2 Gennaio 2018

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
La fermata poetica

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 4 minuti

Trovare una poesia alla fermata dell’autobus: mi è accaduto pochi giorni fa in via Carlo Mayr. Una poesia disposta a offrirmi un viaggio gratuito e inedito tra le sue strofe. Ero, senza saperlo, a una fermata poetica, utile a sospendere il tempo e a intraprendere un’esperienza inusuale. Un po’ come essere in sosta al binario 9 e 3/4 di Harry Potter da cui parte l’Espresso per Hogwarts.
In questo caso la destinazione era ben più prossima: una poesia errante appesa nella sua protezione di plastica al palo della fermata di linea, che prometteva di restare con me se l’avessi letta. Di solito alle fermate degli autobus si trovano appiccicate listarelle di carta con un numero di cellulare per chiamare un imbianchino o uno svuota cantine. Non si trovano le poesie.

Ho scoperto che a seminare queste poesie è un poeta errante che si fa chiamare Ma Rea, sembra un personaggio uscito dalle favole per incantare la città e le sue persone. Ha coniato lo ‘stendiversomio’. Lui spiega che si tratta di un neologismo nato dalla fusione tra stendibiancheria e “versuro”, che in dialetto veneto significa aratro. In questo caso l’aratro smuove le zolle dell’ispirazione per produrre versi da appendere allo stendibiancheria perché si asciughino nell’attesa di capire se sono pronti per essere immessi all’interno dell’organismo cittadino.
Il problema è che la poesia non è di quelle da baci Perugina, usa e getta. La poesia alla fermata poetica è di uno che entra nella tua solitudine con la pretesa di farti parlare con te stesso. Ti prende la mente e va oltre il tempo di un’attesa. Non è qualcuno che ti vuole vendere qualcosa, non è uno che pretende di dialogare con te, desidera solo che sia tu a dialogare con te stesso, e neppure pretende di conoscere le parole che ti scambierai. È così che ti fa dono di provare la piacevole sensazione di non essere più uno fra i tanti alla fermata dell’autobus ad attendere un autobus, non sei più uno in un non luogo, tu sei uno che ora si trova su un marciapiede in una via in cui qualcuno ha lasciato una poesia per te, dunque, se per caso te ne eri dimenticato, sei vivo e hai una identità, sei proprio tu: ora sei contestualizzato.

Non capita tutti giorni che qualcuno ti chiami all’appello del presente. Qualcuno che ha pensato a te, a uno sconosciuto che da utente della città e delle sue infrastrutture, diviene una persona non più distratta che incrocia con lo sguardo una macchia bianca e nera, appesa dinnanzi ai suoi occhi, che è un foglio A4 scritto al computer in caratteri Calibri 14, grassetto e corsivo, ed ora stampato e plastificato è lì che ti pende davanti.
In questo momento non sei più una storia, sei una narrazione, anzi, sei entrato in una narrazione. Il racconto di uno che nella città in cui abita trova alla fermata del tram che prende tutti i giorni una poesia che attende di essere letta. E non è una cosa normale, la cosa è straordinaria, perché nei tanti lustri della tua vita non ti era mai accaduta prima. Una specie di apparizione, un evento straordinario, perché a raccontarlo non ti capita tutti i giorni di incontrare una poesia per strada che si presenta e vuole essere letta. Incontri pittori e musicanti, ma le poesie ancora no.
Una poesia impertinente oltretutto, che ti interroga sulle cose che ci costringono a essere noi stessi. Ecco che sei messo con le spalle al muro. Non puoi fingere di non essere te stesso. Non puoi scappare, levare gli occhi dal foglio. Mai ti saresti aspettato un simile tranello dalla tua città, a una fermata dell’autobus dove hai fretta perché il tram è sempre in ritardo e quest’oggi pare che per colpa di questa poesia lo sia ancora di più.
Ti ritrovi il tuo te stesso tra le mani da gestire, un po’ ingombrante in questo momento, perché sei uscito di casa per fare altre cose non certo per interrogarti sul tuo passato o sulle ancore in mare aperto come pretendono le strofe di questa poesia davvero invadente.
“Essere noi stessi/ Questo è l’infinito”, sentenzia la poesia in conclusione. Con versi così puoi rischiare di sbandare seriamente, non resta che chiedere rifugio alla propria memoria, al leopardiano infinito “e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Intanto ho perso l’autobus perché mi sono messo a cercare se c’erano altre poesie erranti intorno. Ma la strada l’ho fatta volentieri a piedi ripetendomi mentalmente le parole della poesia che mi è stata offerta, erranti lei e il suo autore, ora errante anch’io.
Un incontro che mi ha fatto piacere perché avere delle pause di sorpresa camminando per la città non è cosa di tutti i giorni. E poi perché tante volte ho scritto in questa rubrica di città che apprende e di città che si fa narrazione e trovare che le tue idee poi si concretizzano almeno alle fermate dell’autobus fa bene allo spirito e alla ragione.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • Mi chiamo Rose Rosse

  • Storie in pellicola / Nostalgia canaglia

  • Parole a capo
    Maria Laura Valente: “Io maledico l’anno il mese il giorno” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013