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Da: Regione Emilia-Romagna

Prima tranche di risorse destinate a Reggio Emilia (160 alloggi), Forlì (50), Fidenza (33), Faenza (8), Ferrara (4), Mirandola (4) per abitazioni a nuclei familiari che ne hanno diritto. Nei prossimi anni, saranno recuperati via via più di 1000 alloggi della graduatoria di riserva del Piano casa regionale. Già recuperati invece 715 alloggi che necessitavano di ristrutturazioni più leggere

Bologna – Altre case rimesse a nuovo, più accoglienti ma anche più efficienti dal punto di vista energetico. In Emilia-Romagna altri 259 alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp) verranno ristrutturati attraverso nuovi fondi stanziati dalla Regione per il programma di recupero delle case popolari. L’ultima assegnazione, approvata dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini, è di circa 4 milioni di euro. Risorse destinate ai Comuni di Ferrara, Forlì, Mirandola (Mo), Fidenza (Pr), Faenza (Ra) e Reggio Emilia, che consentiranno di realizzare interventi di recupero attraverso opere di manutenzione e ristrutturazione, fino a un massimo di 50.000 euro di spesa per alloggio.

“Dalle condizioni abitative di ogni persona deriva la possibilità di vivere bene nella propria comunità e di realizzare i propri progetti di vita. Per questo-sottolinea la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini- proseguiamo nel nostro impegno continuando a intervenire su quella che è una priorità per i nostri cittadini, la casa. Attraverso un piano straordinario di recupero del patrimonio di edilizia pubblica- spiega la vicepresidente-, in Emilia-Romagna recuperiamo centinaia di alloggi e li mettiamo a disposizione di quei nuclei familiari che vivono in condizioni di particolare difficoltà economica e fragilità, e hanno bisogno di risposte urgenti, per evitare che il disagio cresca ancora di più”.

I quattro milioni rappresentano la prima tranche di un pacchetto complessivo da 21,8 milioni di euro che verranno assegnati, nell’arco di più anni, alla Regione dallo Stato, in base al decreto del 3 ottobre 2018. Risorse che permettono – e permetteranno – di finanziare quasi completamente la graduatoria di riserva del Piano casa regionale (la cosiddetta “Linea B”), inizialmente non coperta dai fondi a disposizione: un patrimonio immobiliare che supera i 1400 alloggi. Nello specifico, con questa prima tranche vengono finanziati interventi di ristrutturazione e miglioramento su 259 alloggi, di cui 4 a Ferrara, 50 a Forlì, 4 a Mirandola, 33 a Fidenza, 8 a Faenza e 160 a Reggio Emilia. Una volta terminati i lavori, gli alloggi saranno messi a disposizione dei cittadini che ne hanno diritto secondo le graduatorie comunali.

Il Piano regionale casa: un bilancio
Il totale delle risorse, tra quelle già destinate e quelle che verranno assegnate nei prossimi anni, dalla Regione ai Comuni per la “Linea B”, è di circa 50 milioni di euro di complessivi. Con questi fondi vengono finanziati interventi di ristrutturazione e miglioramento degli immobili destinati all’edilizia popolare per un totale di oltre 4000 alloggi in tutta l’Emilia-Romagna. Il Piano casa regionale ha previsto anche un finanziamento specifico per ristrutturazioni più leggere (la cosiddetta “Linea A”, per interventi fino a 15.000 euro per alloggio): con questa modalità sono già stati recuperati in l’Emilia-Romagna 715 alloggi, impiegando tutte le risorse a disposizione.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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