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“Guida e basta”, diecimila persone ieri in Piazza Maggiore a Bologna per la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Regione. E arrivano complimenti dal Quirinale e dalla Santa Sede

Dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, una medaglia per premiare la campagna. In una lettera inviata alla vigilia dell’iniziativa, l’apprezzamento e la benedizione di Papa Francesco. L’assessore Donini: “E’ un onore e motivo di grande soddisfazione”

Bologna – Diecimila persone, ieri in Piazza Maggiore a Bologna, per dire no alle distrazioni al volante. E’ l’immagine che ha fatto da cornice all’evento di presentazione della campagna di sensibilizzazione della Regione “Guida e basta”, pensata e realizzata per promuovere la sicurezza sulle strade.

E l’eco dell’iniziativa di Regione e Osservatorio regionale per la Sicurezza stradale è arrivato anche a Roma, persino Oltretevere. E’ di stamattina la notizia che la campagna di educazione e informazione rivolta ai cittadini è stata premiata con una medaglia dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Ed è arrivato dalla Santa sede, con una lettera del Segretario di Stato, anche l’apprezzamento di Papa Francesco per il “significativo evento” promosso da istituzioni e forze dell’ordine e per l’impegno a diffondere “comportamenti responsabili delle persone e delle leggi”.

“E’ un onore e motivo di grande soddisfazione – commenta l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini- il doppio riconoscimento alla Regione Emilia-Romagna e all’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale arrivato dal Quirinale e dalla Santa Sede, a coronare il successo di “Guida e basta”. Gli attestati di stima e di riconoscenza dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal santo padre, Papa Francesco, ci emozionano e ci spronano ancor di più nell’impegno per promuovere il contrasto alla guida distratta che causa decine e decine di vittime sulle nostre strade. Continueremo a lavorare con determinazione per promuovere altri importanti progetti e eventi per fermare le morti sulle strade”.
Sono state circa 10mila le presenze all’appuntamento di ieri a Bologna che ha riunito istituzioni, mondo dello spettacolo e forze dell’ordine per dire no alla distrazione al volante con un picco di circa 5000 persone alla serata trasmessa anche in diretta sulle televisioni locali.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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