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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Politiche per la salute – Rete regionale di donazione e trapianto dell’Emilia-Romagna, il rapporto 2013: dati di attività superiori alla media nazionale. Lusenti: “Un sistema che conferma efficienza, qualità e sicurezza”

Bologna – Sono stati 106 i donatori di organi e tessuti nel 2013 in Emilia-Romagna, pari a 24,4 donatori per milione di abitante, a fronte di una media italiana di 18,6. Gli organi prelevati (rene, cuore, fegato, pancreas e polmone) sono stati 304, di cui 277 trapiantati (91,1% dei prelevati), mentre le opposizioni al prelievo si sono attestate al 22,9% dei donatori segnalati dalle strutture sanitarie regionali (29,6% la media nazionale). Alla rete nazionale dei trapianti è stata inoltre offerta la disponibilità di 14 reni, 4 cuori, 3 polmoni.

La rete regionale dell’Emilia-Romagna per la donazione e il trapianto di organi e tessuti conferma dati di attività superiori alla media nazionale, nel contesto di un sistema di qualità, capace di utilizzare al massimo le opportunità di donazione in condizioni avanzate di sicurezza. I dati sono tratti dal Rapporto sulle attività di donazione e trapianto in Emilia-Romagna pubblicato dal Centro riferimento trapianti (CRT-ER) che coordina l’attività nella regione.

Questi risultati sono stati ottenuti nonostante nel 2013 si sia verificata una riduzione dei decessi in terapia intensiva (- 97 casi) e la parallela diminuzione di persone decedute in terapia intensiva con lesioni encefaliche (- 50 casi).

“Questo è un sistema che si conferma solido, efficiente, capace di produrre risultati significativi in una fase di risorse calanti e dovendo affrontare una minore disponibilità di organi utilizzabili – ha dichiarato l’assessore alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti – . E’ evidente quindi quanto siano importanti da un lato la donazione, che è un gesto di grande civiltà, dall’altro la capacità di tutto il sistema regionale di applicare soluzioni sempre nuove per migliorare sia processi che competenze di tutte le professionalità coinvolte, sanitarie e del volontariato”.

L’età media dei donatori in regione è stata nel 2013 di 61,3 anni (era 59,1 nel 2012, 58,4 nel 2011). L’avanzare dell’età media dei donatori è la causa a livello nazionale della generale forte diminuzione di donazioni di cuore. Tuttavia l’Emilia-Romagna ha effettuato nel 2013 lo stesso numero di trapianti dell’anno precedente (20), pari a 4,6 per milione di abitanti, superiore al dato nazionale di 3,7. I trapianti di rene sono stati 29,2 per milione di abitanti (25,3 la media italiana), 26,5 di fegato (16,8 l’Italia), 2,3 di polmone (2,4).

Tra i progetti dedicati alla prevenzione, ha superato la soglia delle 15mila persone prese in carico in nove anni (15.653) il progetto che combatte l’insufficienza renale progressiva (PIRP), mettendo in collegamento, nella cura dei pazienti a rischio, i nefrologi e i medici di famiglia che attivano strategie terapeutiche comuni per ritardare, e in qualche caso evitare, l’entrata in dialisi della persona e quindi annullando la necessità di trapianto.

Donazione e trapianti in Emilia-Romagna: i dati al 31 dicembre 2013
Rene. Sono stati 147 i trapianti di rene (149 nel 2012) nei tre Centri di Parma (53 i trapianti all’Ospedale Maggiore), Modena (27 al Policlinico), Bologna (67 al S. Orsola-Malpighi). Di questi, 20 i trapianti da donatore vivente consanguineo o affine. L’indice di trapianto (percentuale di reni impiantati rispetto a quelli prelevati in regione), che fornisce un riscontro significativo della qualità del processo di donazione e prelievo, è stato dell’89,4% (85,9% nel 2012). In Emilia-Romagna è attiva la lista di attesa unica per il trapianto di rene, che assicura ogni trapianto al ricevente più compatibile con il donatore (indipendentemente dalla sede di iscrizione in lista: Bologna, Modena, Parma). Al 31 dicembre 2013 le persone in lista d’attesa erano 1.089 (1.171 nel 2012). I tempi medi di attesa delle persone iscritte in lista sono di poco superiori ai 3 anni. La sopravvivenza dei pazienti trapiantati in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è vicina al 94% (il dato nazionale è intorno al 92%)

Cuore. I trapianti di cuore eseguiti dal Centro del S. Orsola-Malpighi di Bologna sono stati 20 (come nel 2012), di cui 1 associato al trapianto di rene. Il programma interregionale “Adonhers”, avviato in Emilia-Romagna e Toscana, ha l’obiettivo di ampliare il numero dei potenziali donatori di cuore e prevede lo studio dei donatori non ottimali per valutarne meglio l’idoneità, attraverso l’esecuzione di un’indagine sulla funzionalità dell’organo (eco stress farmacologico con dipiridamolo) prima della donazione. L’indice di trapianto è stato pari a 117,6%, a dimostrazione dell’efficienza del Centro trapianti nell’utilizzo degli organi provenienti anche da altre regioni. Al 31 dicembre 2013 le persone in lista d’attesa erano 52 (53 nel 2012). I tempi medi di attesa per le persone in lista sono di 1 anno e mezzo. La sopravvivenza in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è dell’82,3% (il dato per l’Italia è 74,8%).

Fegato. Sono stati 115 i trapianti di fegato (119 nel 2012), nei Centri di Bologna (72 trapianti al S. Orsola-Malpighi) e Modena (43 al Policlinico). Di questi trapianti, 5 (4 a Bologna e 1 a Modena) sono stati effettuati con la tecnica split, che permette da un unico donatore di effettuare trapianti su due persone. L’indice di trapianto si conferma molto alto: 117,3%, a conferma dell’efficienza dei Centri trapianto regionali che utilizzano organi non trapiantati in altre regioni. In Emilia-Romagna è attiva la lista di attesa unica per il trapianto di fegato. Questo prevede l’allocazione di ogni organo donato al ricevente in condizioni più gravi, indipendentemente dalla sede di iscrizione in lista (Bologna o Modena). Al 31 dicembre 2013, le persone in lista d’attesa erano 256 (226 nel 2012). I tempi medi di attesa sono di circa 2 anni. La sopravvivenza in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è superiore al 71% (74% il dato italiano).

Polmone. Sono stati 10 i trapianti di polmone (3 nel 2012): 7 bipolmonari e 3 singoli, effettuati al S. Orsola-Malpighi di Bologna. Al 31 dicembre 2013 le persone in lista d’attesa erano 17 (15 nel 2012). Il tempo medio di attesa è di 1 anno circa. La sopravvivenza in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è del 53% (45,6% il dato nazionale registrato a 4 anni dall’intervento).

Intestino – Multiviscerale. Nel 2013 non sono stati effettuati trapianti di intestino o multiviscerali. I follow-up delle 49 persone che hanno ricevuto il trapianto negli anni precedenti sono in linea con i dati internazionali (Bologna è l’unico Centro nazionale attivo per questo tipo di trapianti nell’adulto).

Tessuti e cellule. L’attività delle banche regionali dei tessuti ha permesso di trapiantare in Emilia-Romagna complessivamente 4.303 tessuti (4.046 nel 2012). Sono stati effettuati 582 trapianti di cornea (624 nel 2012) e 78 di sclera (membrana bianca dell’occhio, 82 nel 2012), 242 trapianti di cute (174), 616 di segmenti osteo-tendinei (616) e 2.474 di osso lavorato (2.253), 250 di membrana amniotica (202); sono state inoltre trapiantate 12 valvole cardiache (16) e 49 segmenti vascolari (79). In Emilia-Romagna sono stati inoltre eseguiti 113 trapianti allogenici (erano stati 118 nel 2012) di cellule staminali emopoietiche; sono stati inoltre eseguiti 386 trapianti di midollo osseo autologo (cellule dello stesso paziente, erano stati 326 nel 2012).

Sono state raccolte e certificate dalla Banca regionale del policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna 296 unità di sangue cordonale (260 nel 2012), pronte per essere utilizzate in bambini affetti da leucemia in tutto il mondo. La banca del sangue del cordone ombelicale dell’Emilia-Romagna, con oltre 4.000 unità conservate e pronte all’utilizzo, è la seconda banca italiana per quantità di sacche certificate e immesse nella rete mondiale.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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