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da: ufficio stampa giunta comunale Emilia-Romagna

“Quella del 2014, nonostante le piogge e le basse temperature che hanno caratterizzato l’estate, potrà essere una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. Molto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, che inciderà su oltre l’80% delle uve ancora in campo. Condizioni climatiche positive con sole, assenza di precipitazioni significative, elevata escursione termica giorno/notte, potranno infatti favorire un concreto miglioramento della qualità delle uve e garantire un buon prodotto”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni,che ha assistito oggi nell’azienda agricola Tenuta Pernice di Borgonovo Val Tidone (provincia di Piacenza) alle fasi iniziali della raccolta delle uve. La settimana prossima, l’assessore andrà invece in Romagna.

“Ci sono le condizioni, insomma, perché continui il trend di crescita qualitativo dei nostri vini e del processo di affermazione sui mercati internazionali – ha aggiunto Rabboni – . Due obiettivi che in questi anni abbiamo perseguito, sostenendo investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Dal 2008 al 2013 le risorse pubbliche per il comparto vitivinicolo sono state superiori ai 200 milioni di euro. Nonostante le avversità climatiche del 2014, il sistema in Emilia-Romagna ha retto meglio che altrove, proprio grazie a questo sforzo di qualificazione e modernizzazione che continuerà nei prossimi anni. Circa 50 milioni di risorse Ocm sono infatti in arrivo per il biennio 2014-2015, oltre ai finanziamenti del nuovo Psr. Proprio in questi giorni – ha concluso l’assessore è aperto un bando – , con scadenza il 29 settembre, che stanzia ulteriori 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione”.

La vendemmia 2014 in Emilia
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale, più contenuta in Emilia. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. Lo slittamento in avanti della raccolta ha riguardato anche il piacentino, una delle zone produttive più interessanti, e le altre aree dell’Emilia.

Nella parte occidentale della regione la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con la raccolta delle uve bianche precoci e basi spumante (Pinot e Chardonnay). Tra il 5 e il 10 di settembre si è partiti con il conferimento delle uve di Trebbiano, Pignoletto, Malvasia, Ortrugo e Ancellotta, mentre dal 20 di settembre sarà la volta del Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino nel modenese. Dalla fine di settembre partirà la raccolta delle uve di Croatina e Barbera, uve utilizzate per la produzione del Gutturnio. Dal 10 ottobre verranno staccati i grappoli di Lambrusco di Sorbara, mentre dal 20 dello stesso mese quelli di Lambrusco Grasparossa.

Per quanto riguarda la qualità,se il mese di settembre sarà favorevole si otterranno buoni risultati, anche se i vini saranno probabilmente caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Rabboni, una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.

Cresce l’export di vini e primi segnali di ripresa dei consumi interni
Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all’anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 – 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60%. Tra le novità di questa prima metà del 2014 la ripresa dei consumi interni di vino dell’1%, un dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità DOC/DOCG rispetto ai vini da tavola.

Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – spiega Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì – Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell’Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini.

Il Comitato nazionale Vini DOP e IGP ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della DOC “Pignoletto” e di modifica del disciplinare della DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto” che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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