Skip to main content

 

Automotive. Silk-FAW sceglie Reggio Emilia come sede del futuro Centro produttivo e di innovazione, investimento da un miliardo di euro e mille posti di lavoro per realizzare nella Motor Valley auto elettriche di alta gamma. Bonaccini: “Progetto industriale di portata mondiale. Emilia-Romagna protagonista nella ripartenza del Paese”.

La joint venture fra gli americani di Silk EV e i cinesi di FAW, fra i più grandi produttori di automobili, scelgono la frazione di Gavassa, che ospiterà lo stabilimento e il Design, research, development & innovation Center. Il presidente di Silk-FAW, Krane: “Location ideale per le nostre esigenze logistiche e produttive, attireremo talenti e risorse”. Il sindaco Vecchi: “Un fatto epocale”. L’assessore Colla: “Subito al lavoro sull’Accordo di programma”. Si tratta del primo investimento tra Cina e Italia nei segmenti auto super premium e premium.

Bologna – Il futuro dell’industria automobilistica mondiale va veloce. Guarda sempre di più alla sostenibilità e sceglie l’Emilia-Romagna per diventare il presente. Silk-FAW, la joint venture tra Silk EV, società internazionale di ingegneria e design automotive, e FAW, uno dei maggiori produttori automobilistici cinesi, ha annunciato oggi che il nuovo sito produttivo di auto elettriche di alta gamma verrà realizzato nella frazione di Gavassa, nel comune di Reggio Emilia.
Lì nascerà un futuristico Centro produttivo e di innovazione secondo parametri ecologici e senza nuovo consumo di suolo. L’area, che si estende su 320.000 metri quadrati, ospiterà infatti lo stabilimento e il Design, research, development & innovation Center di Silk-FAW. Qui verranno progettati e realizzati i modelli della serie S di Hongqi: Hongqi S9, la prima della serie “S”, progettata da Walter De Silva, ma anche la Hongqi S7.

Il progetto industriale degli americani di Silk EV e dei cinesi di FAW – 130mila dipendenti, 3,5 milioni di vetture vendute nel 2019 – compie dunque un altro passo avanti importante, dopo la nascita della joint venture lo scorso febbraio. Nel giro di un anno, in un percorso condiviso con la Regione e il territorio, si consolida un progetto che prevede investimenti per un miliardo di euro e fino a mille posti di lavoro nella Motor Valley dell’Emilia-Romagna, uno degli ecosistemi più competitivi in Italia e in Europa. Al suo interno, Reggio Emilia è centrale per le competenze locali in ambito meccatronica e robotica, fondamentali per il futuro del Made in Italy industriale. L’area di Gavassa si trova a 9 chilometri dalla stazione AV di Reggio Emilia. In macchina Gavassa si trova a 40 minuti da Milano e a soli 20 da Bologna.
La scelta dell’area è stata al centro di una videoconferenza stampa oggi in Comune a Reggio Emilia.

“Siamo entusiasti che il nostro stabilimento produttivo e innovazione sorgerà nel comune di Reggio Emilia – afferma Jonathan Krane, presidente di Silk-FAW-. Gavassa è un’area iconica per l’intero network automotive e una location ideale che risponde perfettamente alle nostre necessità logistiche e produttive. Grazie a questo sito strategico saremo in grado di attirare talenti e risorse altamente specializzati nell’area. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Reggio Emilia per averci supportato in questa scelta così importante. Siamo felici di poter contribuire alla crescita e all’innovazione della Regione attraverso l’espansione dell’infrastruttura e dell’expertise nei veicoli elettrificati”.

“L’Emilia-Romagna viene scelta per realizzare un progetto di portata mondiale- sottolinea Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna-. Due gruppi internazionali, uno cinese e uno americano, decidono di unirsi e di investire qui per numerose ragioni: le professionalità presenti, le reti regionali dell’Alta tecnologia e dei Tecnopoli, che vedono insieme le nostre università e il mondo produttivo, le filiere innovative, la formazione specialistica e le infrastrutture digitali che si rafforzano attorno al Big Data Technopole di Bologna e alla Data Valley emiliano-romagnola. Abbiamo puntato su ricerca e sviluppo, su innovazione e saperi, basti pensare a Muner, l’università internazionale dell’Automotive che ogni anno chiama in Emilia-Romagna centinaia di giovani da tutto il mondo, e oggi raccogliamo i frutti di quelle scelte. Vince l’Emilia-Romagna, dunque, e con essa il Paese, a dimostrazione della capacità di ripartire che vogliamo mettere in campo al più presto, con l’obiettivo della buona occupazione e dello sviluppo sostenibile, in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima firmato con tutte le parti sociali”.

Silk-FAW è stata costituita per sviluppare una serie di veicoli sportivi di ultra-lusso, ad alte prestazioni e a nuova energia avente come target di vendita la Cina e i mercati globali. La joint venture è il primo investimento tra Cina e Italia nei segmenti auto super premium e premium e segna un’importante pietra miliare nell’ambito dell’iniziativa Belt & Road per la Cina, l’Italia e l’industria automobilistica globale. Silk-FAW prevede di lanciare i nuovi modelli di lusso completamente elettrici e ibridi sotto la serie Hongqi ‘S’, che è posizionata per catturare le opportunità nei segmenti auto in più rapida crescita in Cina e nei mercati internazionali

“Grazie a Silk-FAW per aver scelto Reggio- aggiunge il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi-. Per la città, per la sua storia anche industriale e manifatturiera che, dalle Officine Reggiane ha contribuito alla crescita del modello economico emiliano, questo risultato ci arricchisce nella contemporaneità di una nuova competenza distintiva destinata a segnare in positivo il nostro futuro. Essere riusciti ad attrarre un investimento di questa portata rappresenta una grande opportunità, un fatto epocale che posiziona Reggio Emilia come città europea dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile baricentrica nella Motor Valley emiliana. Un investimento che porterà posti di lavoro, rafforzamento del sistema produttivo ma soprattutto una grande opportunità per diventare sempre più città internazionale ed attrattiva. Ma è anche la dimostrazione che il sistema della Motor Valley lungo l’asse della via Emilia è ormai punto di riferimento mondiale”.

Il sito ospiterà la produzione non solo della Hongqi S9, la prima della serie “S”, progettata da Walter De Silva e svelata all’Autoshow di Shanghai, VP Styling and Design di Silk-FAW, ma sarà anche sito di manifattura della Hongqi S7. Con l’obiettivo di accelerare la continua crescita di Silk-FAW, la società aveva annunciato la scorsa settimana l’ingresso di Amedeo Felisa come Special Advisor del presidente Krane e membro del Senior Advisory Board.
“Adesso vogliamo subito metterci al lavoro per arrivare a un Accordo di programma che coinvolga il territorio- spiega Vincenzo Colla, assessore regionale alle Attività produttive-, con l’obiettivo di accompagnare l’insediamento Silk-FAW, sostenere investimenti innovativi in ricerca, nuove tecnologie, formazione, in collegamento con le Università e gli Enti di ricerca dell’Emilia-Romagna. Il progetto avrà un forte impatto in termini di occupazione, sviluppo e sostenibilità, e ci permetterà di rafforzare la filiera della componentistica e dei servizi innovativi. Guardiamo alla ripartenza con fiducia, grazie a un ecosistema territoriale attrattivo e ad alto valore aggiunto”.

La Motor Valley e la rete regionale delle conoscenze scientifiche:
La Motor Valley dell’Emilia-Romagna è un distretto industriale unico al mondo forte di 16.500 aziende e oltre 90mila addetti, con 16 miliardi di fatturato annuo e un export di 7 miliardi. Qui hanno radici e sede marchi noti in tutto il mondo: Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Magneti Marelli, Maserati, Pagani e Toro Rosso.
La Rete regionale dei Tecnopoli è formata da 10 infrastrutture, dislocate in 20 sedi sul territorio dell’Emilia-Romagna, che ospitano e organizzano attività e servizi specializzati a supporto dell’innovazione delle imprese, delle persone e del territorio. La Rete favorisce la circolazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, in stretta sinergia con la ricerca industriale emiliano-romagnola. Insieme ai Laboratori di ricerca industriale – promossi da università e centri di ricerca – e ai Centri per l’innovazione, fanno parte della Rete regionale Alta Tecnologia.

FAW Group:
China FAW Group Corporation (FAW), già China First Automobile Works, è stata fondata il 15 luglio 1953, quando fu costruito il suo primo impianto di assemblaggio. FAW è uno dei più antichi e grandi produttori automobilistici cinesi, conta più di 130.000 dipendenti, un capitale sociale di 35,4 miliardi di RMB e un patrimonio totale di 457,83 miliardi di RMB.
Gli impianti di produzione di FAW si trovano nelle province di Jilin, Liaoning e Heilongjiang, nella Cina nordorientale, nella provincia di Shandong e nella municipalità di Tianjin, nella regione autonoma di Guangxi Zhuang e nella provincia di Hainan, nella Cina meridionale, nella provincia di Sichuan e nella provincia dello Yunnan, nella Cina sud-occidentale.
Il Gruppo possiede i marchi Hongqi, Bestune e Jiefang. Nel 2019, FAW ha venduto 3,464 milioni di vetture. I ricavi delle vendite del Gruppo nel 2019 sono stati pari a 620 miliardi di RMB, mentre gli utili sono stati pari a 44,05 miliardi di RMB. Inoltre, il Gruppo è all’87° posto nella classifica Fortune Global 500 del 2020.

tag:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it