personale rapporto che Abbado aveva con i giovani musicisti delle sue orchestre si apprezzava soprattutto sul campo, potendo assistere alle prove per l’esecuzione dei concerti e delle opere liriche che decideva di eseguire.
Questa, una delle esperienze più belle e istruttive che si possano ricordare, per l’atmosfera del tutto originale, impegnata e spontanea insieme, allegra, quasi giocosa a volte, e nello stesso tempo serissima come meritava una lezione di altissimo livello. Ma più che un professore, Claudio (come era obbligo chiamarlo), sembrava un fratello maggiore prodigo di consigli, un compagno di corso più anziano pronto a suggerire ed aiutare i colleghi meno esperti. Instancabile nello spiegare, sempre amabilmente, cosa c’era davvero scritto dietro le note. Ma fermissimo nelle sue posizioni e convinzioni che si percepivano essere sempre frutto di riflessioni profonde.
Claudio Abbado sul palco del direttore era autorevole in maniera assoluta, senza dover mai alzare la voce, incisivo senza fare nessun gesto men che armonioso. In grado di ricavare il suono che voleva sorridendo ai musicisti. Severo con chi non era all’altezza. Con la sua esperienza e lettura profonda della musica educava e conquistava, orientava, suggeriva, sottolineava fino a ottenere dall’orchestra l’interpretazione che voleva . Un’interpretazione sempre nuova e ricca di sfumature, senza indulgere alle mode ma scavando in profondità nella partitura e nel suo significato. Basti ricordare le recenti esibizioni mahleriane a Lucerna o il ciclo di concerti a Roma con i Berliner dei primi anni 2000.

La passione civile di Abbado si esercitava soprattutto nella fermissima determinazione di fare qualcosa di concreto per migliorare le condizioni ambientali dei luoghi in cui viveva e lavorava.
A me pareva fosse non solo frutto di una ferma convinzione circa le conseguenze nefaste di un certo sviluppo urbano e industriale, ma anche l’idea che fosse suo dovere restituire qualcosa di permanente alle città che lo ospitavano. Magari il piacere di lasciare qualcosa di bello anche ai cittadini che non avevano potuto ascoltarlo. Di qui i progetti delle fioriere, dell’alberazione dei viali, dei parcheggi interrati, delle auto a idrogeno, dell’uso intensivo della bicicletta e delle ciclabili. Non tutti i suoi progetti erano immediatamente realizzabili, ma la sua richiesta era puntuale e studiata nel dettaglio: “Vengo a suonare da voi se voi vi impegnate a fare questo”. Si vedeva dal suo sguardo quando le risposte dell’amministratore di turno non erano all’altezza delle sua aspettative. Chi gli prospettava buona volontà malgrado le difficoltà delle decisioni e della burocrazia, veniva messo alla prova. Chi provava a imbrogliarlo lo perdeva.
Ambiente soprattutto, ma non solo.
Credo sia un ricordo importante per tutta la comunità ferrarese, una di quelle testimonianze che restano per sempre, come simbolo di un’epoca, l’occasione in cui diresse uno splendido Re Lear di Shostakovic con la bandiera della pace distesa sul palco davanti al podio. Era il marzo del 2003, stava scoppiando la guerra in Iraq e Claudio accettò volentieri di dare rappresentazione visiva al sentimento di contrarietà che dominava fra la gente di Ferrara e non solo.
Le sue capacità di far conoscere i significati meno ovvi della musica e il suo impegno per il progresso civile ci mancheranno molto.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gaetano Sateriale

Gaetano Sateriale

Ti potrebbe interessare:

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

  • Storie in pellicola /
    Al via il set della nuova serie tv La Lunga Notte

  • Accordi /
    Il breve sabato di Nick Drake

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013