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Da: TPER Ufficio Stampa
Sul primo gradino del podio come i più grandi atleti, gli alunni della scuola secondaria di primo grado Teodoro Bonati di Ferrara che sono stati premiati questa mattina presso l’Istituto Perlasca Bonati di via Poletti 65 a Ferrara quali vincitori del progetto IN MEDIA STAT BUS – Le linee del Rispetto di Tper e Centro Antartide.
A consegnare il riconoscimento, oltre ai responsabili Tper e al dirigente dell’Istituto Comprensivo Stefano Gargioni, un atleta di livello internazionale: il pattinatore Mirko Rimessi – tedoforo ferrarese ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018 in Corea del Sud.

Oltre 20 le classi che si sono sfidate in bravura e velocità, a colpi di click, nello speciale “clickday” che ogni anno chiude il progetto. Lo scorso 21 maggio, 20 domande online hanno, infatti, messo alla prova i ragazzi, chiamati a rispondere nel minor tempo possibile e con il minor numero di errori a quesiti sul tema dei viaggi in bus, delle regole a bordo (scritte e non scritte) e sulla collaborazione tra passeggeri e addetti ai lavori. Tutti concetti necessari per vivere il trasporto pubblico cittadino come un vero e proprio “bene comune” il cui buon funzionamento dipende dalla cura che ne ha ciascuno.

Ad aggiudicarsi il primo premio – 500 euro da investire in una gita scolastica – è stata la scuola secondaria di primo grado Teodoro Bonati di Ferrara, chiamata questa mattina a ricevere il maxi assegno durante l’ultima delle iniziative didattiche del progetto, proprio presso il loro polo scolastico.

Oltre al pattinatore Mirko Rimessi, anche un’altra atleta ferrarese, nel corso delle settimane precedenti al concorso, è stata protagonista, assieme agli operatori del Centro Antartide, di alcuni incontri in numerose scuole della città. Un grazie speciale va dunque anche a Ilaria Corli, campionessa di Ultracycling e Triathlon.
Grazie a questi testimonial d’eccezione si è portata nelle classi, in modo “leggero” ma efficace, una riflessione sul tema del rispetto delle regole che valgono a bordo di un mezzo pubblico come in campo o in vasca: del resto, a bordo come in gara, tante volte è il gioco di squadra che fa la differenza.

In media stat bus – Le regole del rispetto è un progetto didattico promosso da Tper in collaborazione con il Centro Antartide, con la partecipazione del Teatro dei Mignoli (e la collaborazione di LGS SportLab). Quest’anno l’iniziativa è giunta alla sua terza edizione. Le attività si articolano negli speciali incontri nelle scuole con gli sportivi accompagnati da materiali informativi dedicati (un manifesto e una ricca brochure) che arrivano in tutte le secondarie di primo grado della città per raccontare che la qualità del trasporto pubblico dipende da tutti, azienda e comunità viaggiante. Clickday e premiazione concludono ogni anno il progetto.

“In media stat bus”, che quest’anno si è esteso per la prima volta anche al territorio di Ferrara, si inserisce nell’ambito del percorso “L’autobus da comunità a community” che da sei anni fa incontrare gli autisti e i verificatori dell’azienda con studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Bologna e Ferrara.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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