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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Risorse per sanità, difesa del suolo e sostegno al credito per le imprese. Cala l’Irpef regionale. La vicepresidente Simonetta Saliera: “Meno tasse per il 90% dei cittadini emiliano-romagnoli”

Alleggerimento dell’addizionale Irpef regionale sui redditi medio-bassi e oltre 80 milioni di euro per imprese, sviluppo e cura del territorio e sanità. Questi i capitoli più significativi dell’Assestamento al bilancio regionale 2014, approvato oggi dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.
“La Regione, proseguendo la propria azione di revisione della spesa e grazie soprattutto al forte contrasto all’evasione fiscale in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ha recuperato oltre 80 milioni che hanno consentito di incrementare i finanziamenti inizialmente stanziati per proseguire nel miglioramento di alcuni servizi di interesse generale, come la sanità, il sostegno al lavoro e alle imprese e la cura del territorio particolarmente colpito da eventi eccezionali”, spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna.
Tra le voci più rilevanti, l’assestamento prevede 60 milioni per il settore sanitario, di cui 20 per assicurare la qualità elevata e le punte di eccellenza dei servizi e 4,5 per il completamento del Polo cardiotoracico dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.
In assestamento anche 10 milioni di euro per favorire l’accesso al credito delle imprese rafforzando l’attività dei Consorzi Fidi a sostegno all’economia regionale nonché 7,5 milioni per la difesa del suolo e interventi straordinari di protezione civile, tra cui 0,5 per il ripristino delle opere di bonifica.
Per quanto riguarda il capitolo dell’addizionale regionale Irpef, con la manovra di assestamento dal primo gennaio 2015 “calerà la pressione fiscale per il 90% degli emiliano-romagnoli. La riduzione delle tasse – aggiunge la vicepresidente Saliera – non verrà fatta reperendo risorse attraverso un taglio della spesa pubblica, ma riequilibrando la pressione fiscale tra chi guadagna di più e chi meno. Il gettito totale, circa 250 milioni di euro, resterà invariato e, semplicemente, i redditi medio-bassi pagheranno nel loro insieme 20 milioni di euro in meno, che saranno a carico dei redditi più forti. In concreto, tutti i redditi inferiori ai 40 mila euro lordi avranno una sensibile o rilevante riduzione delle aliquote che arriverà fino al dimezzamento delle tasse regionali per chi percepisce meno di 15 mila euro l’anno”.
Tra le risorse stanziate dall’assestamento, circa 2 milioni di euro saranno trasferiti dalla Regione alle Unioni dei comuni riminesi, non appena saranno liquidati dal Governo in base a quanto previsto dall’accordo seguito al passaggio dei 7 Comuni della Valmarecchia dalle Marche all’Emilia-Romagna.
Rilevante, inoltre, il contributo straordinario alla cultura: 700 mila euro destinati, tra l’altro, anche alle iniziative per le celebrazioni del 70esimo anniversario della Liberazione.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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