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da: ufficio stampa Ordine dei Medici di Ferrara

«Oggi più che mai, le risorse economiche rappresentano l’architrave su cui poggiano la salute e la sicurezza. Con ricadute nella sanità e nel sociale. Non è più rimandabile una cabina di regia che faccia sintesi delle soluzioni prospettate – e concretamente attuabili – da tutti i soggetti che operano sul campo e che sono impegnati a lavorare per il raggiungimento dello stesso obiettivo: un ‘percorso’ condiviso che consenta la tutela della salute nella massima sicurezza». Su questa premessa l’Ordine dei Medici di Ferrara ha indetto gli Stati Generali sulla Sanità. Annunciati a fine 2013 dal Presidente, Bruno Di Lascio, sono stati programmati per il prossimo 28 e 29 marzo. Gli inviti sono partiti da una settimana, «così i relatori avranno il tempo di programmare la loro presenza», sintetizza Di Lascio. «Come Ente ausiliario dello Stato – spiega – intendiamo sviscerare il tema ‘sanità’ nelle sue varie declinazioni, così da promuovere una corretta informazione verso i pazienti/cittadini, che reclamano risposte certe e che manifestano con le più svariate forme la percezione del proprio malessere, frutto di una ormai consolidata percezione di insicurezza. E intendiamo al tempo stesso dare risposte ai professionisti impegnati in prima persona, e in tutti i ruoli, nello svolgimento della propria attività». L’evento sarà suddiviso in due giornate: venerdì 28 marzo, a partire dalle 20.30, ci si confronterà su Risorse economiche in rapporto alla salute e alla sicurezza; il sabato 29, dalle 9.30, su Risorse economiche in rapporto alla problematica sociale. A relazionare il 28 sono stati invitati i Direttore Ausl e Sant’Anna, Paolo Saltari e Gabrile Rinaldi, il rettore dell’Università, Pasquale Nappi, i vertici di tutte le sigle sindacali di settore (Anaao, Cimo, Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fimmg, Fimp, Snami), e il collegio dell’IPASVI. Il 29, i vertici dei Comitati Consultivi Misti dei singoli distretti, e di Sert, Udi, Caritas, l’Associazione Viale K. L’invito ad intervenire è stato inoltrato a tutti i sindaci e del territorio e a tutti i rappresentanti di partito.

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ORDINE DEI MEDICI


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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