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Mese: Giugno 2014

La pubblicità
ai tempi della crisi

Della scomparsa della classe media si è accorta anche la pubblicità. Questa mattina ho fatto una verifica ascoltando la radio. Di dieci spot trasmessi, sette puntavano su offerte, occasioni, saldi, svendite, liquidazioni, 3×2, 2×1… Un paio reclamizzavano prodotti decisamente economici: gelati e trucchi. Uno invece promuoveva il “gran coupé” di quella certa casa automobilistica.
Dunque, chi è il pubblico di questi messaggi? Per la maggior parte persone che devono fare i conti con i soldi per arrivare a fine mese o che comunque orientano gli acquisti prevalentemente sulla base di un criterio di convenienza. L’eccezione è il super lusso. In mezzo non c’è niente, niente di normale: la scomparsa dello standard, della classe media appunto.

Un tempo la pubblicità promuoveva prodotti capaci di soddisfare bisogni concreti, facendo riferimento alle reali necessità del consumatore. Ti serve la pentola, eccola qua. Hai finito il caffè: pronto! Poi, a partire dagli anni Ottanta, sulle ali del consumismo, i pubblicitari, divenuti nel frattempo esperti di marketing, hanno cominciato a indurre i bisogni, a crearli, utilizzando i brand (le marche) come strumenti di accreditamento sociale, chiavi di accesso agli stili di vita vagheggiati attraverso gli spot: anche tu sarai così (avrai successo, sarai ammirato, otterrai il sì della donna o dell’uomo dei tuoi sogni) usando quel certo profumo, indossando la tal maglietta, bevendo quel particolare amaro. La pubblicità non vendeva più prodotti, ma desideri e illusioni.

Oggi si è di nuovo riposizionata, adattandosi all’epoca di crisi. Per comperare, le persone devono essere convinte di realizzare un “vero affare”. Se non è così, si può attendere, non c’è fretta di acquistare. Gli scaffali sono pieni. E lo sono anche le nostre case: siamo i reduci di una ‘belle epoque’ di opulenza. Dunque, i potenziale acquirente vincono l’inerzia che li frena solo se proprio proprio hanno sentore che ne valga la pena; questo accade quando ciò che viene offerto è (o appare) un’occasione da non perdere. E la differenza, ora, la fa il prezzo. Su quello, quindi, punta la pubblicità.
Fuori dalla mischia della corsa al risparmio restano solo i pochi che ancora hanno le tasche piene. Sono pochi, sì, ma ‘né hanno tanti’ e sono quindi un pubblico minoritario ma non marginale, anzi! Nei loro confronti funziona ancora la strategia classica, che fa leva sulla suggestione; quella usata ai tempi d’oro, l’epoca dei rampanti e delle ‘Milano da bere’, quando la grande abbuffata sembrava non dover finire mai.

Festa al Lido delle Nazioni per i 100 anni di Guido Farinelli con il Sindaco

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Guido Farinelli, residente al Lido delle Nazioni ieri sera ha festeggiato in allegria un secolo di vita, circondato dall’affetto dei figli Silvana e Loreto, dei nipoti, della pronipote e dal calore di tanti parenti e amici accorsi da Comacchio, Volania, Ferrara, Milano e Bologna per l’occasione. A sorpresa si è unito alla festa anche il Sindaco Marco Fabbri, che all’arzillo neo-centenario ha augurato altre cento primavere in salute e con la medesima verve. Guido Farinelli dal 1939 al 1955 è stato bracciante agricolo,successivamente coltivatore diretto, sino al 1970, quando si è trasferito con la moglie Adriana, da Volania al Lido delle Nazioni, dove ha continuato a lavorare sino all’età di 90 anni, occupandosi prevalentemente di giardinaggio. Ora vive con la nipote Isabella, infermiera al Pronto Soccorso dell’ospedale del Delta e con la badante ucraina Natalia . Guido è appassionato di letture di attualità ed è una buona forchetta. Durante la festa di compleanno ha dispensato battute e sorrisi a tutti, sino al taglio dell’ imponente torta con pan di spagna, panna, mascarpone e frutta, amorevolmente preparata in casa dalla nuora. Al simpatico centenario, accanito lettore, il Sindaco Fabbri ha donato un libro.

“Una mattina di giugno di cent’anni fa. A Sarajevo i primi due spari”: venerdì 27 uno spettacolo al chiostro di S. Spirito

da: organizzatori

Venerdì 27, a Ferrara, un dialogo a due voci, ma molte altre voci, storiche e contemporanee, sono coinvolte e fatte parlare. Prendendo lo spunto dall’attentato di Sarajevo, avvenuto giusto cent’anni fa, 28 giugno 1914, il dialogo affronta temi legati alla storia e all’attualità; Parla dei due spari da cui si innescò il processo che condusse alla scoppio della Grande guerra, ma anche dell’ assedio di Sarajevo avvenuto negli anni novanta del secolo scorso. Affronta il tema del nazionalismo, sfiora gli interrogativi di fondo sul perché della guerra, prospetta la necessità della convivenza e dell’assunzione di responsabilità. Una parte integrante della serata è affidata alle immagini e alle musiche eseguite dal vivo. Un modo non celebrativo per rievocare uno dei momenti di svolta dell’intera storia europea, guardando a ieri e pensando al domani.

Testo di Piero Stefani
lettori: Magda Iazzetta e Fabio Mangolini
con la partecipazione del coro Euphonè diretto da Silvia Marcolongo, della violinista Lucilla Mariotti e del pianista Massimo Rubbi

Ferrara, chiostro di S. Spirito, Vicolo S. Spirito 11
venerdì 27 giugno 2014, ore 21,15

In caso di maltempo lo spettacolo si effettuerà alla Sala Boldini,
via Previati 18

Il Ferrara Art Festival apre l’estate con due mostre e un concerto: un nuovo momento di grande arte contemporanea

da: ufficio stampa Ferrara Art Festival

Con due mostre ed un concerto il Ferrara Art Festival ha vissuto, sabato 21 giugno, uno nuovo momento di grande arte contemporanea.
Quasi un benvenuto all’estate, quello che il curatore Virgilio Patarini ha voluto offrire con la bella mostra di Paolo Facchinetti ed Edoardo Stramacchia alla Galleria Il Rivellino e con la personale di Diego Palasgo alla neonata Galleria del Cammello (Camel Home Gallery).
Due eventi artistici, concepiti e realizzati nell’ambito del Ferrara Art Festival presso due location collaterali rispetto al centrale Palazzo Racchetta, che vedono al centro della scena le più differenti espressioni di quella che lo stesso Patarini ha definito Post-Avanguardia.
Nella mostra in parete al Rivellino (fino al 4 luglio prossimo) Facchinetti e Stramacchia propongono due percorsi che, intersecandosi, mostrano l’utilizzo della “tessera” pittorica quale modulo attraverso il quale realizzare opere pittoriche di grande impatto. “L’insostenibile leggerezza di certe tessere” è il titolo ironico che il curatore Patarini ha definito per questa mostra. Una leggerezza senza dubbio presente nelle forme e nella figurazione, accanto alla grande sapienza tecnica dei due artisti, che può essere letta come un equilibrio precario dell’esistenza, in continua lotta tra ripetizione e differenziazione.
Alla neonata Galleria del Cammello è stata presentata, invece, la mostra “Frammenti di memorie” (fino al 14 luglio prossimo). In parete le opere del pittore veneto Diego Palasgo, il quale, grazie ad un linguaggio pittorico sempre in bilico tra figurazione ed astrattismo, pone in luce la valenza formale dell’azione, sempre bilanciata da un sentimento quasi erotico, nella duplice forma della passionalità e della contemplazione. Un percorso ricchissimo, quello proposto, che pone lo spettatore di fronte a richiami alle avanguardie storiche (tra tutti ad Afro e Burri), ma che, al tempo stesso, si pone nei confronti del fare pittura con il rispetto e l’ammirazione che si devono porre nei confronti dell’arte del Rinascimento, intesa come base sulla quale innestare un discorso contemporaneo.
Hanno chiuso il sabato denso di mostre ed iniziative d’arte il cantautore Enrico Cipollini e il gruppo dei Chewing-Gum che, nel cortile di Palazzo Racchetta, hanno contribuito a creare un’ottima atmosfera grazie alla musica, in un connubio ideale tra le arti.
Tutte le mostre e gli eventi del Ferrara Art Festival e del collaterale Racket Festival sono ad ingresso libero.

E Montalbano affronta
il fango della corruzione

Pioggia e fango intorno, melmosa è l’indagine che il commissario Montalbano sta affrontando, una storia di appalti, frane e morti ammazzati…
La piramide di fango (edizioni Sellerio, 2014) è l’ultimo romanzo che ha per protagonista il commissario di Vigata alle prese con gli intrighi dell’edilizia e della politica, con costruzioni e permessi.
Piove su questo pezzo di Sicilia in cui le grandi opere si fermano e le società sono controllate dai Sinagra e dai Cuffaro, Montalbano è convinto che sia lo specchio della situazione nella quale si trova il paese intero. L’indagine si impantana di continuo, tutto quel fango Montalbano se lo sente fin sotto la pelle, procede “senza slancio, senza passioni, senza vitalità”, è come se una “brutta copia” del commissario avesse preso il posto di quello vero. C’è una malinconia che non lo molla, è il pensiero di Livia che, lontana e provata, dopo la morte di Francois non è più la stessa. Ma non appena Livia inizia a stare un po’ meglio, appena fra di loro riprendono “le sciarriatine”, Montalbano riparte.
A dirigere il commissario è la convinzione che davanti ai suoi occhi si stia mettendo in scena una commedia atto per atto. Ma chi è il regista? Chi muove questi attori che recitano una parte fin troppo studiata? La solita storia di corna non regge. Nulla è mai come appare a una prima occhiata, tanto meno per uno come Montalbano che alla comoda superficie ha sempre preferito l’impervia profondità delle cose.
Il fiuto da sbirro si unisce all’intuito dell’uomo che sa scrutare i dettagli di chi gli sta di fronte, cogliendone il non detto e il falso attraverso l’impercettibile. Come in una grande pantomima, il commissario recita a sua volta, finge di credere a una confessione molto bene orchestrata e imbocca la strada per la verità.
Ma la pioggia non cessa, certe domande faticano a trovare spiegazione, il rituale del cibo, con la sua sacralità così cara a Montalbano, è disturbato e la passeggiata al molo sotto un sole nascosto gli rende l’umore ancora più “nivuro”.
Montalbano ha bisogno dei suoi notturni per riflettere, la panchetta della verandina è bagnata, possono bastare una seggiola e un bicchiere di whisky, la risacca culla e fa nascere i pensieri.
Per arrivare in fondo all’indagine, il commissario deve agire a suo modo, che non è mai quello ortodosso di uomo delle istituzioni, per entrare nella piramide deve solo bucarla, come fu con quella di Cheope che accesso non aveva.
Salvo risolve il caso, può finalmente partire e andare da Livia a Boccadesse, lascia Augello e Fazio a concludere l’indagine, ad aspettarlo ci sarà anche Selene, la cagnolina che Livia ha adottato e che le ha fatto ritrovare la voglia di vivere. Benedetta Luna.

Dal rigoroso fiscalismo estense alla redistribuzione:
ciclicità della storia

L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ESTENSI A FERRARA / 4

Che la conquista del potere da parte di Azzo VII d’Este (oggi ricordato come Azzo Novello), nel 1240, abbia significato per Ferrara la perdita dell’autonomia comunale, tramite l’instaurazione di un governo autoritario, è cosa ben risaputa. E che il fiscalismo estense sia stato, almeno all’inizio e in altri momenti storici, uno fra i più severi è altrettanto scontato. Tuttavia «Le spese pubbliche dello stato estense seguirono una linea costantemente ascensionale […]. I beni demaniali estensi erano costituiti dalle terre e dai boschi, dai palazzi e dalle chiese, nonché dal commercio […]. Soprattutto le incette dei grani furono all’ordine del giorno; ma va ricordata la funzione benefica talora espletata da siffatti ammassi privati del sovrano, quando – e lo ricordano cronisti spesso piuttosto liberi nei loro giudizi verso gli Estensi – parte di quelle scorte veniva distribuita alla popolazione affamata o venduta a prezzi assai modici e arrendevoli».*
Ad esempio nel 1505, allorché Alfonso I si avvicendò ad Ercole I, il quale aveva quasi dissestato le finanze con le spese di guerra e nelle grandiose opere edificatorie, il giovane duca affrontò con saggezza la situazione economica ed amministrativa di Ferrara. Da un lato tacitò amici e parenti, dividendo fra loro gli oggetti preziosi appartenuti al defunto padre ed elargendo adeguati appannaggi ai fratelli, cautelandosi così da future lamentele nel ristretto ambito della famiglia e della corte. Dall’altro, abolì i dazi e le gabelle istituite dal padre, acquistò grano a Venezia e lo fece distribuire ai più indigenti per alleviare i danni causati dalla carestia e, nello stesso tempo, si prodigò nel fronteggiare una spaventosa epidemia che stava decimando la popolazione ferrarese. Non mancò, inoltre, di guadagnarsi ulteriore consenso popolare spogliando di beni e di potere alcune illustri famiglie, come gli Strozzi, ormai invise per la loro arroganza e avidità all’intera cittadinanza.
Anche Ercole II si distinse per la notevole rettitudine. Innanzitutto, evitò per quanto possibile di partecipare alle guerre del suo tempo, ricorrendo abilmente a idonei pretesti diplomatici; in secondo luogo, «Non appena al potere, aveva cercato di porre un riparo alla gravosa e preoccupante situazione finanziaria lasciatagli in eredità dal padre. L’erario era esausto e pare, tutto sommato, che il duca sia riuscito a reintegrarlo senza infierire sui sudditi e che anche in seguito si sia guardato dall’imporre tasse troppo gravose se non in circostanze del tutto eccezionali»**. Così pure il suo successore Alfonso II, per quanto sia stato uomo ben più distaccato e pragmatico, destinò considerevoli aiuti alla sua gente terribilmente provata dalle paurose scosse di terremoto verificatesi fra il 1570 e il 1572. Né la sua seconda moglie Barbara d’Austria lesinò la propria dedizione agli umili e agli infelici, fondando il Conservatorio delle orfane di santa Barbara allo scopo di ospitare fanciulle rimaste orfane per le calamità o abbandonate dai genitori.

*L. Chiappini, Gli Estensi, Dall’Oglio, Varese 1988, pp. 328-9.
**Ibidem, p. 251.

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GERMOGLI
l’aforisma
di oggi…

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…
 
“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo” (Pier Paolo Pasolini)
 

IMMAGINARIO
balconi
tricolore

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura.

Balconi tricolore (foto di Giorgia Mazzotti) – clicca le immagini per ingrandirle

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Balconi tricolore (foto di Giorgia Mazzotti)
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Lettera aperta di Legambiente al presidente della Provincia

da: Marino Rizzati, presidente del circolo Legambiente “Delta del Po”

Gentile Presidente della Provincia di Ferrara,
la nostra attenzione agli atti della Provincia non è dettata da una particolare pervicacia, ma solamente dal fatto che gli atti di pianificazione della Provincia PTCP e Piani del Parco, hanno un valore di piani sovraordinati a quelli dei piani urbanistici del comune di Comacchio, e quindi ne possono dettare limiti ma anche favorirne l’espansione con minori tutele.

Ci preme rimarcare che così è accaduto nel 2008 quando nell’ultima seduta consiliare provinciale (Lei non era Presidente della Provincia), è stata approvata la delibera “Rete ecologica provinciale “ che conteneva la cancellazione delle aree boscate presenti in aree urbane dalla tutela dell’art. 10 del PTCP , provocando la messa in disponibilità, per le imprese edili, delle pinete del Lido di Spina e del Lido degli Estensi .

Ribadiamo che tale delibera à messo in gioco, per i costruttori, aree con dune e pinete quasi secolari. Un atto che ha provocato l’indignazione degli ambientalisti, dei fedeli della parrocchia del Lido degli Estensi e degli ospiti-turisti che frequentano la nostra costa.

Le nostre preoccupazioni in ordine al consumo di nuovo territorio non sono così slegate dalle previsioni normative del nuovo Piano Territoriale del Parco per la Stazione Centro Storico di Comacchio, già che, contrariamente a quanto Lei sembra sostenere, basta prendere visione della normativa e della cartografia del Piano per trovare ben almeno 160 ettari di territorio ora “libero”, in parte coltivato, in parte occupato da aree boscate (che peraltro Le ricordiamo ancora una volta la Provincia dovrebbe correttamente cartografare), in parte lasciato incolto, messo a disposizione per nuove strutture.

Dalle previsioni normative per queste aree, denominate Sottozone AC.AGR.c nel suddetto piano, queste terre sono “destinate ad ospitare strutture ricettive…”; “in tali aree è consentita la realizzazione, l’ampliamento, il potenziamento, la ristrutturazione delle strutture dedicate alla ricettività turistica…”

Certo la decisione ultima spetterà al Comune di Comacchio, ma è sotto gli occhi di tutti, e anche sotto i nostri, che la progressione di impegni verso la realizzazione di nuove strutture recettive (secondo noi in misura ingiustificata ed eccessiva) sia stata promossa con un ruolo primario dalla stessa Provincia.

Si veda in sequenza:

– Febbraio 2014, presentazione del “Contratto di Sviluppo” assieme a vari imprenditori locali (almeno 16.000 nuovi posti letto e relative nuove strutture)

– Marzo 2014, firma da parte del comune di Comacchio e Provincia di Ferrara di un Protocollo di Intesa imperniato sulla “Partnership Pubblico-Privata”, che contiene in maniera puntale la enumerazione di progetti di nuove strutture ricettive con tanto di numero di edifici, e di numero di posti letto, aprendo poi alla considerazione di ulteriori progetti presentabili anche da altri soggetti, e anche in variante agli strumenti urbanistici;

– Maggio 2014, firma di un Accordo Territoriale fra Comune di Comacchio, Provincia di Ferrara, Ente per i parchi e la Biodiversità – Delta del Po, Regione Emilia Romagna, anch’esso contenente la previsione di realizzazione di nuove strutture ricettive;

Da ultimo, il comune di Comacchio, certamente in proprio ma dando seguito a questo disegno, ha aperto alla raccolta attraverso un bando di “proposte – progetti” da realizzare anche in variante al PRG, proprio in relazione alla costruzione di nuove strutture ricettive, ovunque su tutto il territorio comunale.

Quindi che abbiamo qualche buon motivo per essere preoccupati: ci conceda almeno questo.

Siamo disponibili ad approfondire l’argomento con Lei ed i tecnici del Servizio programmazione strategica e progetti speciali, certi che la tutela del territorio del Delta passi attraverso la crescita della biodiversità e non lo stravolgimento della “mission” del “Parco per la Biodiversità- Delta del Po”

Distinti saluti,

Marino Rizzati
Presidente del Circolo Legambiente “Delta del Po”

Domenica, in Castello Estense, i THE NAKED AND FAMOUS lanciano l’anteprima del festival “Ferrara sotto le Stelle”

da: Ferrara sotto le Stelle 2014

Unica data italiana del lanciatissimo quintetto neozelandese. La band di Auckland ha all’attivo due album e alcuni singoli riempipista negli indie-club, grazie alla sua capacità di coniugare il divertimento più sfrenato del miglior electro-pop e sonorità più evocative e atmosferiche.
Thom Powers (chitarra, cori) ed Alisa Xayalith (voce e tastiere) si incontrano al college nel 2008 e creano una partnership da cui prende le mosse il progetto “THE NAKED AND FAMOUS”, moniker rubato ad un verso di un celebre brano di Tricky; ben presto a loro si unisce anche Aaron Short (alle tastiere), un conoscente di Thom sin dai tempi della scuola. Da tutto questo nasce il doppio EP “No Light and This Machine”, pubblicato da una piccola etichetta indipendente locale, ben accolto dalla critica.
La band inizia ad ottenere i primi riscontri e si allarga a comprendere altri due compagni di scuola: Jesse Wood (batteria) e David Beadle (basso). Dopo aver lavorato duramente per tutto il 2009 e avere sviluppato un nuovo live set e dozzine di demo, THE NAKED AND FAMOUS pubblicano il loro album di debutto, intitolato “Passive Me, Aggressive You” nel settembre del 2010.
L’esordio è folgorante: dopo uno scontato successo in patria, il disco si impone all’attenzione internazionale grazie a due singoli di forte impatto, “Punching in a Dream” e soprattutto “Young Blood”, capace di superare le due milioni di copie vendute.
Il disco è talmente accattivante che viene letteralmente saccheggiato dagli altri media: il brano “The Sun” viene utilizzato per sottolineare i climax emozionali di serie televisive quali “Grey’s Anatomy” e “True Blood”, “Punching in a Dream” è una presenza regolare in “The Vampire Diaries” e diviene parte della soundtrack del videogame “FIFA 2012”, mentre “Young Blood” è scelto come sottofondo di commercials per Red Bull e Canon.
L’anno successivo la BBC inserisce la band nella poll di fine dicembre “Sound of 2011”.
Con “In Rolling Waves”, il secondo album uscito nell’autunno dello scorso anno, la band si smarca dal tentativo di ripetere pedissequamente la formula che ha garantito il successo di un debutto eccellente e dà vita ad un lavoro più buio e introverso, dalle varie sfaccettature sonore, riducendo l’impatto rock e ricercando un suono sintetico più pop. Il nuovo percorso musicale passa da momenti acustici ad un synth-pop poderoso, da un’attitudine “dancefloor” ad uno sfondo sonoro più intimista.
Il nuovo tour ha già fatto segnare il tutto esaurito nelle due date newyorkesi e sta toccando i principali festival internazionali, dalla recente, celebrata esibizione al Coachella, ai prossimi appuntamenti a Glastonbury e al Rock Werchter.
In apertura, i conterranei BLACK CITY LIGHTS, il duo di Wellington formato da Julia Catherine Parr e Calum Robb, che definisce alternativamente le proprie sonorità come “cold wave” e “dark pop”. Ma la migliore definizione del loro approccio viene dalla stampa internazionale: The Corner parla infatti di una “straordinaria abilità di creare empatia tra la loro musica e il pubblico: per quanto la musica sia atmosferica e digitale, rimane profondamente sincera e personale”.

THE NAKED AND FAMOUS + BLACK CITY LIGHTS
Domenica 22 giugno – Cortile del Castello Estense – Ferrara
Ingresso: 20 euro

Orari:
Apertura biglietteria: ore 19:30
Apertura porte: ore 20:00
Black City Lights on stage: ore 21:15
THE NAKED AND FAMOUS on stage: ore 21:45

Info: 348-6117254

Ulteriori informazioni sono reperibili presso il sito web della rassegna: www.ferrarasottolestelle.it

Risorse in rete:

http://thenakedandfamous.com/

http://blackcitylights.bandcamp.com/

Il Festival è organizzato dall’Associazione “Ferrara sotto le Stelle” con il sostegno del Comune di Ferrara, dell’Amministrazione Provinciale di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna.

Teatro in strada
nel quartiere Giardino

Ma chi sono questi personaggi che arrivano a bordo di un carro trainato a mano con una piccola corte colorata di attori su strane biciclette, a piedi o appoggiati a una scopa? Fino a domenica alcune strade o luoghi di Ferrara verranno animati dallo spettacolo ‘Il Giardino dei destini incrociati’. La rappresentazione prende spunto da un’opera di Italo Calvino per raccontare la storia del quartiere Giardino, che è anche una zona di passaggio per molti viaggiatori in direzione della stazione. In scena da venerdì 20 a domenica 22 giugno in cinque punti cruciali della città. E’ una sorta di serial teatrale, organizzato dall’associazione Alpha Centauri in collaborazione con l’associazione Basso Profilo.

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Scena dall’episodio arancio del “Castello dei destini incrociati’ a Ferrara in via Vittorio Veneto

L’idea è quella di sperimentare una drammaturgia ispirata alla memoria storica e alle trasformazioni sociali in atto nel quartiere Giardino di Ferrara, nato come area residenziale modello e negli ultimi anni spesso al centro di fatti di cronaca. Lo spettacolo è un gioco di performance, che avranno diverse repliche nel corso del fine settimana. Trama e progetto nascono all’interno del laboratorio teatrale site-specific “Succede qui” condotto da Natasha Czertok e Davide Della Chiara con la partecipazione di una ventina di giovani allievi. Ogni episodio dura al massimo un quarto d’ora, per cui gli organizzatori raccomandano la massima puntualità.

L’opera ha vinto il bando “Giovani per il territorio” promosso dall’Ibc e dalla Regione Emilia-Romagna e patrocinato dal Comune di Ferrara.

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Via allo spettacolo nel quartiere Giardino

Programma e orari

  • Monumento dell’Aeronautica, via Fortezza – episodio verde – venerdì 20/06 ore 19; sabato 21/06 ore 19; domenica 22/06 ore 11, 17, 19
  • Via Vittorio Veneto – episodio arancio – venerdì 20/6 ore 19.15 – sabato 21/06 ore 19.15; domenica 22/06 ore 11.15, 17.15, 19.15
  • Stazione dei treni – episodio giallo – venerdì 20/6 h 19.00 – sabato 21/06 ore 19; domenica 22/06 ore 11, 17, 19
  • via Nazario Sauro – episodio rosso – venerdì 20/6 ore 19; sabato 21/06 ore 19; domenica 22/06 ore 11, 17, 19
  • Wunderkammer, via Darsena 57 – episodio blu – venerdì 20/06 ore 19; sabato 21/06 h 19; domenica 22/06 ore 11, 17, 19

Il simpatico disordine
dei prati fioriti

La spelacchiatura di un campo da calcio non dovrebbe far notizia, ma se il campo in questione è quello di uno stadio dei mondiali allora è un’altra faccenda. Il fondo erboso dello stadio di Manaus è venuto male e per rimediare ad un verdino passabile, i giardinieri carioca sono ricorsi ad una verniciatura a spruzzo, un vero e proprio maquillage dell’ultima ora. Tutto questo ha del grottesco, ma se la voglia di far bella figura dei brasiliani di fronte al mondo è comprensibile, la persistenza della moda planetaria per i pratini moquette continuo a non capirla.
Nei climi caldi e poco piovosi, mantenere un prato verde, compatto e folto come quello standard dei campi da golf inglesi, è una follia di costi e di manutenzione. Ma dove nasce questa passione collettiva per i pratini? Mettendo da parte per un attimo gli antenati naturali del prato che sono i pascoli, anche nei giardini dell’antichità si cercava di creare un fondo verde omogeneo per le piantagioni di fiori e arbusti. Plinio li descrive quando racconta dei suoi giardini, ma non si trattava di prati rasati uniformi, al contrario, di praterie fiorite tagliate spesso.
I Romani avevano sperimentato che la camomilla, tollerante di strapazzi e siccità, fosse un’ottima pianta per creare dei tappeti verdi anche dove il clima era asciutto. L’uso dei prati di camomilla nei giardini è documentato durante il Medioevo e comunque per secoli: sia la letteratura che l’arte figurativa, ci hanno descritto prati ricchi di fiori selvatici affiancati alle erbe. Questo tipo di rappresentazione aveva un alto valore simbolico legato alla figura della Vergine e dell’Amor cortese, ma ciò non toglie che per i posteri rappresentino anche un importante documento di storia botanica.
I prati italiani erano prati fioriti anche nei giardini Rinascimentali. Ci siamo abituati a pensarli come una monocultura verde per alcuni svarioni di interpretazione più recenti, che si possono collocare a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma si può ancora rimediare. Di sicuro, la moda del prato verde di sole graminacee l’abbiamo ereditata dall’Inghilterra. Se al principio c’erano pascoli e boschetti, l’invenzione del giardino paesaggistico ricostruisce, secondo parametri estetici, le tessiture del paesaggio rurale tradizionale, e per avere un bel prato non erano più sufficienti i passaggi delle pecore, ma sono stati necessari tagli più frequenti.
Le graminacee si imposero come specie dominante e resistente a questi trattamenti, infittendosi a livello radicale e rendendo la vita impossibile alle erbacee da foglia e da fiore. Usare la falce è un’arte, il suo sibilo è una musica, un po’ meno poetico tagliarsi un polpaccio, ma gli incidenti non facevano testo, e l’invenzione dei tosaerba meccanici fu una necessità dettata dalla diminuzione di forza lavoro nelle campagne. Gli Inglesi sono dei perfettini, e si capisce dal fatto che ai cavalli da traino mettessero delle speciali pantofole di cuoio per non rovinare l’erba. Da qui alla pittura del campo da calcio di Manaus è passato poco più di un secolo, ma le assurdità che si possono compiere per avere un prato come una moquette evidentemente non sono ancora esaurite.
Nel nostro clima, dove la pioggia ha degli andamenti imprevedibili e non costanti, un prato verde richiede acqua, ma soprattutto ha bisogno di una buona preparazione del terreno, che deve essere fresato, trattato con diserbanti specifici, livellato con un po’ di pendenza e soprattutto ben drenato, cioè vanno eliminate tutte le buche e gli avvallamenti che impediscono all’acqua di defluire; una prima osservazione preliminare la possiamo fare quando piove a dirotto, dove si creano delle pozzanghere stagnanti l’erba non crescerà mai bene. L’impianto di irrigazione va fatto con criterio per evitare che ci siano zone troppo innaffiate e zone secche. Il prato va tenuto falciato con regolarità, l’erba raccolta o triturata fine fine.
Per fare le cose per bene, bisognerebbe togliere il muschio, eliminare le erbacce come le margherite, le viole, i radicchi selvatici, i ranuncoli, i pisaletto e mille altre con diserbanti selettivi. Non dovremmo dimenticare le concimazioni chimiche durante l’anno: fosfati in autunno e azotati in primavera. Per non parlare della raccolta delle foglie cadute in autunno. Insomma avere una cosa che sembra così “naturale” è uno stress, un delirio con costi di tempo, energia e denaro non indifferenti, quindi, siccome i pratini leccati non mi sono mai piaciuti, confido nella crisi economica, se i prati fioriti, misti, disordinati e resistenti non passeranno come moda, torneranno come necessità, a tutto vantaggio dell’ambiente, del portafoglio e della nostra serenità.

La postura,
il nostro ‘biglietto da visita’

La macchina della vita, un ingranaggio perfetto se ogni parte è al posto giusto.

“[…] la postura è espressione di un vissuto ereditato, di un vissuto personale, della formazione e deformazione culturale, di memorie dei propri traumi fisici ed emotivi, del tipo di vita e di stress che conduciamo, del tipo di lavoro e di sport a cui ci siamo assoggettati nel tempo; postura è il modo in cui respiriamo, il mondo in cui stiamo in piedi, ci atteggiamo e ci rapportiamo con noi stessi e con gli altri. La nostra postura è espressione della nostra storia.” (D. Raggi, 1998)

Lo studio della postura ci può quindi fornire indicazioni preziose sulla persona in quel determinato momento della sua vita. La disciplina che si occupa dello studio scientifico e clinico della posizione del corpo nello spazio è la posturologia che studia il funzionamento della posizione del corpo statico-dinamico e analizza la relazione tra lo squilibrio del sistema posturale e le patologie dell’apparato locomotore. L’insieme delle strutture neurofisiologiche del nostro organismo, che regolano i rapporti tra il nostro corpo e il mondo che ci circonda, costituisce il sistema tonico posturale: esso riceve informazioni dagli occhi, dalla pelle, dai piedi, dai muscoli, dall’orecchio interno e dalla bocca, dalla lingua, ma soprattutto dalla psiche.
Molto spesso una tensione muscolare, una particolare postura, una mimica rivelano tensioni più profonde che coinvolgono la nostra psiche. Queste tensioni nascondono e proteggono emozioni represse e non vissute, traumi emotivi, conflitti della personalità, ecc. La maggior parte delle posture e delle tensioni muscolari si strutturano fin dall’infanzia, come risposta alle pressioni familiari, sociali e anche a traumi fisici e psichici. Attraverso la fissazione di abitudini e atteggiamenti creiamo un’armatura muscolare e caratteriale che ci accompagna nella nostra vita.
Dall’esame dei diversi fattori che possono alterare l’equilibrio del soggetto fisico nello spazio, risulta come il corpo e la mente siano l’espressione di un unico processo e come nel corpo dell’uomo si concentrino e si manifestino il suo passato, il suo presente, in una parola la sua storia. Spesso le tensioni mimiche facciali sono in relazione a comportamenti posturali errati che provocano, a distanza, sui muscoli e sulle fasce notevoli contratture e spasmi. Questi muscoli tesi come corde di violino inibiscono la funzione dei processi emozionali, in altre parole lo stress psico-emotivo influenza in larga misura il nostro corpo, il sistema muscolo-scheletrico, l’asse del collo, delle spalle, degli altri distretti corporei. Ciascuna postura è l’espressione della nostra vita interiore.
Durante un esame della postura, noi osteopati dobbiamo chiederci come mai la persona o il soggetto che abbiamo davanti assume quella particolare postura e da che cosa può essere causata. Non possiamo limitiamoci a osservare il segmento traumatizzato o solo il segmento che esprime una sofferenza, ma dobbiamo interpretarlo in relazione anche al vissuto psicoaffettivo. Interpretarlo in una visione di globalità è un imperativo.
Vorrei quindi ancora sottolineare, quanto la psiche abbia un ruolo fondamentale nella gestione della postura. Gli aspetti psico-emotivi che si esprimono nella postura del soggetto, condizionando nel suo insieme il sistema tonico posturale. In parole semplici, la psiche influenza in modo significativo il sistema di regolazione della postura. Il sistema psichico può anche essere definito come una sorta di sistema caotico, che interferisce con quello posturale durante le operazioni di controllo della postura. Un numero sempre maggiore di studiosi che si occupano di posturologia e osteopatia, condividono la convinzione della multi-fattorialità delle cause che influenzano la postura di una persona. La postura, per quanto possa essere banale tale affermazione, è il biglietto da visita della salute del nostro corpo, della nostra mente, del nostro spirito.
Quando curi una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre.

GERMOGLI
l’aforisma
di oggi…

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…
 
“Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività, significa dare libero corso alla propria ispirazione” (Bob Marley)

IMMAGINARIO
verde
ferrara

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura.

Verde Ferrara (foto di Aldo Gessi)

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Verde Ferrara (foto di Aldo Gessi)

Coordinamento Sportelli unici per semplificare la vita a imprese e cittadini

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Si è incontrato in Castello Estense il coordinamento provinciale Suap (Sportelli unici per le attività produttive), per la presentazione dei risultati conseguiti nell’ultimo quinquennio in materia di semplificazione amministrativa per le imprese, nell’ambito del Suap People telematico in provincia di Ferrara.
Il progetto, posto in essere grazie al coordinamento provinciale degli sportelli unici attività produttive e composto dalla Provincia e dai 26 sportelli unici comunali in collaborazione con l’associazionismo economico e gli ordini professionali, ha consentito di tradurre in realtà le previsioni normative previste in materia, per la più parte disattese nel contesto nazionale, e che trovano invece a Ferrara un esempio pilota.Numerosi i punti all’ordine del giorno, che hanno delineato il percorso di semplificazione negli ultimi anni a beneficio delle imprese per la riduzione degli adempimenti amministrativi, l’uniformità di procedure e modulistiche e la loro gestione attraverso appositi sistemi telematici.
Tutti passi in avanti per evitare code agli sportelli, oltre ai passaggi di ente in ente.
Il solo interlocutore per le imprese ferraresi è dunque lo sportello unico per le attività produttive comunale, con un risparmio di tempi e costi per l’utente.
Durante l’incontro si è parlato di risultati nell’ambito del progetto People Suap per la semplificazione amministrativa a favore delle imprese (“Impresa in un giorno”); del percorso avviato con la collaborazione dell’ Asl provinciale; di autorizzazione ambientale unica per le procedure autorizzatorie che non rientrano nelle casistiche Aia o Via; dei risultati in materia di semplificazione per le imprese in collaborazione con la locale Camera di Commercio; e del modello procedimentale unico e semplificazione amministrativa in materia di edilizia produttiva.
“È inevitabile – ha commentato la vicepresidente della Provincia Carlotta Gaiani – che in questa fase di riordino delle Province sorga in chi ha lavorato a questo progetto la preoccupazione non veda dispersi gli importanti risultati ottenuti nel frattempo. Confidiamo però – ha concluso – che il progetto abbia gambe robuste per proseguire il proprio cammino e a questo proposito ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rafforzarlo in questi anni e siamo certi che sarà apprezzato da chi verrà dopo di noi”.

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 20 giugno

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

La newsletter del 20 giugno 2014

COMMERCIO – In vigore nelle giornate dei concerti in piazza Castello e nel cortile del Castello Estense
‘Ferrara sotto le stelle’: le regole per la vendita delle bevande
20-06-2014

In occasione dei concerti della rassegna musicale ‘Ferrara sotto le Stelle 2014’ (22 giugno; 16, 17, 22, 25 e 28 luglio; 1 agosto) in programma in piazza Castello e nel cortile del Castello Estense, dalle 18 alle ore 1 del giorno successivo sarà in vigore il divieto di vendita per asporto di bevande di qualunque genere contenute in recipienti di vetro e metallo.

Il provvedimento è contenuto in un’ordinanza dirigenziale dell’Amministrazione comunale volto a prevenire eventuali situazioni di pericolo.
Il divieto riguarda tutti gli esercizi di somministrazione (compresi i circoli), gli esercizi commerciali in sede fissa e le attività di commercio su area pubblica che sono dislocati sul perimetro compreso fra viale Cavour, Largo Castello, corso Giovecca, via Bersaglieri del Po, via Canonica, piazza Trento Trieste, via Cortevecchia, via Boccacanale di Santo Stefano, via Spadari o all’interno del perimetro stesso. Il divieto riguarda anche eventuali esercizi di vendita ambulante presenti nelle zone indicate.

FERRARA ARTE – Sindaco Tagliani, assessore Maisto e direttrice Pacelli hanno illustrato tutti i dati e le attività svolte
I numeri della mostra di palazzo dei Diamanti ‘Matisse, la figura’: “Ferrara Arte profondamente inserita nel tessuto culturale ed economico della città”
20-06-2014

Il bilancio finale della mostra di palazzo dei Diamanti ‘Matisse, la figura’ è stato tracciato questa mattina, venerdì 20 giugno in residenza municipale dal sindaco Tiziano Tagliani insieme alla presidente della Provincia Marcella Zappaterra, al vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto, alla direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – Fondazione Ferrara Arte Maria Luisa Pacelli, al dirigente comunale Attività Culturali Giovanni Lenzerini e a Davide Frisoli del “Gruppo dei 10”.

“Ancora una volta Ferrara Arte dimostra di essere profondamente inserita nel tessuto culturale ed economico della nostra città, creando sinergie utili ed efficaci” ha affermato il sindaco Tagliani, mentre la presidente della Provincia Zappaterra ha evidenziato “come sia stata premiata la qualità della mostra proposta e che i risultati positivi, come in questo, non siano scontati”. L’assessore comunale alla Cultura e Turismo Maisto ha espresso grande soddisfazione per le collaborazioni di enti e associazioni “che hanno saputo esprimere grande capacità progettuale e ricchezza di contenuti”. “Anche questa mostra è stata per noi e per tutti coloro che l’anno visitata, una valida opportunità di conoscenza e approfondimento – ha affermato la direttrice del museo civico Maria Luisa Pacelli -, un modello operativo che ci ha guidato e ci guiderà anche con nei prossimi appuntamenti già in calendario o ancora in fase di programmazione”.

MATISSE, LA FIGURA – Le schede, i numeri (a cura di Ferrara Arte)

Domenica 15 giugno si è chiusa la mostra Matisse, la figura organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara.

Come sottolineano autorevoli recensioni italiane e straniere, la mostra è riuscita in un obiettivo ambizioso: presentare l’intero percorso artistico di un gigante della storia dell’arte come Matisse partendo da un’angolazione particolare, e quindi meno scontata, che però mettesse a nudo il nucleo portante della sua ricerca. Il tema della figura, un’autentica ossessione per l’artista che l’ha indagato attraverso tutte le tecniche, è stato il filo conduttore di un percorso che ha offerto al visitatore delle prospettive molto ravvicinate sui segreti del genio di Matisse e sulla sua capacità di plasmare creazioni traboccanti di energia e al tempo stesso pervase da un’armonia assoluta.

A testimoniare i momenti cruciali di questa avventura sono state oltre cento opere selezionate una ad una e provenienti da tutto il mondo. Tra esse figuravano autentiche icone della storia dell’arte moderna, che illustrano i manuali di storia dell’arte, e capolavori esposti nelle sale di grandi musei, che raramente vengono concessi in prestito e in diversi casi sono entrate per la prima volta in Italia. Basta citare Il ritratto di André Derain e il Nudo in piedi della Tate di Londra, la Bagnante del MoMA di New York, il Nudo con sciarpa bianca dello Statens Museum for Kunst di Copenaghen, la Joaquina della Narodni Galerie di Praga, il Nudo seduto di schiena del Philadelphia Museum of Art, il Nudo rosa seduto del Pompidou, la Ninfa e fauno del Musée Matisse di Nizza e la Natura morta con donna addormentata della National Gallery di Washington.

La risposta molto positiva del pubblico, confermata dall’affluenza elevata, dal gradimento espresso nelle interviste, dai commenti entusiasti e dalla condivisione degli argomenti pubblicati sui social network, non fa che confermare la qualità della proposta e la riuscita di questa importante scommessa.

Anche se la rassegna stampa finale non è ancora disponibile, si può già dire che la mostra ha destato grande attenzione e ottenuto ampio consenso da parte della stampa, sia nazionale che internazionale. In primo luogo da parte dei media locali che hanno dato un particolare risalto all’esposizione. Tra i quotidiani nazionali e le riviste che se ne sono occupati figurano Il Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, L’Unità, Avvenire, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, il Tempo, Libero, Il Venerdì di Repubblica, l’Espresso e molti altri. L’esposizione ha riscosso inoltre l’interesse anche di alcune testate internazionali tra le quali The New York Times che ha messo in parallelo la mostra ferrarese con quella allestita in un tempio dell’arte moderna – la Tate Modern di Londra -, definendo la rassegna italiana «acuta e illuminante». L’esposizione, inoltre, è stata seguita anche da radio e televisioni sia locali che nazionali, che le hanno dedicato numerosi servizi sui principali canali.

Com’è andata:

Risultato: 125.644 visitatori, in 115 giorni di apertura con una media giornaliera di 1.093 biglietti staccati.

L’andamento economico della mostra è stato il seguente:

Bilancio provvisorio

Preconsuntivo

1) Costo della mostra

€ 1.810.441,89

2) Entrate nette di mostra

€ 1.662.634,89

3) Sponsorizzazioni

4) Contributo Regionale

€ 199.300,00

€ 65.000,00

Alcune informazioni

La settimana migliore è stata dal 20 al 26 aprile, con 13.191 visitatori.

Il giorno peggiore e quello migliore: il peggiore è stato mercoledì 4 giugno, quando a staccare il biglietto sono state 364 persone e il migliore il 25 aprile quando i biglietti staccati sono stati 2.978.

Aperture serali straordinarie: la mostra ha osservato numerose aperture straordinarie a cominciare dal weekend di Pasqua: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 aprile, e successivamente il venerdì 25 e sabato 26 aprile, giovedì 1 maggio, tutti i venerdì e i sabati di maggio, domenica 1 giugno e tutti i giorni dal 5 al 15 giugno. In queste giornate è stato possibile visitare la rassegna sino alle ore 23.00 (chiusura biglietteria ore 22.30).

Il bookshop ha registrato un buon gradimento, sia per quanto riguarda i materiali prodotti appositamente dalla Fondazione Ferrara Arte per la rassegna, sia per quanto riguarda quelli di altra realizzazione.

La mostra sui social network: anche in occasione di Matisse la presenza di Palazzo dei Diamanti nei social network ha avuto come finalità quella di raggiungere un pubblico sempre più vasto, attento e partecipe della nuova realtà digitale.

• Facebook: dall’apertura della mostra i fan della pagina dei Diamanti su Facebook (facebook.com/PalazzoDiamanti) sono aumentati del 31,4%, raggiungendo un totale di 17.459 fan di cui circa 85% provenienti da “fuori provincia”;

• Twitter: il profilo Twitter di Palazzo dei Diamanti (twitter.com/PalazzoDiamanti) ha 2.402

follower, con una portata stimata di 3.661.981 utenti e con oltre 545 menzioni di utenti provenienti da “fuori provincia”;

• A supporto dei social network primari anche Instagram, con 480 follower, desta interesse sia intorno all’immagine del Palazzo stesso, sia a momenti specifici di attività in mostra (concerti jazz nel giardino, allestimento, presenza di personalità legate al mondo dell’arte, della politica e dello spettacolo che hanno visitato la mostra…)

Gli ospiti delle strutture ricettive: un altro numero significativo è quello dei clienti degli hotel, degli alberghi e dei bed and breakfast di Ferrara e provincia che hanno visitato la mostra con un biglietto a costo scontato, i quali sono stati 3.072, pari al 2,45% del totale del pubblico.

Alcuni dati ricavati dalle interviste al pubblico (n. 4.493)

La provenienza del pubblico: il 48,05 % è venuto dall’Emilia-Romagna, seguito dal Veneto con il 18,99%, Lombardia 7,92%, Friuli Venezia Giulia Trentino 5,34%; Toscana 4,83%, il 14,87% dalle restanti regioni.

Le prime in classifica: Bologna è la città che ha dato più visitatori alla mostra con il 18,23%; segue subito Ferrara e la sua provincia con il 12,26% (rispettivamente 8,57% e 3,69%), a distanza Padova 5,74%, Modena 5,68%, Ravenna 4,25%, Milano 3,00%, Venezia 2,96%, Treviso 2,83%, Forlì Cesena 2,60% e Rovigo 2,47%.

«È venuto a Ferrara appositamente per visitare la mostra?»

ha risposto sì il 75,01%

ha risposto no il 7,28%

ha risposto di essere di Ferrara il 12,26%

non ha risposto il 5,45%

d. «Come è venuto a conoscenza della mostra?»

26,06% pubblicità su quotidiani e riviste

15,20% sito internet della mostra

13,55% articoli su quotidiani e riviste

9,59% grazie alla segnalazione di conoscenti

7,59% newsletter

5,14% manifesti e locandine

3,72% depliant ricevuto a casa

3,38% associazioni culturali/ricreative

1,94% non risponde

Il giudizio sulla mostra è stato positivo per il 98,26%, negativo per 0,58%, non ha risposto l’1,16%

Un pubblico fedele: il 73,47% delle persone ha dichiarato di aver già visitato almeno una mostra a Palazzo dei Diamanti, mentre il 24,53% è venuto per la prima volta. Non risponde il 2,00%.

Hanno visitato i musei ferraresi:

il 52,57%

il 45,07% non ha visitato i musei ferraresi

il 2,36% non risponde

Hanno intenzione di visitare i musei ferraresi:

il 72,20%

il 10,00% non è interessato

il 17,80 % non risponde

La mostra e la città: molti hanno dichiarato di essere venuti a visitare la mostra e di ripartire in giornata (il 64,66%), ma un buon numero avrebbe pernottato in città o in provincia (il 19,62%): chi una notte 45,74%; chi due notti 30,88%; chi addirittura più di due notti 15,76%; non risponde il 7,62%.

Strutture ricettive: i più gettonati gli alberghi (51,94%), seguiti dai bed and breakfast (22,09%), dalle case private (14,21%), dai camper (5,43%) e infine dagli agriturismo (1,16%). Non risponde il 5,17%.

E in futuro? Alla domanda «desidera essere informato sulle nostre future iniziative?» c’è chi ha risposto «sì» dimostrando l’intenzione di tornare (89,14%), chi ha dichiarato di ricevere già informazioni (8,10%) e chi non ha voluto lasciare il proprio indirizzo (1,56%). Non risponde l’ 1,20%.

Facilitazioni

In occasione della mostra di Matisse è continuata con successo la vendita dei biglietti “famiglia” 9.382, pari al 7,49%. Invece i possessori “MyFe Card” (la carta turistica della città che dà diritto a molte agevolazioni) che hanno usufruito della riduzione del biglietto di mostra sono stati 738, pari allo 0,59%.

Inoltre è continuato l’accordo fra le mostre di Palazzo dei Diamanti e tutti i musei della città in base al quale con il biglietto intero della mostra è stato possibile entrare nei musei a prezzo ridotto e viceversa. In mostra si sono presentati 910 visitatori provenienti dai musei e 738 possessori della MyFe card.

Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei

Ad usufruire di questo servizio sono state 26.619 persone organizzate in gruppi, di cui: 13.806 adulti e 12.813 studenti delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie. Da sottolineare la notevole presenza di istituti scolastici provenienti dalla città e dalla Provincia con un totale 6.468 studenti, ma anche di studenti provenienti da fuori Ferrara che sono stati 6.345, dato che sottolinea l’interesse suscitato dalla mostra anche al di fuori dei confini cittadini.

Le prevendite dei singoli visitatori sono state in totale 11.698 di cui : 2.161 singoli hanno usufruito del servizio di prevendita telefonica mentre 9.537 hanno acquistato il biglietto on-line sul sito.

Dei biglietti venduti online 6.080 hanno riservato la giornata e la fascia oraria; 1.315 hanno scelto gli open/regalo e 2.142 sono stati open/hotel.

Da evidenziare quindi l’andamento molto positivo che continua a registrare la modalità di acquisto online sia dei biglietti per i singoli visitatori sia del biglietto “open/regalo”, un biglietto senza vincoli di data e orario che offre l’opportunità di programmare con calma la visita all’esposizione e può anche essere un’idea regalo originale.

Altro successo sono stati i biglietti famiglia, con tariffa agevolata per i nuclei familiari. Anche per questa mostra è continuata la collaborazione con gli hotel e le strutture ricettive di Ferrara e Provincia che hanno avuto la possibilità di acquistare, sempre online, i biglietti per i propri clienti con tariffa scontata.

In totale i biglietti della mostra che sono stati prevenduti – tra singoli e gruppi – sono 38.317.

Le visite guidate alla mostra prenotate tramite l’ufficio Informazioni e prenotazioni di Palazzo dei Diamanti sono state n. 534 per un totale di 11.511 persone interessate, tra studenti di tutti i gradi scolastici e gruppi di adulti.

>> INIZIATIVE DIDATTICHE E CULTURALI IN OCCASIONE DELLA MOSTRA MATISSE, LA FIGURA

Com’è ormai consuetudine delle mostre ai Diamanti, Matisse, la figura ha messo in moto una molteplicità di iniziative didattiche e culturali, organizzate dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, grazie al sostegno di Eni, in sinergia con diverse istituzioni e associazioni. L’intento è stato quello di permettere al pubblico di ogni età di accostarsi, da diversi punti di vista, ad una delle più grandi personalità artistiche di tutti i tempi per scoprire alcuni segreti della sua arte e, al tempo stesso, addentrarsi nel contesto nel quale si è sviluppata. I riscontri molto positivi confermano il successo dell’iniziativa.

LE INIZIATIVE E GLI ESITI

Proposte didattiche

Intitolato programmaticamente L’atelier di Matisse, il progetto didattico dedicato alla mostra è stato quanto mai segnato dalla sperimentazione e dall’operatività.

Dalla collaborazione tra la Fondazione Ferrara Arte e la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara è nato un progetto della compagnia di arti performative Collettivo Cinetico per le scuole secondarie di secondo grado: Cinetico 4.4 è il nome del laboratorio diretto da Francesca Pennini che ha coinvolto gli studenti al punto da renderli protagonisti di performance sui temi matissiani, sulla scena formidabile della mostra aperta al pubblico. L’entusiasmo dei giovani autori, registi e attori e i commenti degli insegnanti sottolineano il carattere innovativo e gli esiti molto positivi della proposta.

Sempre all’insegna dell’apprendimento attivo e cooperativo, ma in un ambito spiccatamente interdisciplinare, si segnala il lavoro di una classe del Liceo Roiti. Gli studenti, sotto la direzione delle docenti di Disegno e Storia dell’Arte e Matematica ed Elementi di Informatica, hanno concepito e sviluppato una app didattica, Matisse, forma e colore: un’occasione preziosa per impegnarsi in prima persona nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella sperimentazione di nuove tecnologie, realizzando un dispositivo a disposizione dei propri coetanei che conta già moltissimi download.

Un ottimo riscontro hanno avuto anche le iniziative rivolte a bambini e ragazzi.

Ristampati e nuovamente esauriti, i supporti didattici “interattivi” Disegna con Matisse hanno confermato l’interesse per questo strumento ideato da Cristina Francucci e da “Senza titolo” Associazione culturale che è giunto ormai alla terza edizione. Si tratta di un dispositivo educativo per famiglie e scuole studiato per guidare i giovanissimi visitatori, passo dopo passo, alla scoperta partecipata delle suggestioni che hanno acceso l’immaginario di Matisse.

Un’accoglienza molto positiva ha avuto anche il libro illustrato che Ferrara Arte ha dedicato, come di consueto, ai bambini: Henri è Matisse e io… chi sono?. Il racconto per parole e immagini di Eva Montanari ha fatto rivivere, con raffinata intensità, le tappe salienti della vita e dell’arte di Matisse, alla luce di quel sentimento che ha saputo interpretare in modo straordinario: la gioia. Il libro è stato anche lo spunto per un laboratorio condotto dall’autrice nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, gremita di bambini e genitori.

Per i più piccoli, il Laboratorio delle Arti dell’Istituzione dei Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie ha messo a punto il progetto Posare per Henri Matisse. La metodologia del laboratorio e della “visita attiva” consolidata negli anni da Lucia Boni e Isabella Guidi ha permesso ai bambini della scuola dell’infanzia, attraverso l’esperienza concreta, di avvicinarsi al processo creativo dell’artista. Sullo stesso tema sono stati organizzati dei partecipati incontri per gli insegnanti.

Presenze 2.679

Materiali diffusi 13.262

Altre iniziative culturali e didattiche

Vasta adesione ha avuto anche l’articolato programma di attività culturali fiorite attorno alla rassegna, a partire dal ciclo di conferenze Sguardi su Matisse, organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte, presso la Sala Estese. Studiosi italiani e stranieri di ambiti istituzionali differenti, dal Museo all’Università, hanno ripercorso, da varie angolazioni, le prospettive di lettura dell’opera dell’artista francese aperte dai temi della mostra.

Il giardino di Palazzo dei Diamanti è stato, poi, teatro di due serate eccezionali organizzate dal Gruppo dei 10, in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte. I visitatori della mostra hanno potuto assistere ai concerti della nota band Blue Naïf e dell’inedito ensemble Icarus Quartet, nella cornice del monumento “by night”, che hanno registrato il tutto esaurito.

Anche il festival Invenzioni, organizzato dal Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale, è si è sviluppato in stretta connessione con la mostra: l’edizione 2014 si è focalizzata sul grande compositore Igor Stravinskij privilegiando il suo legame con l’arte e con Matisse in particolare. Due laboratori didattici, che hanno coinvolto gli Istituti Comprensivi “Cosmè Tura” e “Alda Costa”, hanno proposto, da un lato, un workshop di drammatizzazione musicale sviluppato a partire da alcune pagine di Stravinskij, dall’altro, un’indagine sui significati del termine “colore” in ambito pittorico e musicale giungendo ad una vera e propria manipolazione di un tema musicale stravinskiano che è stato “colorato” in modi diversi. Parallelamente sono stati dedicati al compositore russo, nel Salone d’Onore della Pinacoteca Nazionale e, presso il Ridotto del Teatro Comunale, Il giovane Stravinskij e la Parigi di Matisse, un incontro di studio e un concerto.

Presenze 1.183

Il bilancio complessivo è di 3.862 presenze e di 13.324 materiali diffusi

DATI ANALITICI

Conferenza di presentazione della mostra agli insegnanti

2 dicembre 2013, Sala Estense

Presenze: 342

Henri è Matisse e io… chi sono?

Libro per bambini, testo e illustrazioni di Eva Montanari, Ferrara Arte Editore

942 copie vendute

Laboratorio a cura di Eva Montanari

5 aprile, Sala Agnelli – Biblioteca Ariostea

Presenze: 98

Cinetico 4.4

Laboratorio del Collettivo Cinetico, diretto da Francesca Pennini, organizzato da Fondazione Ferrara Arte e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

– 6 classi delle scuole secondarie superiori (2 appuntamenti per ogni classe)

Presenze 143

Matisse, forma e colore

App didattica gratuita realizzata dal Liceo Scientifico “Antonio Roiti” di Ferrara con la collaborazione di eniscuola e Fondazione Ferrara Arte

– Classe 4H (corso di Autonomia delle Scienze Sperimentali), coordinamento docenti Brigida Balboni (Disegno e Storia dell’Arte) e Mariacristina Fornasari (Matematica ed Elementi di Informatica)

Partecipanti al progetto: 31

Download al 15 giugno: 3.382

Disegna con Matisse

Progetto a cura di Cristina Francucci e “Senza titolo” Associazione culturale, in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte

Visite animate per le famiglie e le scuole primarie e secondarie di primo grado:

– classi partecipanti: 61

– famiglie partecipanti: 11

Presenze: 1832

Supporti didattici “interattivi”

9.000 copie distribuite gratuitamente

Posare per Henri Matisse

Progetto del Laboratorio delle Arti dell’Istituzione dei Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie, a cura di Lucia Boni e Isabella Guidi

– Conferenze per gli insegnanti

– Laboratorio per gli insegnanti

– Laboratori per le scuole dell’infanzia, 4 classi coinvolte (3 appuntamenti per ogni classe)

Presenze: 233

Sguardi su Matisse. Ciclo di conferenze

Organizzato da Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara

Sala Estense

– 4 incontri: Chiara Vorrasi (Gallerie d’Arte Moderna e contemporanea | Fondazione Ferrara Arte), Jolanda Nigro Covre (Università di Roma “La Sapienza”), Tomàs Llorens (Storico dell’arte, già direttore Museo Thyssen-Bornemisza e Museo Reina Sofía di Madrid), Giuseppe Di Natale (Fondazione Ferrara Arte)

Presenze: 408

Jazz a Palazzo dei Diamanti

Gruppo dei 10, in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte

Giardino di Palazzo dei Diamanti

– 23 maggio, Blue Naïf

– 5 giugno, Icarus Quartet

Presenze: 400

Il giovane Stravinskij e la Parigi di Matisse

Concerti e incontri in occasione del festival Invenzioni, organizzati da Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale, Fondazione Ferrara Arte e Pinacoteca Nazionale di Ferrara

– 2 laboratori con due classi dell’Istituto Comprensivo “Alda Costa” e una classe dell’Istituto Comprensivo “Cosmè Tura”, Pontelagoscuro, a cura di Elisa Franco, Giulio Arnolfi e Nicola Badolato

– 7 marzo, Pinacoteca Nazionale, Salone d’Onore, concerto introdotto da Lorenzo Rubboli (Conservatorio di Ferrara), Ensemble del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, direttore Stefano Cardi

– 29 marzo, Ridotto del Teatro Comunale, incontro di studio coordinato da Nicola Badolato (Università di Bologna), interventi di Nicola Badolato, Elena Cervellati, Elia Andrea Corazza, Chiara Vorrasi. Concerto, Ensemble del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara; Giulio Arnofi, direttore.

Presenze: 375

>> In fondo alla pagina la scheda scaricabile della mostra in programma dal 19 aprile al 19 luglio 2015 “La rosa di fuoco”.

LAVORI PUBBLICI E MOBILITA’ – I cantieri attivi in città dal 23 al 29 giugno
Asfaltatura di un tratto di Corso Giovecca: viabilità e deviazioni dal 24 giugno
20-06-2014

Questo l’elenco degli interventi e dei cantieri operativi o in fase di attivazione nel territorio comunale nel periodo dal 23 al 29 giugno prossimi, condotti sotto la supervisione dei tecnici e degli operatori del Settore Opere pubbliche e Mobilità del Comune.

Maggiori informazioni e schede descrittive di alcuni di questi interventi sono disponibili sul sito http://mappaopere.comune.fe.it

>> NUOVI INTERVENTI

INTERVENTI STRADALI

Riasfaltatura di un tratto di Corso Giovecca a partire da martedì 24 giugno

A partire da martedì 24 giugno inizieranno i lavori per il rifacimento della pavimentazione stradale, previa fresatura del manto esistente, del tratto di corso Giovecca dall’incrocio di via Mortara – via Ugo Bassi fino alla Prospettiva. Pertanto, come informa una nota del Servizio Infrastrutture Mobilità e Traffico del Comune di Ferrara, la viabilità seguirà le seguenti modifiche:

– per veicoli in uscita dalla città: sarà istituito il senso unico di marcia con direzione, dall’incrocio via Mortara – via Ugo Bassi, verso piazzale Medaglie d’Oro, via Pomposa;

– per i veicoli con direzione centro cittadino: il percorso alternativo è percorrere via Rampari San Rocco, via Fossato di Mortara, via Mortara.

La durata dei lavori, salvo avverse condizioni meteo, è prevista di circa una settimana.

>> In fondo alla pagina (“Allegati scaricabili”) la cartina con le deviazioni che subirà il traffico veicolare

MANUTENZIONE ALLA SEGNALETICA

Lavori di realizzazione di interventi straordinari di segnaletica stradale

Salvo condizioni meteo avverse nelle giornate di giovedì 26 e e venerdì 27 giugno sono previsti interventi straordinari di segnaletica stradale nelle seguenti strade (non è prevista la chiusura al traffico):

– via Cattaneo, 46 (area carico-scarico)
– via S.Margherita – via F.lli Navarra (percorso ciclo-pedonale)
– via Ungarelli, 70 (inversione carico-scarico con cassonetti Hera)
– via Tancredi, 12 (area invalido)
– via Coperta, 24 (area invalido)
– via Ariosto, 55-51 (modifica parcheggio moto e carico-scarico)
– via Foro Boario, 203 (area carico-scarico)
– via Beata Lucia da Narni (area invalido)
– via Saraceno, 24-32 (area carico-scarico)
– via Fortezza, 13 (area invalido)
– via Frescobaldi, 69 (area invalido)

>> AGGIORNAMENTI DAI CANTIERI IN CITTA’

Piazza/Parcheggio in via Bologna zona Cappella Revedin

Procedono i lavori per la realizzazione del nuovo piazzale/Parcheggio in Via Bologna nella zona Cappella Revedin. In particolare si procede con la pavimentazione della nuova piazza/parcheggio, mentre si va ormai completando il nuovo impianto di pubblica illuminazione e sono stati messi a dimora otto tigli nelle rispettive aiuole perimetrali. La conclusione dell’opera è prevista entro il mese di giugno 2014. L’intervento prevede complessivamente la sistemazione di un piazzale di circa 1.500 mq. destinato a parcheggio per 70 posti auto ma utilizzabile anche come piazza in caso di manifestazioni o mercati; il piazzale sarà contornato da ampi marciapiedi dove troveranno spazio alcune aiuole alberate ed avrà l’accesso carrabile da via Gaetano Recchi attraverso la creazione di una strada interna asfaltata; l’area sarà dotata di un nuovo impianto di pubblica illuminazione perimetrale. L’opera è finalizzata alla creazione di un parcheggio per favorire lo scambio modale con il trasporto pubblico tramite la ristrutturazione di uno spazio aperto recentemente acquisito dall’Amministrazione Comunale

ALTRA EDILIZIA PUBBLICA

Lavori di recupero edificio ex scuola di Boara da adibire a Centro Sociale

CENTRO SOCIALE DI BOARA

Proseguono i lavori per la ristrutturazione del centro sociale “La ruota” di Boara, che prevede opere edili ed impiantistiche per il ripristino di parte del corpo di fabbrica adiacente all’attuale sede del centro Importo dei lavori € 180.567,96. Importo complessivo dell’opera € 250mila.

EDILIZIA SOCIALE E SCOLASTICA

REALIZZAZIONE DELLA NUOVA SCUOLA MATERNA AQUILONE NELLA ZONA SUD DELLA CITTA’

Proseguono i lavori iniziati lunedì 17/3 di realizzazione della nuova scuola materna Aquilone finanziata con fondi Regionali per la ricostruzione post-sisma. La durata prevista per i lavori è di 180 giorni, Importo dei lavori € 1.316.745,46; Importo complessivo dell’opera € 1.850.159,95.

EDIFICI E BENI CULTURALI-MONUMENTALI

Al Museo di Storia naturale interventi di restauro e riqualificazione impiantistica

Sono in corso, dal 3 giugno scorso, nella sede del Museo di Storia naturale di via De Pisis i lavori per la riqualificazione dell’atrio e altri locali e per la messa a norma impiantistica.

Gli interventi prevedono in particolare la sistemazione dell’area di ingresso, con il rifacimento della bussola in vetro e la ricollocazione della biglietteria, il rifacimento dell’impianto elettrico e dei corpi illuminanti, la tinteggiatura di tutto il vano scala, il rifacimento dei servizi igienici e la compartimentazione di alcuni locali esterni nei laboratori con l’ausilio di pannelli REI 120 e porte REI.

La durata prevista dei lavori è di 90 giorni e l’importo complessivo dell’opera è di 80mila euro.

Restauro di Casa Minerbi-Dal Sale

Prosegue l’opera di restauro di Casa Minerbi-Dal Sale mirata a recuperare le sale del pian terreno, da adibire a biblioteca dell’Istituto di Studi Rinascimentali, e il loggiato, destinato a sala conferenze e riunioni. Al piano superiore le sale di quella che fu la casa di Giuseppe Minerbi saranno sottoposte a un’attenta e capillare opera di revisione e manutenzione di quanto realizzato da Piero Bottoni nel restauro voluto, appunto, da Giuseppe Minerbi. L’intervento, coordinato da Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna con la collaborazione dell’arch. Keoma Ambrogio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, è progettato e diretto dagli architetti Costanza Cavicchi e Francesca Pozzi per la parte architettonica e dallo Studio Step per la parte relativa agli impianti. La fine lavori è prevista per il 24/12/2014.

Manutenzione straordinaria della Mura Estensi

– Baluardo di San Paolo

Si sono conclusi i lavori al terrapieno del Baluardo di San Paolo, nell’ambito del piano di interventi sulle antiche Mura di Ferrara.AGGIORNAMENTO – L’intervento ha puntato a una complessiva riqualificazione dell’area, con il duplice obiettivo di rimozione del degrado e di salvaguardia del paramento murario di sommità. Tra gli interventi eseguiti figurano una radicale sfrondatura delle alberature spontanee prospicienti il parapetto e la risagomatura della superficie terrapienata. Quest’ultima opera è stata effettuata con l’intento di allontanare dal paramento murario le acque meteoriche, concausa del continuo degrado e sfaldamento della sommità del Baluardo, che è stata consolidata e protetta con la stuccatura delle connessioni murarie. Lo sfrondamento e la rimozione delle siepi ha permesso anche una complessiva riqualificazione delle aree verdi pubbliche di Rampari di San Paolo e via Piangipane, con un intervento di pulizia straordinaria da parte di Hera.

– Mura nord

Prosegue con i lavori alle Mura del tratto nord l’attuazione del Progetto di restauro conservativo e riqualificazione di tratti delle antiche Mura estensi. L’intervento riguarda la parte della cortina muraria “rossettiana” da cui è iniziata l’opera di restauro del primo Progetto Mura (FIO 1986), e in particolare il tratto compreso tra il quinto e l’ottavo torrione, con al centro l’antica Porta degli Angeli. In programma interventi di verifica, consolidamento strutturale e restauro conservativo del paramento murario verticale su entrambi i lati (lato vallo e lato terrapieno) e della muratura di sommità con interventi di stuccatura di protezione.

AGGIORNAMENTO: Gli interventi sono stati completati nella porzione di mura compresa fra l’ottavo torrione e la Porta degli Angeli e sono ora in corso nel tratto fra la Porta degli Angeli e il quinto torrione

– Baluardo di San Giorgio

Nell’ambito dei lavori di manutenzione al baluardo di San Giorgio è stata completata la pulizia della sommità del barbacane, con l’abbattimento e la rimozione di tutti gli alberi ad alto fusto presenti e della vegetazione spontanea, e con lo sfalcio dell’erba. E’ stato eseguito uno scavo di sbancamento, per portare la terra al livello della sommità muraria ed è stata demolita la muratura di sommità danneggiata. Si è quindi provveduto al rifacimento della cordolatura di mattoni speciali pieni e della relativa copertina di sommità. Sul paramento verticale sono state già completate la sostituzione dei mattoni decoesi, la pulizia con idrolavaggio di tutta la superficie, il rifacimento della stuccatura del parapetto del barbacane e la pulizia delle superfici lapidee presenti negli angoli del barbacane, con la relativa integrazione delle parti mancanti.

AGGIORNAMENTO: Sui lati di via Porta Romana e via Bartoli è stato rimosso il ponteggio e si sta ora procedendo alla realizzazione del percorso ciclopedonale sulla via Bartoli con gli stessi materiali già utilizzati in via Marco Polo, per completare il collegamento protetto tra le mura est e sud. L’intervento si concluderà con il restauro del paramento murario sul lato dell’area verde di via Bartoli.

Recupero del Baluardo dell’Amore
I lavori di recupero e restauro del Baluardo dell’Amore sono ripresi con le opere necessarie al restauro della porta sul lato verso San Giorgio e dei paramenti murari delle strutture della torre (ossia l’antica Porta d’Amore).

EDILIZIA SOCIALE E SCOLASTICA

Interventi di ripristino con miglioramento sismico della scuola elementare Ercole Mosti di Ferrara

Sono in corso i lavori di ripristino e miglioramento strutturale anti-sismico della scuola elementare Ercole Mosti di via Bologna, gravemente danneggiata dal sisma del maggio 2012.

L’intervento prevede: inserimento a livello del solaio del sottotetto di tiranti metallici; miglioramento dei collegamenti dell’orditura lignea del tetto con piastre e barre metalliche; costruzione di nuove pareti interne per aumentare la resistenza al sisma del fabbricato; consolidamento dei solai lignei; consolidamento delle pareti dell’androne al piano terra tramite intonaco armato su entrambe le facce; riparazione dei danni causati dal sisma (lesioni su archi e architravi); sostituzione dei controsoffitti pesanti in arelle con controsoffitti in cartongesso.

Sono già stati eseguiti i lavori di demolizione, di rinforzo degli architravi delle finestre e delle porte, di rinforzo delle fondazioni, di ricostruzione delle pareti interne, di consolidamento dei solai e delle pareti dell’androne e di posa dei ponteggi esterni. Sono attualmente in corso lavori di consolidamento della copertura e stesura intonaco. Si stanno installando controsoffitti.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Lavori di realizzazione del nuovo impianto di pubblica illuminazione della Piazza Trento Trieste, nell’ambito dei lavori di riqualificazione urbana della Piazza

Sono in corso le opere di installazione e alimentazione dei lampioni sul listone. Il progetto prevede l’installazione di sei pali storici con basamento in ghisa, dotati ciascuno di tre apparecchi illuminanti con lampade CPO-TW da 90W montati su pastorali storici tipo “Ferrara” che riproducono quelli storicamente presenti nella città. Sono in corso, e proseguiranno nelle prossime settimane, le opere di posa dei faretti per l’illuminazione architetturale della fiancata del Duomo e della torre campanaria. Prosegue inoltre la posa dei faretti, incassati nella pavimentazione, per l’illuminazione del portico del Duomo.

Lavori di adeguamento impiantistico in via Marconi

La posa del nuovo impianto di pubblica illuminazione in via Marconi nel tratto tra via Michelini e via Padova è ultimata. I avori sono sospesi in attesa della fornitura Enel per l0’accensione del nuovo impianto e la rimozione di quello esistente.

Lavori di straordinaria manutenzione in esecuzione da parte di Hera nell’ambito dei lavori straordinari del contratto di servizi

– Sono in corso di esecuzione i lavori per la manutenzione straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione di Via Aguiari e Via Angelini. I lavori prevedono la sostituzione degli attuali punti luce con lampade al mercurio con nuovi apparecchi dotati di lampade al sodio, ad alta efficienza energetica. E’ previsto inoltre il rifacimento delle linee di alimentazione e dei sistemi di sostegno. Saranno interessati complessivamente venti punti luce.

– Sono inoltre in corso di esecuzione i lavori di adeguamento dell’ impianto di pubblica illuminazione di Via delle Statue, nel tratto compreso tra la rotatoria di via Caretti e via Tebaldeo. I lavori prevedono il rifacimento degli attuali punti luce, con lampade al mercurio, con nuovi apparecchi dotati di lampade al sodio da 70 W, ad alta efficienza energetica. E’ prevista inoltre la sostituzione dei pali e il rifacimento delle linee di alimentazione. Saranno interessati complessivamente diciannove punti luce.

VERDE PUBBLICO

Lavori riqualificazione in aree gioco e parchi scolastici
Proseguono nell’area di Via Ticchioni i lavori relativi al progetto di riqualificazione delle aree gioco di pertinenza di aree verdi e scuole ubicate nel territorio del Comune di Ferrara. che hanno riguardato diverse aree.

Le operazioni di sfalcio dell’erba

Proseguono le operazioni di sfalcio dell’erba curate da Amsefc spa, sotto la supervisione dei tecnici dell’Ufficio Verde del Comune di Ferrara.
Il programma delle operazioni riguarderà sia il centro città, sia le aree del forese.

Per la prossima settimana sono previsti sfalci nelle seguenti vie ed aree attrezzate:

Baarlam, Via Mulinetto, Via Trenti, Xvi Marzo 1853, Boschetto, Aguscello, Via Bixio, Boara, Via Tebaldeo, Fratelli Aventi, Media Pascoli, Media Battara, Coc. Focomorto, Elem. Poledrelli, Sonika, Bauletti Centro S.Rocco, Area Attrezz. Montiperticari, Aree Attrezzate Barco, Aree Attrezzate Doro, Area attrez. A.D’Este, Bauletti Centro A.D’Este, via Penavara, Via Pandolfina, Via Cervella, Via Cembalina, Via Cavo Ducale, Via Sgarbata, Via Olmo, Via Spinazzino, Via Stanga, Via del Bilancino, Via Quercia, Via Rottole, Masi Frasbalda/Cervella e Cervella/Vallicelle, Via Cascina da v. Cembalina a ex scuole Spinazzino, Via Forno, via Aeroporto, via Galvana, comparto San Martino, via Malagu, Malborghetto, Futteti, Mizzana, rotatoria via Rotterdam, Rizzieri-Toti, Chiostro S. Spirito, Mercato Dei Polli, Parcheggio Ex Brunelli, Coramari Ardsu, Darsena-Ingresso Porto, Ghiara, Piangipane-Ripagrande, S. Francesco, Cassoli, Piave, Mille – Martinelli, XXIV Maggio, Giacomo, Ex Mof, S.Paolo, Podgora, via Darsena.

OPERE DI PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

A Boara un nuovo impianto fognario all’avanguardia

Sono ancora in corso i lavori riguardanti il nuovo impianto fognario che dalla fine della prossima primavera entrerà in funzione a Boara per iniziativa di Comune ed Hera.

Si tratta di un investimento di 750mila euro che si inserisce nel quadro di un ampio piano di interventi concordato da Comune ed Hera. Il nuovo sistema è fra i più moderni esistenti. È basato sull’innovativo ‘funzionamento in depressione’: un sistema di condotte e pozzetti che, tramite la produzione del vuoto e il funzionamento di apposite valvole di regolazione, è in grado di aspirare i reflui raccolti dalle condotte.La scelta progettuale di adottare un sistema fognario in depressione consente di intercettare la fognatura esistente dal centro abitato e dall’area di recente espansione, nella parte sud della frazione, creando un sistema unico e centralizzato che aumenti l’efficienza di controllo da parte dei tecnici HERA e contribuisca a migliorare le condizioni ambientali. Un altro obiettivo è creare per tutta la frazione una soluzione di collettamento unica, elastica e durevole, che consenta di collegare in un prossimo futuro un numero assai maggiore di utenze rispetto a quello attuale. Il nuovo impianto offrirà la possibilità d’interconnettere altre tipologie di rete, a gravità o in pressione, ottenendo la massima elasticità progettuale futura. I lavori termineranno entro il mese di maggio 2014.

Maggiori informazioni e schede descrittive di questi e di altri interventi sono disponibili sul sito http://mappaopere.comune.fe.it

INTERPELLANZA – Presentata dal gruppo Forza Italia in Consiglio comunale
Riduzione del livello di prestazioni sanitarie dell’Ospedale di Cona
20-06-2014

Questa l’interpellanza pervenuta:

– il gruppo Forza Italia in Consiglio comunale ha interpellato il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessora alla Sanità Chiara Sapigni in merito alla riduzione del livello di prestazioni sanitarie dell’Ospedale di Cona.

FERRARA SOTTO LE STELLE – Presentata ufficialmente la rassegna musicale in piazza Castello e Chiostro S.Paolo dal 22 giugno all’1 agosto
Pop e rock si fondono sotto le stelle di Ferrara
20-06-2014

E’ stata presentata ufficialmente giovedì 19 giugno a Ferrara nella sede di Segest, main sponsor dell’evento, l’edizione 2014 della rassegna musicale “Ferrara sotto le Stelle”.
All’incontro con i giornalisti sono intervenuti, oltre a Roberto Roversi curatore del festival, il vicesindaco Massimo Maisto, la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, il presidente di Segest Paolo Bruschi, Matteo Andreolini (Zuni) e Paolo Marcolini (Arci).

LA SCHEDA – FERRARA SOTTO LE STELLE 2014 (a cura degli organizzatori)

La diciannovesima edizione di “Ferrara sotto le Stelle”, ospitata nelle splendide cornici di Piazza Castello e nel chiostro di S.Paolo, nel cuore della città, è come sempre ricca di appuntamenti importanti, che spaziano all’interno di tutta la musica indipendente. In questi anni il Festival, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Ferrara e la collaborazione di Arci Ferrara, si è imposto all’attenzione generale per avere saputo coniugare nomi di riconosciuto prestigio e giovani autori di talento, intrattenimento di livello e piacevoli scoperte, grande spettacolo e ricerca, per uno spaccato musicale estremamente vario, ma sempre di altissima qualità.

>> IL CALENDARIO

Domenica 22 giugno, ore 21:00

THE NAKED AND FAMOUS + BLACK CITY LIGHTS

*CORTILE DEL CASTELLO ESTENSE, INGRESSO 20 €

Unica data italiana del lanciatissimo quintetto neozelandese. La band di Auckland ha all’attivo due album e alcuni singoli riempipista negli indie-club, grazie alla sua capacità di coniugare il divertimento più sfrenato del miglior electro-pop e sonorità più evocative e atmosferiche.

Mercoledì 16 luglio, ore 19:30

“Tra Ferrara e la Luna”

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA feat. DENTE e RACHELE BASTREGHI,

+ MARIA ANTONIETTA + NICOLO’ CARNESI

*CORTILE DEL CASTELLO ESTENSE, INGRESSO 18 €

“Per il 16 luglio mi sono immaginato una festa a cielo aperto dentro il cortile del Castello. Uno dei posti più magici di questa magica città. Inizierà nel pomeriggio e andrà avanti tutta la sera, si chiamerà TRA FERRARA E LA LUNA che è un verso di una bellissima canzone di Lucio Dalla. Io trasalivo sempre quando sentivo nominata la mia città, in un libro, in un film o in una canzone, mi sembrava splendido e stranissimo.

Per questo ritorno a casa ho pensato di portarci le persone che ho conosciuto negli ultimi anni facendo questo strano lavoro, miei amici e musicisti che amo. Di portarli nella mia città, una città che continuo ad abbandonare e in cui continuo a ritornare. Ci sarà Dente che ho conosciuto proprio la prima volta che sono andato a Milano e abbiamo iniziato i nostri viaggi quasi assieme. Ci sarà Rachele Bastreghi dei Baustelle che ha una voce stupenda che mi gira sempre in testa e con la quale abbiamo anche registrato un pezzo assieme un paio di anni fa. E ci sarà Levante e sul palco ci scambieremo le canzoni. Prima di noi suoneranno Maria Antonietta e Nicolò Carnesi, sono appena usciti i loro dischi che sono stati la colonna sonora dei miei viaggi in furgone durante questo tour e per me sarà stupendo invece quel giorno sentirli suonare dal vivo su quello stesso palco. Sarà una giornata speciale e sono felice che sia a Ferrara.” Vasco Brondi.

Giovedì 17 luglio, ore 21:30

KODALINE

*CORTILE DEL CASTELLO ESTENSE, INGRESSO 15 €

Il giovane quartetto irlandese, autore di un video di culto capace di catalizzare 8 milioni di visualizzazioni su YouTube, si è imposto all’attenzione del pubblico con uno stile musicale fatto di melodie accattivanti, intenso ed emozionante, da molti accostato a quello dei Coldplay.

Martedì 22 luglio, ore 20:30

THE NATIONAL + SAN FERMIN

*PIAZZA CASTELLO, INGRESSO 30 €

Proiettati verso una platea sempre più ampia da sei album sorretti da un songwriting elaborato e prezioso, i National tingono di crooning ombroso le loro trame acustiche, innervate da vividi inserti di synth e potenti progressioni ad alto tasso emotivo.

Venerdì 25 luglio, ore 21:00

BASTILLE + GEORGE EZRA

*PIAZZA CASTELLO, INGRESSO 30 €

Due delle giovani realtà inglesi più entusiasmanti del momento. Rivelazione musicale dell’anno, oltre 2 milione di copie vendute con il singolo “Pompeii”, i Bastille si sino imposti anche in Italia grazie alla loro capacità di produrre un sound fresco e accattivante, in equilibrio tra pop e rock. Apertura di lusso con l’astro nascente dell’indie-folk inglese, che ad appena 20 anni ha già all’attivo un Disco di Platino con “Budapest”, brano da mesi in alta rotazione nell’airplay nazionale.

Lunedì 28 luglio, ore 21:00

SIMPLE MINDS

*PIAZZA CASTELLO, INGRESSO 30 €

La mitica band di Glasgow, autrice di alcuni album considerati pietre miliari del rock degli ultimi tre decenni, celebra la sua lunga carriera con uno show che raccoglie tutte le perle del suo sterminato repertorio.

Venerdì 1 agosto, ore 21:00

FRANZ FERDINAND + THE CRIBS

*PIAZZA CASTELLO, INGRESSO 32 €

Grazie ad irresistibili melodie neo britpop e alla carica festante dei loro live, la band di Glasgow ha saputo imporsi ai vertici delle classifiche mondiali, diventando il simbolo del successo esponenziale dell’indie-rock contemporaneo.

Web: www.ferrarasottolestelle.it

E-mail: contact@ferrarasottolestelle.it

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Ferrara sotto le stelle | off | @ Zuni Ou†door

Domenica 6 luglio, ore 21:30

DEMDIKE STARE

*CHIOSTRO DI SAN PAOLO, INGRESSO 15 €

Il duo di produttori inglesi si è imposto nella scena internazionale con un peculiare percorso di ricerca sonora e visuale, un inedito mix di campionamenti di vinili pescati in ogni angolo del pianeta con un surreale collage di immagini e vecchi filmati.

Sabato 12 luglio, ore 21:30

TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD

* CHIOSTRO DI SAN PAOLO, INGRESSO 20 €

E’ un vero e proprio dialogo in simbiosi il progetto in progress tra il compositore e sound designer italiano, noto al pubblico per le colonne sonore dei film di Salvatores, Sorrentino, Molaioli, Vicari e tanti altri, e il grande musicista tedesco, leader degli Einsturzende Neubauten e membro storico dei The Bad Seeds di Nick Cave.

Web: www.ferrarasottolestelle.it

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E-mail: contact@ferrarasottolestelle.it

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Sulla costa comacchiese tante iniziative per un ricco week-end

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Non c’è che l’imbarazzo delle scelta tra le tante occasioni di intrattenimento, svago e divertimento che in questo fine settimana apriranno le porte all’estate sulla costa comacchiese.
Si comincia a Comacchio domani pomeriggio, sabato 21 giugno, con il “Mercatino dei ragazzi”, che dalle ore 17.30 alle ore 19.30 animerà la centralissima piazza Folegatti tra le bancarelle allestite dai più piccoli con libri usati, figurine, giocattoli, pupazzi, oggetti vari, destinati al baratto e/o alla vendita.
Dalle ore 19 animazione, giochi, laboratori, trucca-viso in Piazzetta Trepponti accenderanno l’atmosfera ad una serata davvero speciale, quella di “Sognando una parata di barche in festa”, l’attesissima sfilata degli equipaggi allegorici, che tanto successo hanno riscosso durante l’ultima edizione del Carnevale sull’acqua. Alle ore 21 infatti un magnifico e sgargiante serpentone di barche agghindate in abito da sera lancerà gli ormeggi dal Trepponti, per avanzare lungo i canali interni, tra musica, divertimento, lancio di gadgets, proprio come è avvenuto durante l’edizione invernale della kermesse carnevalesca. Entrambi gli eventi sono inseriti nel calendario de “Il festival dei ragazzi”, promosso su tutta la Riviera Adriatica da Unione di Prodotto Costa ed entrambi sono gestiti e coordinati dalla Coop sociale Girogirotondo, con il sostegno ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. “Sognando una parata di barche in festa” culminerà con il grande spettacolo dei mangiafuoco de “La grande burla”.
Al Lido di Pomposa, sempre domani sera, alle ore 21.30 prenderà il via la rassegna musicale “Jazz in rosa”, promossa dall’Assessorato alle Istituzioni Culturali con concerti dedicati alle grandi interpreti femminili della musica afro-americana (tutti AD INGRESSO GRATUITO). Protagonista di questa prima serata sarà Stefania Chiari, che proporrà una carrellata introduttiva dedicata alle regine del jazz.
Domenica 22 giugno, al mattino si svolgerà a Comacchio la quarta edizione del motoraduno nazionale “FIAMME GIALLE, organizzato a scopo benefico da appartenenti alla Guardia di Finanza. Alla sera l’arena di Palazzo Bellini, dalle ore 21.30 ospiterà il saggio di fine anno accademico di A.S.D. Akemi Dance Center (sempre ad ingresso gratuito), mentre al Lido di Spina saranno i brani e le musiche in voga negli anni ’50 e ’60 ad accogliere i visitatori e i turisti in Viale delle Acacie (dalle ore 21.30) per il “Festival del Rock and Roll”.

Presentazione dell’operazione Artemide

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Sei reati contestati (in campo sanitario, edilizio, paesaggistico e ambientale), quattro sanzioni amministrative per un totale di 4.500 euro, senza contare il lavoro dei magistrati che potrebbe portare a condanne fino ad un paio di anni o sanzioni sui 40mila euro.
È quanto è capitato a due cittadini romeni, padre e figlio, residenti nell’Argentano, pizzicati con oltre una tonnellata di pesce abusivamente pescato nel canale circondariale di Valle Lepri, fra cui siluri, carpe e tinche.
La complessa operazione, intitolata significativamente Artemide (la dea protettrice dei pesci) che ha portato alla denuncia a piede libero dei due, ha richiesto mesi di appostamenti e pedinamenti, fino all’esito finale nell’aprile scorso.
“È il frutto di una collaborazione – dice il comandante Claudio Castagnoli – fra polizia provinciale, carabinieri, polizia municipale, guardia costiera e azienda Usl di Ferrara, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Ferrara, Ciro Alberto Savino”.
È impressionante la sfilza di reati compiuti dai due uomini, perché oltre alla pesca abusiva, sono incorsi nella pessima conservazione del prodotto, nella lavorazione del pesce come attività aziendale in una costruzione abusiva, peraltro in zona soggetta a tutela ambientale, e nello scarico a cielo aperto degli scarti di lavorazione.
Le forze di polizia sono convinte che l’organizzazione si estenda numericamente ben oltre le due persone individuate.
La finalità dell’intera attività illecita sarebbe la destinazione del pesce ai mercati di paesi come Grecia e Romania, con il rischio che a seguito di ulteriori lavorazioni il prodotto, già una bomba sanitaria alla partenza, torni poi sui mercati nazionali.
“Abbiamo provveduto anche – ha precisato il capitano Roberto Rapino dei carabinieri – al sequestro del veicolo sul quale era trasportato il pesce, perché non climatizzato e privo di cella frigorifera”.
Per farsi un’idea della pericolosità del fenomeno, oltre agli aspetti igienico-sanitari, uno dei due stessi romeni fermati ha dichiarato che se non si mette uno stop a questa attività, tra cinque anni l’intero fiume Po potrebbe essere vuoto”.
A dare manforte all’inquietante scenario giunge anche una valutazione recente fatta dal dipartimento di biologia dell’Università di Ferrara, secondo il quale fra il 2012 e il 2013 sarebbe andato perduto in provincia circa un terzo del patrimonio ittico.
Da qui l’importanza di un coordinamento sempre più stretto tra forze di polizia ed enti “Per fermare un’attività illegale – hanno sottolineato il capitano Rapino e il tenente di vascello Tommaso Pisino della guardia costiera – che intacca il patrimonio ittico del territorio”.
“Il problema non è certamente risolto con questa operazione – ha concluso il comandante Castagnoli –, ma certamente è stato assestato un colpo importante ad un’organizzazione la cui sconfitta definitiva richiede collaborazione fra noi e l’aiuto delle segnalazioni di cittadini e pescatori”.
All’incontro di presentazione dell’operazione erano presenti anche il comandante della polizia municipale di Argenta e Portomaggiore, Carlo Carlini, e il responsabile del modulo organizzativo controllo prodotti della pesca dell’Ausl di Ferrara, Alcide Mosso.

Questa sera terzo appuntamento del percorso di incontri incentrati sull’esortazione Evangelii Gaudium di Papa Francesco

da: Gentedisinistra Ferrara

Incontro promosso da Rinascita Cristiana, Pax Christi, Gentedisinistra e singole persone credenti e non credenti; dei contenuti, del respiro e della proposta della Evangelii Gaudium , discuteranno con noi un monaco teologo ed un intellettuale non credente: Padre Gianni Giacomelli, Priore del monastero camaldolese di Fonte Avellana, e il Prof. Luigi Alfieri, Docente di antropologia politico-culturale e antropologia delle religioni presso l’Università di Urbino

Un gruppo di associazioni e singole persone, sia credenti che non credenti, ha trovato nell’esortazione “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco un documento che, oltre ad occuparsi dell’azione evangelizzatrice dei cattolici e del cambiamento della Chiesa, tocca temi che sfidano tutte le persone, a qualunque fede o area culturale appartengano, ad intraprendere percorsi nuovi in tutti i campi della vita umana: delle relazioni sociali, dei rapporti col pianeta, dei rapporti personali, della pace e così via, proponendo nuovi orizzonti anche nel modo di intendere la spiritualità. Si avverte il nuovo calore e la nuova apertura con cui Papa Francesco ha chiesto ai cattolici di uscire dai propri recinti ma, allo stesso modo, interpella tutti ad uscire dai propri schemi e ad interrogarsi sugli orizzonti della vita e della storia, particolarmente in quest’epoca gravida di pericoli ma anche di possibilità nuove di giustizia e di liberazione.
IL PAPA PROPONE UNA RIFLESSIONE CHE CHIAMA NON SOLO LA CHIESA MA TUTTI QUANTI, CREDENTI E NON CREDENTI, AD USCIRE DAGLI SCHEMI E INTRAPRENDERE UN COMUNE PERCORSO ALL’ALTEZZA DEI TEMPI.
Abbiamo avvertito un nuovo calore ed una nuova apertura che, riteniamo, non possono lasciarci fermi ma ci chiamano a discutere col Papa delle questioni che ha posto. Può apparire inconsueta la partecipazione a questa iniziativa, insieme ad associazioni cattoliche, anche di un’associazione che solitamente si occupa di temi politici ma, al di là delle scelte religiose ciascuno ritiene di fare o meno, tutti abbiamo ritenuto che il modo ed i contenuti del documento in questione ed in genere degli interventi del papa costituiscano una novità rilevante nel contesto nazionale e internazionale, cogliendo le crisi e le svolte epocali e di paradigma da cui è attraversato il pianeta a tutti i livelli. Lo stesso documento papale non lascia da parte la politica ma la interpella e la invita a compiere un salto di qualità sostanziale all’altezza delle svolte epocali cui siamo di fronte. Nessuno può ignorare le riflessioni alte che il documento papale propone e la novità che rappresenta, anche a prescindere dall’accordo o meno su singoli argomenti..
Un altro aspetto che volevamo cogliere è la novità del coinvolgimento diffuso che questo Papa è riuscito a creare, anche singolarmente molte persone si sono sentite interpellate e chiamate ad un cambiamento, cerdenti o non credenti che fossero.
Abbiamo quindi pensato, dopo un primo emozionante incontro con don Giovanni Nicolini che ha fatto emergere il cuore spirituale dell’esortazione di Papa Francesco, che almeno uno degli incontri dovesse consentire a tante singole persone di dire quali parti del documento le hanno colpite e perché e così di partecipare ad una lettura collettiva del documento leggendo direttamente i brani scelti. Ne è uscito un secondo incontro originale in cui i ‘relatori’ erano le persone partecipanti che hanno potuto leggere e commentare i loro brani preferiti e discuterne con tutti gli altri.
L’ultima iniziativa, di cui vi chiediamo di dare notizia ai cittadini ferraresi, è un incontro pubblico in cui emerge la cifra distintiva del percorso proposto, non chiuso nei rispettivi recinti ma aperto al contributo di credenti e non credenti. Discuteranno con noi del respiro e della proposta del documento Evangelii Gaudiium: un monaco teologo, padre Gianni Giacomelli priore di Fonte Avellana, Gianni Giacomelli, ed un intellettuale non credente prof. Luigi Alfieri docente di antropologia e socilogia all’università di urbino.
L’incontro si tiene venerdì 20 giugno ore 20,45 presso la sala della Musica, chiostro di S.Paolo via Boccaleone n.19.
Un’annotazione importante sul luogo di questa conferenza stampa. Vi abbiamo invitati nella sede di Banca Etica che ci ospita gentilmente, perché è il simbolo materiale di un tema toccato con passione nel documento papale: abbandonare il culto del denaro come valore fine a sé stesso per ricondurre tutto ad un uso etico del denaro, della finanza, con al centro l’uomo e non un potere che schiaccia gli individui e crea ingiustizia e morte. Banca Etica è la dimostrazione che si può fare.

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Giornata del Rifugiato 2014, i dati dell’Emilia-Romagna

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore Marzocchi: “Nel nostro paese è possibile creare le condizioni perché l’accoglienza delle persone richiedenti asilo superi i canoni dell’intervento emergenziale”. I dati dell’Emilia-Romagna, “terra d’asilo”

“Passare dalla gestione dell’emergenza a un progetto di sistema”. È questo l’auspicio dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna Teresa Marzocchi in occasione della Giornata del rifugiato, che si celebra oggi, 20 giugno, in tutto il mondo. “Un passaggio obbligato e da fare subito – sottolinea l’assessore – , che serve in primo luogo a salvaguardare le condizioni di dignità e civiltà, sia di chi è accolto che di chi accoglie”. Marzocchi è intervenuta stamani a Roma all’iniziativa organizzata dall’Unhcr, a Palazzo Senatorio; erano presenti Laurens Jolles (delegato Unhcr per il Sud Europa), Filippo Bubbico (viceministro ministero dell’Interno) e Lapo Pistelli (viceministro ministero Affari Esteri). La giornata è iniziata con la visita alla mostra fotografica itinerante “The European Dream: road to Bruxelles” allestita su un tir e che farà tappa in diverse città italiane prima di raggiungere Strasburgo e Bruxelles.
“Nel nostro paese – ha ricordato l’assessore – è possibile creare le condizioni perché l’accoglienza delle persone richiedenti asilo superi i canoni dell’intervento emergenziale per diventare un sistema organico, strutturato, sostenibile: la volontà c’è e da tempo. Fin dal termine dell’emergenza Nord-Africa, infatti, sia come istituzioni – e l’Emilia-Romagna su questi temi è di riferimento – sia come rappresentanze dei diversi enti della società civile, ci siamo attivati per costruire un percorso alla luce dei successi e degli errori del passato”.
Il primo dato positivo è rappresentato dalla costituzione del Tavolo nazionale presso il ministero dell’Interno. “Certo un gran passo avanti – prosegue Marzocchi – per la possibilità di costruire proposte e risposte condivise”, ma non basta: è necessario andare verso l’assunzione “di una responsabilità condivisa anche nel livello sovrannazionale di tutto il tema migratorio – conclude l’assessore – . Solo così si potrà realizzare un’Europa più aperta e più giusta, che sia non solo della moneta e dell’economia, ma delle persone e delle culture”.

Emilia-Romagna, terra d’asilo. I dati
Prima Regione a inserire esplicitamente i rifugiati tra i destinatari degli interventi previsti dalla legge per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati (legge regionale 5/2004), l’Emilia-Romagna si contraddistingue come una “terra d’asilo”, per le numerose iniziative volte a rendere effettivo questo diritto fondamentale. Secondo i dati comunicati dalle Questure dell’Emilia-Romagna (escluse le Questure di Piacenza e Rimini), sono 3.765 i permessi di soggiorno attivi al 31/12/2013- leggermente in calo rispetto al 2012 – rilasciati a favore di immigrati bisognosi di protezione, sotto diverse forme: richiesta di asilo, Regolamento di Dublino, status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria. Persone, dunque, che non si trovano nel nostro Paese per motivi di lavoro, famiglia, studio, ma perché in fuga da persecuzioni individuali (religiose, politiche, etniche, di genere), da guerre o da violazioni generalizzate dei diritti umani.

Il dato certamente non esaurisce il totale delle presenze dei rifugiati in Emilia-Romagna: poiché sul territorio regionale vivono persone con permessi di soggiorno rilasciati da altre Questure (tipicamente quelle del Sud Italia, le zone di sbarco), e poiché la rilevazione non include le persone arrivate già a partire dai primi mesi del 2014 in seguito all’avvio dell’operazione “Mare Nostrum”. Le presenze risultano essere suddivise in maniera abbastanza equa tra i diversi territori provinciali, nello specifico: Bologna: 1.079; Ferrara: 332; Forlì-Cesena: 157; Modena: 711; Ravenna: 377; Parma: 523; Reggio Emilia: 586.

Simone Ferraresi, note estensi: “La musica è il mio linguaggio, con lei sono
cittadino del mondo”

Mi ricordavo di Simone ai tempi del liceo, quando qualche amico parlava di lui come di uno studente riservato e taciturno. Qualcuno sussurrava “è silenzioso, particolare, sempre chiuso in casa o nelle grandi aule del conservatorio a suonare il pianoforte, è un tipo un po’ strano”. Certo che fra i ragazzini, un coetaneo che passa le sue giornate in compagnia di uno strumento musicale piuttosto che di un pallone o di una radio dove si ascoltano partite o canzonette, può apparire un po’ particolare. Io non lo conoscevo, dunque, personalmente, lo incrociavo mentre andava al conservatorio di via Previati, era amico di mio fratello Nicola che, a differenza di molti, mi diceva che quel ragazzino era un vero prodigio. Ho ritrovato Simone Ferraresi dopo tanti anni, per caso, in rete, lui a New York, io a Mosca, e mi sono incuriosita. Mi piaceva vedere, sapere e leggere che quel ragazzino dai capelli rossi era ora arrivato a essere un giovane professore in America e che aveva suonato nelle sale più prestigiose del mondo. Viaggiando per la vecchia Europa, approdando ai pubblici moscoviti, e non solo. Allora l’ho contattato e ho voluto saperne di più. Ho scoperto anche con piacere che il suo forte legame con Ferrara è rimasto intatto, anzi forse rafforzato, come accade a molti che si allontanano. A me per prima. Eccoci qui allora a parlare con lui e di lui, in vista di un importante evento che, grazie a lui, si terrà a Ferrara dal 18 al 26 luglio, il Ferrara Piano Festival.

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Il logo del Ferrara piano festival
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Simone Ferraresi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho voluto preparare questa intervista partendo da alcune parole chiave che ritengo legate a Simone e che possono in qualche modo, scusate l’espressione, definirlo, disegnarlo. Queste parole chiave, che mi ha ispirato, sono al momento cinque: viaggio, Russia, stelle, sogno, Ferrara. Alla fine dell’intervista capiremo insieme se le ho indovinate o se ne aggiungereste altre.

Ho cercato di studiare, al meglio, il tuo percorso personale e professionale. È incredibilmente e talmente ricco di esperienze che mi viene proprio da definirti cittadino del mondo. In questo interessante viaggio di vita, quale paese ti è rimasto maggiormente nel cuore e perché?
Credo fosse Arthur Rubinstein che alla domanda “Qual è il suo compositore preferito” rispose: “quello che sto suonando”. Questo è ciò che sento quando mi chiedi quale paese mi è rimasto nel cuore. La gente di ogni paese in cui ho vissuto ha contribuito a formare la persona che sono adesso. Quando m’immergo in altre culture, mi lascio istruire dalla loro storia. Per me non ci sono nazioni, ma culture, credenze, usi e costumi. Vivendo negli Stati Uniti ho toccato con mano aspetti culturali positivi quali ottimismo, onestà, ambizione e resistenza alla sofferenza (resilienza). In Italia c’è il detto “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”, per cui l’ottimismo all’americana viene visto con diffidenza. In America è il contrario, essere pessimisti è essere dei perdenti e non portare il sorriso stampato in faccia equivale a mancanza di fiducia in se stessi (soprattutto nell’ambiente di lavoro, ma anche in generale). Io, invece, apprezzo anche il pessimismo e la tristezza di alcune culture, derivanti da diverse esperienze e percorsi storici delle popolazioni, qualità queste che purtroppo non trovo in America. Non c’è quasi mai nella cultura bianca americana un riferimento alla tristezza e alla malinconia, se non forse nelle canzoni country (più che altro una nostalgia, ma non profonda come un tango argentino o triste come una canzone classica giapponese). Il fatto che in alcune culture lo stile di vita sia ottimistico o pessimistico dimostra che non esiste un modo ideale di atteggiarsi alla vita, come quello che si trova nelle librerie sugli scaffali nella sezione “self-help”. Da ogni paese apprendo e assorbo solo le qualità che m’interessano. Ad esempio, il patriottismo lo considero una qualità negativa, come tanti altri aspetti della cultura americana che non apprezzo. Avere la nazionalità americana non fa per me perché la mia identità rimane italiana. Detto questo, la mia vera nazione e linguaggio rimane la musica: essendo sempre con me, mi permettere di vivere a casa mia ovunque io mi trovi.

Davvero molto bella questa immagine della casa sempre con te, la tua musica. Ammetto che io provo la stessa sensazione con la scrittura. Mi piace portare con me solo le mie emozioni, passate e presenti, e la penna che mi permette di tracciarle. Anche per me questa è casa, la mia mano che traccia sull’onda di ciò che la mia anima ha catturato. Mi piace molto questa linea comune che ci unisce. Sapevo che avrei trovato qualcosa di più in te di quel poco che conoscevo… Ma torniamo a te. Mi ha molto colpito la tua presenza, se pur saltuaria, a Mosca, non solo perché mi ci trovo in questo momento e credo di viverla intensamente ma perché credo che la Russia sia da sempre la culla della musica. Se dovessi ricordare un luogo di Mosca che ami o che trovi particolarmente interessante e associarlo ad un compositore o ad alcune note, dove mi consiglieresti di andare, di sedermi a contemplare cosa o dove passeggiare ed ascoltando che cosa?

Vorrei che tu andassi a casa di Alexander Nikolayevich Scriabin, se non ci sei ancora stata. Adesso è un museo ma l’appartamento è rimasto fermo al giorno in cui il compositore morì, nel 1915. Si possono osservare il tavolo e le sedie nella sala da pranzo. La guida indica addirittura la sedia dove lui abitualmente sedeva. Si vedono i suoi abiti, il suo letto, lo studio e la scrivania dove giace lo spartito con abbozzi dell’ultima opera che stava scrivendo, il “Mistero”. Puoi ammirare anche la sua libreria, piena di libri di esoterismo, teosofia, fisica e metafisica. Il suo telefono. Mi ha colpito molto il fatto che un compositore d’inizio novecento disponesse di un telefono. Quando ho suonato le musiche di Scriabin nella sala da concerto sotto il suo appartamento ho avvertito una grande responsabilità, quasi timore.

Ci andrò presto, promesso, e sarà magari l’occasione di riparlarci… Amo molto la letteratura russa e la trovo fonte di grande ispirazione, insieme alla musica e alle bellezza di alcuni paesaggi e giardini che si possono ammirare in primavera. Se quindi ti chiedessi di mettere in musica un romanzo russo, che so un Notti Bianche di Fëdor Michajlovič  Dostoevskij, mi diresti che sono impazzita o avresti qualche idea e ispirazione (sempre al fine di stuzzicare il tuo animo da compositore…)?
Dostoevski è il mio scrittore preferito. Ho letto quasi tutto, tranne alcuni dei racconti e il Giocatore che ho interrotto anni fa. Ciò che accadde a livello culturale in Russia tra gli anni ’60 dell’ottocento e gli anni ’40 del novecento è uno dei miracoli artistici, a mio parere, più importanti dell’umanità. Letteratura, arti visive, musica, danza, quale altro paese in quel periodo ha potuto raggiungere simili vette in tutte le discipline artistiche? Per quanto riguarda la musica classica, la cosiddetta grande musica fino al tardo romanticismo è quasi interamente un prodotto mitteleuropeo, mentre da Tchaikovsky in poi si nota un’esplosione di creatività nei compositori russi: Scriabin, Rachmaninov, Stravinsky, Prokofiev i più grandi. Non mi azzarderei a mettere in musica la letteratura russa perché, nonostante sia un appassionato, non ho mai vissuto in Russia per un periodo tale da conoscere a fondo la loro cultura. Credo non sarei in grado di interpretarla correttamente.
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Mi permetto di dissentire dalla tua considerazione precedente. Credo che saresti davvero capace di farlo… pensaci. Un altro aspetto interessante del tuo percorso, a mio avviso, è il richiamo al mondo delle stelle. Mondo magico di per sé, come magico sai essere quando suoni. Mi piace pensare a te come a un compositore con la testa fra le stelle, per non dire fra le nuvole, con rispetto parlando, tipico di un autentico sognatore. Ad ogni modo, ti vedo come una persona che guarda in alto, verso il cielo e che ad esso si ispira. Come definiresti questo richiamo al mondo delle stelle del tuo Alcyone?

Ricordo di avere scelto il liceo scientifico con l’intento specifico di studiare astronomia. Ci rimasi molto male quando mi resi conto che astronomia non si studiava affatto, a parte alcuni cenni durante il quinto anno. L’astronomia è sempre stata uno dei miei interessi principali perché la ritengo molto legata alla musica. L’influenza maggiore per quanto riguarda la relazione musica/stelle è stata senza dubbio Scriabin, con la sua visione mistica e missione teosofica della musica. Pensa che aveva immaginato di eseguire il suo Mistero, opera purtroppo rimasta incompiuta, sulle montagne dell’Himalaya e in tale occasione si immaginava campane che suonavano dal cielo.

Ti definiresti un sognatore? Io ti definirei tale, se non altro per il coraggio che hai avuto di seguire i tuoi sogni, ma chiedo a te. Se sì, come ti immagini la relazione, a mio umile avviso molto forte, fra musica e sogno? La dimensione del sogno e dell’immaginario ricco di sorprese mi sembra particolarmente adatta a te, scusa se insisto sul punto… Ci tornerò anche dopo…
Sognatore sì, ma non al livello di Scriabin! Invecchiando sono diventato più razionalista, anche se c’è una cosa che addolcisce il mio pensiero scientifico e questa è il linguaggio musicale, per il quale stento a trovare spiegazioni coerenti. Le discussioni sull’estetica musicale e i motivi per cui certa musica suscita sensazioni e emozioni specifiche su certe persone sono sempre discutibili e non riescono a raggiungere un grado di oggettività soddisfacente. Siccome sono un musicista classico, suppongo stiamo parlando di musica classica. Maurizio Pollini disse in un’intervista che la musica è indispensabile all’umanità in quanto necessaria come lo sono i sogni. Ma io credo che la dimensione del sogno legata a quella della musica classica possa essere intuita da persone che hanno un certo background o piattaforma di conoscenza, per cui è un discorso relativo: dipende da chi ascolta che cosa. Per quanto riguarda la musica classica europea, la maggior parte delle persone al mondo non dispone di una cultura musicale “occidentale” per essere in grado di apprezzarla ed essere emozionati da essa. Questo non toglie che molti siano trasportati nella dimensione del sogno dai tanti altri generi musicali, come pop, rock, jazz oppure da linguaggi musicali non appartenenti al mondo occidentale. Alcuni esempi di musica non classica che possono darmi emozioni contrastanti come malinconia o euforia sono il gruppo Sigur Ròs, il musicista Egberto Gismonti, il tango argentino. Infine, sognatore nel senso di seguire i miei sogni, sì, ma questo è soprattutto merito di New York che mi dà la forza di seguirli. Prima di venire a New York non ero così determinato.

simone-ferraresiQuando ti osservo suonare, oltre alle note che ascolto, vedo anche il tuo trasporto fisico, un corpo che accompagna il ritmo. Sembra quasi che siano le note a tirare le fila di un corpo che segue un’onda magica, senza regole o senza alcun cammino pre-tracciato. È qui che mi è venuta ancora l’immagine di te come quella di una persona legata alla dimensione del sogno, di una fantasia pura, dove un corpo segue le note quasi inerme. Immagino sia difficile, ma prova a descrivermi, se riesci, il tuo stato d’animo allo scorrere della musica…
Ci sono pianisti che si muovono molto di più! Pensa che una delle maggiori critiche che mi è stata rivolta, dagli insegnanti di pianoforte, era che non mi muovevo abbastanza, che non mi lasciavo trasportare dalla musica. Mi è, infatti, molto difficile, durante un concerto, riuscire ad arrivare a un grado di concentrazione tale da permettermi di lasciarmi andare all’espressione interiore personale, anche per via delle tante regole da rispettare mentre si interpreta il testo musicale di un compositore, al quale cerco di attenermi il più possibile. Mi si permetta una parentesi, questo dell’interpretazione del testo è un problema che è nato nel momento in cui la figura del pianista solista, circa cento anni fa, si è separata da quella del compositore e il pianista-non compositore è quindi diventato un artista nel senso di attore, ricreatore di musiche d’altri. Essere in grado di esprimere la mia personalità attraverso la musica di altri compositori significa prima di tutto essere a mio agio durante il concerto, in modo da raggiungere una completa concentrazione (il che dipende, principalmente, dalla qualità del pianoforte, dalla sua accordatura e dall’acustica della sala) e anche, ovviamente, sapere il brano benissimo (non dico alla perfezione perché ciò non esiste). Quando questo accade, allora noterai che durante l’esecuzione sono libero di muovermi liberamente e dimentico il mondo esterno: ciò che sta al di fuori di me e del pianoforte sparisce completamente e la sensazione che provo è come una trance provocata dall’essere totalmente assorbito e trasportato dall’esecuzione. Sono convinto che questo succeda ad altri musicisti, quindi credo che sia un aspetto naturale dell’atto esecutivo. Inoltre, ciò che lo spettatore vede durante un concerto è la conseguenza di mesi di duro lavoro, per cui se non si conosce il brano musicale sembra di assistere a un’improvvisazione miracolosa e talvolta, quando il pianista è molto bravo, si ha l’impressione o illusione che la musica sia creata sul momento, che l’artista sia completamente in balìa dei suoni e non segua regole. È facile e probabilmente necessario per il pubblico credere ai miti del musicista “genio”, “talento”, “carismatico” e altre romanticizzazioni varie della figura del pianista, dovute spesso all’aspetto esteriore del musicista e a come si muove sul palco più che a come e cosa suona. Si tratta quindi di una sorta di miraggio, un’impressione per chi non conosce a fondo tutto ciò che sta dietro quel momento di esibizione. Il concerto è il frutto delle circostanze che hanno portato una persona ad avere grande passione, predisposizione a livello fisico, mentale e nervoso e una certa cultura musicale, combinate a una routine di disciplina e lavoro alla tastiera che può arrivare a 40 ore settimanali. Mi pare che 40 ore di lavoro alla settimana siano nella norma, sicché ci tengo a smitizzare il luogo comune del pianista figura eccezionale o persona diversa dagli altri. Vorrei, infine, sottolineare che salire su un palcoscenico comporta un certo grado di finzione, il quale viene spesso collegato al mondo della musica classica odierno in cui hanno maggiore successo quei pianisti che si presentano in un modo accattivante o che si muovono in modo particolare o stravagante (dando quindi un’impressione di maggiore artisticità nel caso di pianisti bravi, oppure riempendo il vuoto artistico tramite l’aspetto visivo nel caso di pianisti mediocri). La teatralità del gesto pianistico è un fenomeno che c’è sempre stato, e a questo proposito mi vengono in mente le raffigurazioni di Franz Liszt durante i suoi concerti nelle quali si può ben notare un notevole trasporto fisico. Nel caso di Liszt ovviamente ci troviamo davanti a un grandissimo musicista. Altri pianisti erano noti per il loro aspetto imponente e grandi mani, come Sergej Vasil’evič Rachmaninov e Vladimir Samojlovič Horowitz. Anche se Rachmaninov era molto meno teatrale nel movimento rispetto a Horowitz. Arthur Rubinstein era pure uno che si muoveva in modo istrionico e ciò contribuiva non poco alla sua fama, come lui stesso fece notare in un’intervista. I pianisti famosi che “non si muovono”, ovvero che muovono solo gli avambracci e le dita, mi pare siano principalmente quelli della scuola italiana, ad esempio Pollini e Benedetti-Michelangeli. Nel pianismo di scuola russa invece di solito muovono di più il tronco e usano il gomito con maggiore flessibilità. In generale, la maggioranza del pubblico apprezza uno che si muove di più e proprio per questo va a vedere un pianista e non mette su un disco nel suo salotto.

simone-ferraresiVorrei ora arrivare alla tua nuova iniziativa a Ferrara, che hai lanciato sul web, raccogliendo molti consensi e che, dopo la presentazione di sabato 14 giugno al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, vedrà la sua prima edizione dal 18 al 26 luglio, nella nostra bella città. Da ferrarese nel mondo, sono, infatti, molto incuriosita (e felice) del fatto che hai recentemente fondato il Ferrara Piano Festival. Mi pare un ottimo ponte Ferrara-mondo, ce n’è bisogno. Ce ne vuoi parlare?
Il Ferrara Piano Festival è un’idea che mi è nata qualche anno fa principalmente per connettere la mia città natale con New York. Collega le tre cose che più mi stanno a cuore: il pianoforte, Ferrara e New York. Negli anni questa idea si è rafforzata e finalmente ho deciso di fondare un’associazione non-profit che si occupa di organizzare questo evento che si svolgerà a Ferrara a metà luglio. La maggior parte dei festival pianistici in Italia sono delle stagioni concertistiche con artisti già famosi, mentre il Ferrara Piano Festival è dedicato ai giovani pianisti, protagonisti assoluti della manifestazione. Uno degli obiettivi principali di questo festival è, infatti, quello di dare occasioni a giovani musicisti per farli esibire in Italia, se non italiani, e in Usa se non americani. Durante master class con maestri del pianoforte di fama mondiale, i migliori allievi verranno successivamente invitati a tenere concerti all’estero. Ho studiato a lungo molti degli eventi simili esistenti e credo che questo nostro festival abbia un format innovativo. Se compri le riviste di musica classica, noterai decine di masterclass estive in tutta Italia. Offrono tutti la master class come occasione di studio e tutto finisce al termine dell’evento, mentre nel Ferrara Piano Festival le master class sono un mezzo per promuovere la carriera concertistica.

Come credi che si possa incentivare e promuovere questa interessante ed originale iniziativa? Possiamo dare una mano e in che modo?
Sono fortunato ad avere l’appoggio delle istituzioni ferraresi, di sponsor, associazioni e persone, sia qui a New York che a Ferrara che credono nel progetto e mi stanno aiutando a realizzare questo sogno. Per ora lo scoglio maggiore è riuscire a pubblicizzare il festival a un livello internazionale, ed essendo questa la prima edizione si tratta di una impresa abbastanza ardua.

Per quanto potremo, ti appoggeremo… Cosa ti resta nel cuore di Ferrara e cosa vorresti che si sapesse di lei in una grande città come New York, dove vivi?
Fin da piccolo sono un appassionato della storia di Ferrara. Negli anni ’70 molte famiglie avevano due grossi volumi su Ferrara e la mia era una di quelle. Ricordo di aver passato ore a leggere e rileggere quelle pagine che mi affascinavano tanto, con foto in bianco e nero dei vicoli del centro storico immersi nella nebbia. Di Ferrara mi rimane sempre dentro il fascino di queste strade e stradine nebbiose e silenziose. Mi rimangono nel cuore i suoi suoni e sapori, cose che non posso avere in una grande città. Ci sono due sensazioni uditive che più di tutte mi mancano: i rintocchi delle campane nel silenzio e i canti delle rondini (a New York non ci sono le rondini). E poi, ovviamente, per un ferrarese all’estero la più grande “punizione” è di non poter gustare facilmente i cibi tipici. Quando parlo di Ferrara con i newyorkesi, la maggior parte della gente non l’ha mai sentita nominare. Se chiedo loro dove sono stati in Italia, le risposte sono sempre le stesse: Firenze, prima di tutte, e poi Venezia, Roma e Napoli. Altre piccole città come Siena, Gubbio e Norcia sono molto più famose di Ferrara. Questo mi rende triste e vorrei che si sapesse di più quanto Ferrara sia importante per l’arte, l’architettura e la sua storia legata alla dinastia estense. Secondo me la colpa principale è della scuola negli Usa, dove nel migliore dei casi, ammesso che si parli dell’Italia in storia e geografia, si affrontano prevalentemente nozioni su Firenze, Toscana, Roma e Italia centrale. Fuori dalle scuole, addirittura, l’Emilia-Romagna non è nemmeno conosciuta come una delle regioni italiane, mentre tutti conoscono la Toscana. Le uniche città emiliane relativamente note sono Parma, a causa del prosciutto e del parmigiano, e forse Modena per Pavarotti e la Ferrari. A New York, famosa per la sua internazionalità, la città di Ferrara è quasi completamente assente e mi domando perché. Per quanto riguarda la ristorazione, ho conosciuto molte persone, anche giovani, che sono venute da Ravenna, Rimini, Bologna, Modena, Parma per aprire ristoranti. Da Ferrara, nessuno. Vorrei che qualcuno venisse a New York e aprisse un ristorante tipico ferrarese. Avrebbe un successo enorme, eppure nessuno sembra comprendere questa potenzialità.

Concordo pienamente con te; sono stata, infatti, lo scorso mese di marzo, al salone del turismo di Mosca e su Ferrara, al grande stand dell’Emilia Romagna, si trovava solo un piccolo opuscoletto. La città e bellissima e ricca di storia (ricordo anch’io il famoso libro verde con titoli dorati di Chiappini sugli Estensi che circolava in casa al periodo del liceo…) e va promossa. Anche se credo che, negli ultimi anni, molti giovani ci stiano lavorando seriamente e da dentro la stessa città, ma va sicuramente fatto molto di più. Se dovessi concludere con un suggerimento ai giovani che vogliono osare come hai fatto tu, fra le cinque parole chiave che ho ritenuto adatte a te, quali prenderesti ? O ne aggiungeresti-consiglieresti altre?
Viaggio e sogno. Viaggiate per realizzare i vostri sogni.

Io ti ringrazio di cuore allora e un grande in bocca al lupo per il Ferrara Piano Festival. Continueremo a seguirti, e, sicuramente, a viaggiare e sognare con te.

Per maggiori informazioni sul Ferrara Piano Festival: [vedi]

Copia conforme: un complicato e pericoloso gioco di specchi

“Tutto cambia e non sono le promesse a impedirlo”

Italia, Toscana. James Miller, noto scrittore inglese, è ad Arezzo per presentare il suo ultimo libro, Copia conforme, un saggio sulla relazione tra originale e copia nel mondo dell’arte. Alla conferenza incontra un’affascinante, originale, stravagante (e conturbante) gallerista francese, Elle, che vive nel piccolo paese di Lucignano, con un figlio adolescente che la fa impazzire, e dove gestisce un negozio di antiquariato.

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locandina del film

La donna è immediatamente attratta dallo scrittore e, dopo aver assistito alla presentazione del libro, attraverso il suo agente, lo invita da lei. Insieme, decidono di fare una gita, durante la quale la proprietaria di un bar, dove si sono fermati a pranzo, li scambia per marito e moglie. James ed Elle stanno al gioco e trascorrono il resto della giornata fingendo di essere sposati da molti anni. La loro finzione si rivela così una copia conforme della vita coniugale, nella logica della filosofia che fa da sfondo al libro dello scrittore, e che essi accettano, secondo la quale le cose sono sempre come le facciamo apparire ai nostri occhi.
Il film comincia con una riflessione su realtà e finzione, che lascia il posto a un complicato e surreale dibattito sulle età del rapporto di coppia: l’incontro e la seduzione, la cerimonia del matrimonio, la vita coniugale, la crescita dei figli, la crisi, la convivenza durante la vecchiaia. Un complesso e pericoloso gioco di parti e specchi.
Il tutto, in mezzo a un confronto fra più culture straniere, l’inglese, la francese e l’italiana, e un bellissimo panorama rurale toscano a contorno, fatto di colline verdeggianti, panorami mozzafiato, sole, vecchie pietre, cancelli, cibo e danze.
Un girovagare parlando, pensando, fingendo e litigando. Un dramma di vita in uno degli ambienti più belli e piacevoli che si possano immaginare. Lui parla della caducità del sogno di eterna felicità degli sposi, dell’impossibilità di conservare per sempre l’impronta originale dei sentimenti. Poi, però, descrive attraverso una poesia persiana la bellezza della vita coniugale matura: è come un “giardino senza foglie. Chi osa dire che non sia bellissimo?”. Vedremo, ma credo che saremo d’accordo.

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una scena del film

La storia fra i due protagonisti è un valzer di coppia continuo, nato un po’ per caso un po’ per gioco, in cui s’inizia pensando che i due non si conoscano e, man mano che il film scorre e le scene si avvicendano, si resta confusi, finendo per pensare che i due siano stati sposati per davvero, per quindici lunghi e difficili anni, e che il loro viaggio sia un ritorno nei luoghi dove hanno festeggiato il matrimonio. Una copia conforme (di un matrimonio) di un originale (lo stesso matrimonio)? Forse vogliono provare di nuovo, anche solo per un giorno, com’è sentirsi coppia. Gioco? Scherzo di cattivo gusto? Tentativo di ricominciare? Lei, parrebbe amarlo ancora. Ma l’originale si è perduto per sempre; il miracolo di far rivivere il passato non riesce, lui non conserva nemmeno un ricordo. Ma forse sta mentendo, ha paura, e non vuole più stare al gioco.
Il regista non svela mai la verità del legame tra i due, ma pare voler ragionare sulle reazioni sparse e confuse dei personaggi di fronte al conosciuto/sconosciuto e sulla ricerca dell’essere umano di un ideale (originale) che non esiste, non accontentandosi dell’unicità di quello che ha sempre avuto tra le mani (la copia dell’ideale/originale). Tante le trame possibili.
“Meglio una buona copia che l’originale”, dice la Binoche nel viaggio in macchina verso il bel borgo di Lucignano, profumato, fiorito, luminoso e antico. Come se cercasse di convincere l’uomo che le viaggia accanto, che è lei la copia conforme della donna che lui non ha mai avuto, sia che i due abbiano avuto una storia o meno.
La risposta, alla fin fine, non l’avremo. O forse sì, l’abbiamo, perché sta allo spettatore scegliere la propria copia conforme, (re)interpretando il tutto come crede, perché la verità sta negli occhi di chi guarda, come ci vuole dire la scena del confronto tra i due protagonisti e un’anziana coppia di fronte a una statua. E su cui occorre riflettere.

“… E se il sorriso della Gioconda non fosse quello autentico, ma quello che Leonardo le ha chiesto di assumere?”… “Quindi gli originali non esistono”. “Al contrario… ci sono molti più originali”.

Copia conforme, regia di Abbas Kiarostami, con Juliette Binoche, William Shimmel, François Cluzet, Sami Frey, Italia/Iran/Francia, drammatico, 2009, 106 mn.

E’ ancora attuale lo Zecchino d’Oro?

da: Claudio Riccadonna

Lo Zecchino d’oro, l’unica, forse, “superstite” rassegna musicale per l’infanzia, ora patrimonio culturale italiano delle generazioni nate e cresciute a partire dagli anni ’60, che, ancora oggi, stimola l’impegno di preparati compositori a scrivere “sane” canzoni destinate al mondo dei più piccoli.
Volti ingenui e sorridenti, sguardi innocenti, con qualche dentino storto o assente, che continuano a suscitare, nonostante il trascorrere inesorabile del tempo, una squisita tenerezza. Bambini veri, presentati nella loro dimensione candida ed autentica, che sanno ancora giocare con le bambole o con macchinine telecomandate, che guardano con incanto e con stupore disarmante le telecamere. Interagiscono genuinamente con il conduttore che li intervista, utilizzando simpatiche frasi spezzate e sgrammaticate, che “osano” ricordare che sono ancora “figli dell’infanzia”.
Chi non rammenta, oltretutto, l’eccezionale Cino Tortorella nei panni, tra il 1959 ed il 1972, del mitico mago Zurlì, il mago buono, dotato di regolare bacchetta magica, con i capelli luccicanti, corpetto aderente in vita e calzamaglia, che ha fatto sognare tanti di noi, incollati al piccolo schermo? Come dimenticare la gentile professionalità di Mariele Ventre, che è riuscita a coniugare dolcezza, rigore e tenacia nel dirigere il brillante coro dell’Antoniano per oltre trent’anni fino al 1995, anno della sua morte, incarnando quegli ideali etici e pedagogici a fondamento delle attività musicali del coro stesso?
Una manifestazione, tuttavia, oggi quasi anacronistica, superata da tutti quegli spettacoli che portano alle luci della ribalta “giovanissimi” precocemente adultizzati, che si scontrano in gare ad alta tensione e ad eliminazione. Programmi forse inadatti all’età dei loro minori protagonisti, come talvolta ha sottolineato anche il MOIGE, acronimo che identifica il Movimento Italiano Genitori, impegnato nell’ambito sociale ed educativo per la salvaguardia e per la tutela dei diritti dei minori.
Ragazzini, alcuni dei quali in età prescolare, che, fino all’altro ieri, bevevano ancora il latte dal biberon. Sicuramente, teneri bimbetti, carini e coccolosi, ma pur sempre giovanissimi. Padroni del palcoscenico, in un rapporto disinvolto con le telecamere, quasi fossero professionisti dall’esperienza consolidata; ostentano un’invidiabile sicurezza, “sfoggiano” un repertorio musicale straordinario, imitando la voce, il modo di abbigliarsi e le movenze dei loro beniamini. Penso ad un Michael Jackson in miniatura, con una riproposizione, peraltro, di quella sorta di “rito apotropaico” non proprio di rara eleganza. Non si può nemmeno scordare la bambina di 11 anni, che qualche anno prima aveva partecipato allo zecchino d’oro, e che ora duettando con Marcella Bella, si è cimentata in un pezzo non del tutto adatto ad una ragazzina così giovane, Nell’aria, caratterizzato dalla presenza di espliciti “contenuti per adulti”. C’è un passaggio dall’evidente ed imbarazzante allusione erotica come “La mia voglia è grande, è scandalosa ormai”… il che fa sorgere, quantomeno, qualche spontanea perplessità!
“Ma Che fretta c’è!” recitava, a proposito di canzoni, un testo di Biagio Antonacci. Let the Children be Children (lasciamo che i bambini siano bambini)!

Claudio Riccadonna Ala (Tn)

provincia-ferrara

Il Presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra risponde alla lettera aperta di Legambiente

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Gentile Presidente Rizzati,

prendo atto di quale sia l’opinione del Suo Circolo in merito all’azione della Provincia di Ferrara per il territorio di Comacchio, ancora una volta non condividendo per nulla la lettura che Lei ne propone.

Non mi riferisco tanto alla differente visione dello sviluppo locale o delle politiche per il turismo (ma anche per la difesa della costa, del patrimonio naturale del Delta, della agricoltura di qualità), che possiamo avere nel rispetto dei reciproci punti di vista, quanto alla Sua pervicacia nel voler attribuire ad atti della Provincia contenuti che essi non hanno per nulla, confondendo la Sua interpretazione delle questioni comacchiesi con atti di pianificazione o di programmazione che il Consiglio Provinciale adotta nel pieno rispetto delle leggi vigenti e con la più ampia condivisione possibile di tutte le componenti della società provinciale.

Anche in questo caso Lei si premette di sottolineare, peraltro facendone partecipe la platea vasta raggiungibile con la scelta della lettera aperta, una Sua preoccupazione per future azioni di “nuovo consumo di territorio” che nulla hanno a che vedere con il Piano del Parco e con i suoi contenuti; con TUTTI i suoi contenuti, nessuno escluso.

Dove Lei legga, nel Piano del Parco, la volontà di “…destinare parecchie decine di ettari alla realizzazione di nuove strutture ricettive …… con rischi di nuova cementificazione e nuovo consumo o di territorio” proprio non è dato capire. A meno che Lei non stia interpretando, in maniera assolutamente impropria e scorretta, l’atto di pianificazione del Parco –redatto dal e con il Parco stesso e formalmente approvato dalla Provincia- come fosse un Piano urbanistico capace di attribuire valore edificatorio ad aree oggi non usabili in tal senso.

Così assolutamente non è, non è mai stato e, a leggi vigenti, mai sarà perché il compito del Piano del Parco è quello di tutelare nella misura più elevata possibile il patrimonio naturale residuo della nostra costa e di accompagnare il percorso di miglioramento della sostenibilità ambientale (ma anche sociale) della economia locale e delle decisioni che le amministrazioni comunali decideranno di assumere, in piena autonomia di pensiero e di azione.

Da ultimo, vorrei rassicurarLa Presidente sulla serena convinzione che questa Provincia ha di avere bene operato, al meglio delle sue possibilità e capacità politiche, economiche ed umane, per il sostegno a Comacchio, al suo territorio e a quello dell’intero Delta, potendo chiudere un bilancio di mandato soddisfacente pur in un quinquennio profondamente segnato da crisi strutturali e concluso con la sostanziale eliminazione di un livello di governance di area vasta che, almeno in questa nostra Regione, da più di trent’anni ha saputo mostrare le proprie capacità di gestione delle criticità e di rafforzamento della coesione territoriale.

Marcella Zappaterra
Presidente della Provincia di Ferrara

Marattin sui tagli della Bce: “Utili, ma per gli effetti
serve un anno”

“Nonostante il taglio dei tassi d’interesse sia una misura relativamente ‘veloce’ ci vuole circa un anno per poter osservare qualche cambiamento reale”. Lo ha dichiarato Luigi Marattin, assessore del Comune di Ferrara e docente di Economia politica all’Università di Bologna, in un’intervista al periodico “Quindici” realizzato dagli allievi dalla scuola superiore di giornalismo “Ilaria Alpi” di Bologna.
Rispondendo a una domanda di Giovanni Panebianco relativa ai presupposti e all’efficacia della manovra recentemente adottata dalla Bce, la Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi, Marattin ha spiegato che “si tratta di misure che servono a stimolare la domanda aggregata: servono per fare affluire più liquidità nel sistema. Ma, per quanto riguarda la loro efficacia, non ci si può aspettare di vedere risultati nell’immediato. Un altro equivoco frequente nel giudicare il successo o meno di manovre di questo tipo – ha aggiunto – sta nel pensare che bastino da sole. Servono a prendere un po’ di tempo ma vanno affiancate da riforme strutturali che risanino l’economia dei singoli stati in difficoltà”.
Perché dopo i tagli del 2013 non si è verificato il previsto abbassamento dei costi dei mutui per le famiglie?, ha domandato poi l’intervistatore.
“I tassi fissati dalla Bce – afferma Marattin – rappresentano un indicatore di riferimento, ma la durata del prestito erogato dalla banca centrale agli altri istituti di credito è a brevissimo termine. Mentre, per quanto riguarda mutui e prestiti alle imprese, si parla di prestiti a lunga scadenza. Nell’equazione, oltre alla durata, entra inoltre in gioco anche il rischio che una banca si assume quando decide di prestare soldi ai cittadini. Il mancato abbassamento del costo dei mutui si può imputare anche a un intoppo nel meccanismo di trasmissione dei tassi. I motivi sono due: scarsa solidità delle singole banche e finanze pubbliche non sane”.
Infine, l’ultimo interrogativo: dopo gli ultimi tagli si può parlare di un allentamento delle politiche di Austerity?
“Sì, se parliamo dell’Austerity monetaria, di cui la principale fautrice è la Bundesbank (l’austerity fiscale è una cosa diversa) – è la replica -. Ma non sono tanto significativi i tagli dei tassi d’interesse, quanto, piuttosto, le misure non convenzionali comprese nel pacchetto dell’operazione di Draghi. Mi riferisco al tasso negativo sui depositi (allo 0,1%), allo stop alla sterilizzazione del Security market program (che si traduce in un piccolo aumento nell’offerta di moneta) e al prestito della durata triennale di 400 miliardi di euro alle banche (targeted long term refinancing operations il termine tecnico) per far ripartire l’economia reale”.