Skip to main content

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna
Politiche per la salute – “Aiutaci a rendere i farmaci più sicuri”: al via una campagna informativa regionale per coinvolgere i cittadini nella farmacovigilanza

Bologna – Avere più informazioni su eventuali reazioni ai farmaci e promuovere nei cittadini più consapevolezza sul loro corretto utilizzo. “Aiutaci a rendere i farmaci più sicuri” è il messaggio di una campagna informativa che la Regione Emilia-Romagna lancia in questi giorni, per invitare i cittadini a segnalare al proprio medico di famiglia, o al pediatra o al farmacista gli eventuali effetti negativi provocati dai farmaci utilizzati. Perché più sono le segnalazioni, più aumenta la conoscenza sui farmaci e, di conseguenza, aumenta la loro sicurezza.

La campagna informativa del Servizio sanitario regionale prevede la distribuzione e l’affissione in tutte le farmacie dell’Emilia-Romagna di una locandina e di una cartolina.

I farmaci in commercio sono sicuri ed efficaci e sono studiati attentamente prima della commercializzazione. Però, oltre ai benefici previsti, a volte i farmaci possono presentare anche effetti negativi (si chiamano “reazioni avverse”), in particolari situazioni dovute per esempio a una intolleranza specifica, al dosaggio eccessivo o a un’assunzione non corretta. Inoltre non tutti gli effetti negativi possono essersi manifestati durante le fasi di sperimentazione clinica, ovvero prima della commercializzazione del medicinale.

Al proprio medico, o al pediatra o al farmacista i cittadini possono segnalare a voce le eventuali reazioni avverse riscontrate nell’uso di un farmaco. Oppure possono utilizzare la scheda che è disponibile da scaricare su Saluter, il portale web del Servizio sanitario regionale (www.saluter.it/farmacovigilanza), e inviarla al responsabile di farmacovigilanza dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della propria provincia di residenza.

Le informazioni da dare sono poche e semplici: nome del farmaco, periodo di assunzione, descrizione della sospetta reazione avversa. Nella stessa pagina di Saluter è possibile scaricare anche la scheda di segnalazione per gli operatori sanitari.

La Regione Emilia-Romagna è impegnata a promuovere tra i medici e i pediatri di famiglia, gli specialistici, i farmacisti e gli altri operatori sanitari la raccolta di segnalazioni avverse da farmaci durante la loro attività e nel rapporto con i pazienti, anche con specifici progetti di formazione. Grazie all’attività di formazione degli operatori sanitari, per rendere sempre più efficace la sorveglianza dei medicinali in commercio, negli ultimi anni si è registrato un sensibile incremento delle segnalazioni: 3.136 nel 2013, 1.984 nel 2012 e 1.220 nel 2011.

Lo sviluppo di una cultura della farmacovigilanza passa inoltre attraverso progetti specifici sviluppati nelle singole Aziende sanitarie per migliorare la sicurezza nell’uso dei medicinali. Tutte queste attività sono coordinate dal Centro regionale di farmacovigilanza (istituito dalla Regione nel 2008), che opera in rete con le Aziende sanitarie e con l’Agenzia italiana del farmaco.

tag:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it