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L’assalto dell’Eolico Industriale all’appennino toscano.
Intervista agli amici del Comitato Crinali Bene Comune sugli impianti eolici della Valmarecchia e Montefeltro

In Toscana, negli ultimi anni, sono stati presentati numerosi nuovi progetti per altrettanto numerosi mega-impianti eolici industriali, che per dimensioni, localizzazione e impatto sul paesaggio e l’ambiente si rivelano devastanti: scomparsa della biodiversità, scomparsa e inquinamento delle risorse idriche, moltiplicazione del rischio idrogeologico e maggior pericolo per la stabilità dei versanti, produzione di rifiuti come terre di scavo e da costruzione, taglio definitivo di ettari di bosco. Ma non solo la vita naturale è messa a seria prova, anche la vita degli abitanti di questi territori è in pericolo. Le vere risorse economiche qui sono il paesaggio, la natura, i prodotti del bosco e i prodotti agricoli tipici, il turismo. Gli impianti eolici industriali che si vogliono costruire ne decretano la morte, causando l’ulteriore spopolamento di zone già in grande difficoltà per l’abbandono e il trasferimento in città della popolazione giovane che non trova nè servizi nè lavoro.

Con la nostra esperienza in Mugello, dove siamo in lotta contro l’impianto Monte Giogo di Villore, abbiamo rilevato la necessità di conoscere le altre realtà territoriali che si costituiscono a difesa dell’ambiente e dei cittadini ove sono presenti e progettati nuovi impianti eoloici industriali per scambiare esperienze e costituire un coordinamento regionale che ci rafforzi nelle nostre battaglie.

Approfondendo la conoscenza anche sugli altri progetti di impianti eolici industriali presentati in Regione ci siamo resi conto che i problemi rilevati da chi si oppone a queste mega-pale sono i nostri medesimi, perché comunque i progetti sono tutti molto simili e devastanti, e non risolvono comunque, come sappiamo, il problema energetico globale.

Abbiamo incontrato il Comitato Crinali Bene Comune che si è costituito in Valmarecchia e Montefeltro (sull’Appennino in provincia di Arezzo al confine con l’Emilia Romagna e le Marche) e gli abbiamo fatto alcune domande sui progetti dei i mega-impianti eolici industriali e sulla battaglia che stanno portando avanti per fermarne l’approvazione e la realizzazione.
Potete raccontarci cosa incombe sull’Alta Valmarecchia e il Montefeltro??

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L’11 aprile c’è stata la terza Conferenza dei Servizi per il progetto di mega eolico industriale Badia del Vento (della potenza teorica di 29,4MW, 7 pale da 180 metri, Badia Tedalda), presentato alla Regione Toscana.

E’ il primo di due progetti della ditta FERA, già sospettata nel 2009 dalla DIA di legami con Cosa Nostra, nell’ambito di un progetto di mega eolico costruito nel trapanese in territorio dei Messina Denaro, progetto realizzato da Fera ed ad oggi ancora gestito da essa [Vedi qui].
Il secondo progetto, della medesima ditta, di uguale potenza e dello stesso numero di aerogeneratori, è l’impianto del Passo di Frassineto. Questo secondo impianto è in perfetta continuità territoriale con il primo, tanto da rendere palese l’unicità dello stesso che però così diviso diventa di competenza regionale in quanto la potenze di ciascuno risulta inferiore al massimo ammesso per i progetti a carattere regionale, mentre se fosse stato presentato come un unico sarebbe stato di competenza ministeriale. Questi due progetti sono a pochi metri dal confine con la Regione Emilia-Romagna. Gli altri 8 progetti sono presentati da ditte diverse: sei riguardano mega impianti eolici industriali, quindi di competenza del Ministero dell’Ambiente, localizzati in prossimità dei primi. Gli ultimi due sono progetti minori, uno da una mega pala e uno da due mega pale (Poggio dell’Aquila proposto da Orchidea Preziosi SPA) anch’essi di competenza regionale della Regione Toscana.

Tutti i dieci progetti di mega pale, per un totale di 60, sono localizzati sul crinale compreso tra Montefeltro, Alta ValMarecchia e Alta ValTiberina: un’area che si estende tra il Parco interregionale dei Sassi Simone e Simoncello, la Riserva Naturale Alpe della Luna, la Zona Speciale di Conservazione Balze di Verghereto-Monte Fumaiolo Ripa della Moia e diverse altre Zone Natura 2000 tutt’intorno al crinale. Sul confine regionale tra Toscana ed Emilia-Romagna, lungo il tracciato dell’Alta Via dei Parchi, Gea00, E1, Sentiero di San Francesco, Sentiero di San Vicinio. I comuni interessati in modo diretto ed indiretto sono: Badia Tedalda, Sansepolcro, Sestino, Pieve Santo Stefano, in Toscana; i comuni di Casteldelci, Pennabilli, Verghereto in Emilia-Romagna.

Tutta quest’area appenninica è caratterizzata da altissima criticità idrogeologica, uno dei motivi principali per cui già in passato sono stati scartati progetti di mega eolico industriale su gli stessi crinali.

Il Montefeltro (dall’antico nome del monte sopra all’abitato di San Leo, Mons Feltrum) per la gran parte si trova in Emilia Romagna, una parte in Toscana ed una nelle Marche. Nel 2010, con un referendum popolare alcuni comuni cambiarono di Regione, passando dalle Marche all’Emilia-Romagna.

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Per tutti questi progetti, come succede per tutti i progetti di produzione di energia eolica presentati in regione, vengono mostrati solo i valori di massima producibilità con un vento che varia da 10 a 12 metri al secondo, ma in pratica, con il vento mediamente presente ed indicato dall’Atlante Eolico pari a 6-7 metri al secondo e consultabile online, i valori reali sono molto più bassi. Considerare i valori teorici come reali, rende raggiungibili gli obiettivi energetici fissati dall’UE (nonostante debbano essere fatti i rilievi anemometrici in loco, tali valori vengono secretati perchè considerati segreto industriale n.d.r.).

Tutti gli impianti sono a ridosso di beni tutelati. Per esempio, per quanto riguarda il progetto Badia del Vento, la Sovrintendenza di Arezzo ha fatto presente che a meno dei 3 km (considerati fascia di rispetto dalla legislazione vigente) ci sono almeno i beni tutelati del borgo storico e torre di Gattara, il borgo di Casteldelci, la Chiesa di Roffelle, la Chiesa di Badia Tedalda.

Il crinale appenninico, infatti, in questo tratto è stato fin dal passato antico una via di grande comunicazione con numerosi insediamenti e borghi popolosi e culturalmente rilevanti. Il territorio è da sempre zona di confine e d’incontro nell’antichità tra Etruschi, Celti, Piceni e Umbri; poi terra contesa nel Medioevo e Rinascimento (ricordiamo che la Toscana ancora oggi possiede un piccolo territorio all’interno dell’Altavalmarecchia, completamente circondato dal territorio dell’Emilia-Romgna. Questa ‘isola geografica’, detta di Cicognaia dall’antica torre bizantina ancora presente, è posta al centro dell’Altavalmarecchia, i Medici lo acquistarono durante la loro non riuscita espansione verso il Mare Adriatico; nello stesso periodo edificarono una città sulla cima del Sasso di Simone, poi abbandonata, ma di cui ancora esistono reperti in loco), oggi diviso tra Emilia-Romagna, Marche e Toscana, sembra dover subire le mire espansionistiche energetiche toscane che non si cura per nulla dei vicini di casa, considerando che la Regione Emilia-Romagna, l’Unione dei Comuni della Valmarecchia, l’Unione di Comuni della Valle del Savio, la Provincia di Rimini, la Provincia di Forli-Cesena, tutti i parlamentari eletti in Valmarecchia e Rimini (di tutti i Partiti, da Fratelli d’Italia al PD alla Lega) si sono espressi in modo nettamente contrario a Badia del Vento.

sasso-simone-Montefeltro

Tutto il crinale interessato da i 10 progetti e dalle 60 mega pale è un paesaggio bellissimo che porta da anni turismo, un paesaggio dipinto in diversi quadri di Piero della Francesca (vedasi I Balconi di Piero, luoghi dell’Alta Valmarecchia segnalati, da cui Piero della Francesca dipinse quadri ora conseervati nei maggiori musei del mondo), un paesaggio che giustifica una delle maggiori teorie esistenti sul paesaggio della Gioconda di Leonardo da Vinci (vedasi gli studi a riguardo dell’Università di Urbino) , un paesaggio che richiamò a viverci dentro il noto sceneggiatore e poeta Tonino Guerra, un paesaggio che richiamò a viverci dentro il noto semiologo e scrittore Umberto Eco, un paesaggio presente in diversi film alcuni dei quali con attori famosi come Omar Sharif e Philippe Noiret, un paesaggio che per ben due volte ha visto al presenza del Dalai Lama (a Pennabilli, in uno dei luoghi più turistici, la Rupe dove vi è in cima la campana tibetana posta dal Dalai Lama, saranno visibilissime le pale).

Quando si è costituito il vostro comitato?

Abbiamo iniziato a incontrarci nel dicembre del 2022.

In parole semplici, perché vi opponete alla realizzazione dell’impianto eolico?

Obiettivo comune di fermare i progetti perchè incidono in modo drammatico su un territorio normalmente soggetto a frane ma molto importante per il suo paesaggio. Gli impatti principali: fisico ambientale per i pascoli appenninici, ambiente che deve essere tutelato, e per i boschi di faggi; avifauna anche protetta che utilizza quest’area anche come corridoio tra i Parchi e aree protette che sono tutte intorno al crinale stesso (nel 2020 gli allora Sindaci di Rimini e Sestino, da questo crinale oggi interessato dalle pale, fecero un incontro pubblico con la presenza fisica e in collegamento audio con i Presidenti delle Regioni Toscana Giani ed Emilia-Romagna Bonaccini, in cui si affermò l’interesse comune ad un eventuale futuro Parco Nazionale); l’impatto paesaggistico con le pale visibili non solo in Altavalmarecchia, ma anche da molto più lontano (il crinale del Montefeltro è visibile da una buona parte della Pianura Padana, nonché dalla costa marchigiana e dall’entroterra toscano; per esempio le pale del progetto Passo di Frassineto saranno visibili molto bene dal Monastero de La Verna); impatto sulla vita quotidiana delle persone e sui turisti, danneggiando il turismo ecologico dell’area con i lavori diretti ma anche il rumore delle pale in funzione. Il paesaggio è una risorsa economica fondamentale per questo territorio che vive principalmente di turismo. I turisti vengono qui per godere della bellezza del paesaggio. L’alta Valmarecchia senza più il paesaggio è finita. Tutta la popolazione ha questo paesaggio nel cuore. Ricordiamo il bellissimo abitato di Pennabilli.

Come pensate si debba fare per superare il problema dell’energia fossile, prima causa del cambiamento climatico?

Noi siamo per le rinnovabili però non ha senso distruggere la natura per vivere meglio. O si cambia paradigma o si va a distruggere la natura stessa. Le persone hanno molto bisogno di natura. Qui abbiamo un turismo ecologico, e su questo il sindaco di Casteldelci ha deciso d’investire, un uomo che 10 anni fa era a favore delle mega pale vedendovi una possibilità economica per la comunità, oggi lo avversa con grande determinazione perché distruggerebbe quello che si è costruito negli ultimi 5 anni: un turismo ecologico, che funziona, con investimenti importanti e una Cooperativa di Comunità che gestisce l’EcoPark meta di persone che fuggono dalla città la domenica.

Quali azioni avete intrapreso per far conoscere alla popolazione del peogetto e della vostra opposizione?

Si è puntato molto sulla visibilità verso la stampa locale, per sensibilizzare la cittadinanza; sono state fatte alcune iniziative: volantinaggi, due convegni uno a Pennabilli e uno a Casteldelci su le diverse criticità che può avere l’argomento del mega eolico in Appennino ed ad uno di essi ha partecipato la Presidente dell’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna. Abbiamo pazientemente informato e dialogato con tutti i rappresentanti politici del territorio; è stata fatta una video istallazione artistica sull’importanza del paesaggio e la sua tutela, diverse camminate con Guide Ambientali professioniste, un’asta di quadri donati da artisti per autofinanziare le azioni contro i progetti eolici su i crinali.

Con la parte della popolazione locale rurale che non sembra interessata, abbiamo lavorato per informare su tutti gli aspetti negativi dei progetti (per esempio la non accessibilità delle zone dopo la costruzione degli impianti, il rumore delle pale, il riflesso del sole sulle pale, le luci notturne delle pale, l’impatto dei trasporti…) Comunicare alle persone la verità su cosa succederà, informarle correttamente.

Quali azioni avete in proposito di mettere in atto per fermare la realizzazione degli impianti eolici?

Se I progetti saranno approvati noi faremo ricorso al TAR competente e stiamo già raccogliendo i soldi per questo. Anche se per ora non abbiamo ancora avviato un progetto vero e proprio siamo convinti dell’utilità di una rete nazionale dei comitati territoriali contro l’eolico su i crinali appenninici.

L’Associazione Italia Nostra è stata ed è importantissima, fondamentale a darci supporto in questa battaglia. Anche il Comitato del Mugello, senza la loro inziale informazione ed aiuto avremmo perso molto tempo prezioso.

Foto In copertina: sasso-simone-Montefeltro

Sull’eolico industriale in appennino leggi anche su Periscopio:
20 dicembre 2024 , Tommaso Capasso: https://www.periscopionline.it/la-follia-del-progetto-industriale-eolico-sui-crinali-del-mugello-e-alcune-riflessioni-sulla-cultura-del-profitto-e-i-suoi-disastri-287980.html

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Marina Carli

Nata x sbaglio a Ferrara, migrata in Toscana per studiare vi è rimasta per amore degli ulivi e delle viti, a cui ha dedicato gran parte della sua vita di studentessa e di agronoma, promuoverndone la cura attraverso tecniche agricole migliorative di agricoltura biologica, ed imparando ad apprezzarne i prodotti nei panel di assaggio. Hobbies: appassionata di cicloturismo. Politicamente: impegnata nel movimento femminista, nel movimento No Tav, nel Consumo critico e nel volontariato a favore delle persone migranti. Ma la vera aspirazione della sua vita è’ fare la contadina… e prima o poi ci riuscirà!

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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