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Cosa sono, cosa fanno, a cosa servono Il CSV e la Casa del Volontariato di Ferrara. Il racconto corale degli operatori di una istituzione vivace, attiva e operosa, il punto di riferimento e la sede di decine di gruppi di volontariato sociale. Ora però il futuro sembra incerto. 

“La nostra sede è al primo piano di una ex scuola, in via Ravenna 52, nello storico quartiere ed ex isola di San Giorgio. I locali sono stati concessi in comodato ad uso gratuito dal Comune di Ferrara nel 2013.  Il  31 dicembre scorso il comodato è scaduto e Il Comune di Ferrara (ora a guida Lega – Fratelli di Italia n,d.r.) non l’ha ancora rinnovato e l’assessore competente ha espresso la volontà di adibire i nostri uffici ad altro uso. Questo ci crea incertezza ed apprensione: il volontariato senza luoghi in cui riunirsi è come un’automobile senza carburante.”

I 400 metri quadri a disposizione in via Ravenna ospitano gli uffici del CSV ma anche una sessantina di associazioni con sede legale e/o operativa.
Per questo il primo piano di Via Ravenna 52 non è solo la sede del CSV ma la Casa del Volontariato. Questa struttura per noi è estremamente funzionale, accogliente, su misura dei bisogni del volontariato. La spaziosa sala riunioni attrezzata con videoproiettore, wi fi, lavagna a fogli mobili è utilizzata tutti i giorni dell’anno e quattro sale sono a disposizione delle associazioni della Casa per riunirsi, progettare, condividere spazi e ridurre le spese di gestione.
La condivisione che è alla base del volontariato la si esprime anche così.
Quello delle realtà che abitano la Casa è un mondo vivo 7 giorni su 7, ricchissimo, che abbiamo voluto raccontare in un dossier pubblicato proprio in questi giorni.

Ma il Centro Servizi per il Volontariato cos’è esattamente?

Molti ci conoscono ancora come Agire Sociale, che era il nome del CSV di Ferrara prima della fusione nel 2020 con ASVM di Modena. Ora siamo il Centro Servizi per il Volontariato Terre Estensi delle province di Ferrara e Modena. Abbiamo punti di accesso in tutti i distretti modenesi e a Ferrara, Argenta, Cento e Portomaggiore. Siamo una organizzazione di volontariato di secondo livello, ovvero una associazione di associazioni. I nostri soci non sono persone fisiche ma enti di terzo settore: 237 (120 della provincia di FE e 117 di MO), ma come per tutte le organizzazioni di volontariato, i nostri servizi sono offerti anche alle organizzazioni non socie.

Vediamo in particolare chi lavora in via Ravenna 52, ovvero la componente ferrarese del centro. Parliamo di 11 persone tra dipendenti e collaboratrici.
Inizio io raccontando un aneddoto. Quando ho iniziato a lavorare al CSV, ormai più di 20 anni fa, la prima difficoltà che ho incontrato, è stato spiegare ai miei genitori che lavoro facessi esattamente. Lavoro di comunità, servizi al volontariato, progetti di rete, dicevo.

Loro mi guardavano perplessi e mi chiedevano, un po’ preoccupati Ma ti pagano?

Ho avviato le prime collaborazioni con il CSV nel 1999 occupandomi inizialmente di formazione. Oggi, dopo tanti anni, coordiniamo l’Università del Volontariato, che forma più di un migliaio di volontari l’anno. Spesso mi sono chiesta cosa mi abbia tenuta qui così a lungo, proprio io che sono così amante dei cambiamenti.  Ecco credo sia stato proprio questo: al CSV si lavora sempre con creatività e passione a nuovi progetti. Difficile annoiarsi. Vediamo nascere i progetti, anzi spesso facciamo un po’ come le ostetriche, li aiutiamo a nascere. E durante le emergenze supportiamo il volontariato e le Istituzioni in prima linea, come per il terremoto, la pandemia, l’emergenza Ucraina e in questi giorni, ahimè, l’alluvione.

“Se devo usare una immagine per descrivere chi siamo – esordisce Enrico Ribon, corresponsabile amministrativo e al CSV dal primo giorno di apertura – ne userei una che racconta un po’ il nostro stile. La nostra prima piccola sede era situata all’uscita del parcheggio di piazzale Kennedy. Essendo alla base di due discese, era soggetta ad allagamenti praticamente ad ogni temporale, e non era quindi raro che il giorno successivo portassimo tutto quanto si era bagnato nel piazzalino antistante, al sole, nel tentativo di asciugare attrezzature e documenti. Ma nonostante tutto l’attività non si fermava, e ci trovavamo quindi con l’ufficio “en plein air” a fornire informazioni, consulenze, formazione a volontari e cittadini. Uno stile “naïf” dicevano i responsabili del Comitato di Gestione regionale che all’epoca finanziava e controllava i CSV.Uno stile che cerca sempre di mettere la sostanza davanti alla forma per raggiungere lo scopo, diremmo noi. E’ forse questo, in estrema sintesi, lo spirito dell’agire volontario?”

Entrando al CSV di via Ravenna, la prima persona che si incontra al front office  è Federica Celati: “Quando ho iniziato a lavorare per il CSV venivo da un precedente lavoro analogo di segreteria. Nonostante le mansioni fossero similari al mio lavoro precedente, nel contesto del volontariato sono diventate attività che hanno arricchito la mia esperienza non solo lavorativa ma anche personale. La cosa che mi piace di più del mio lavoro è stare a contatto con i volontari, ascoltare i loro bisogni, essere d’aiuto, aiutare le associazioni nella loro attività di promozione al servizio della società ferrarese. Poter orientare i cittadini nella ricerca delle attività di volontariato, prendermi cura nel mio piccolo della mia comunità, della mia città, tramite il mio lavoro”.

Francesca Gallini, giornalista, coordina l’ufficio stampa, curando la newsletter settimanale che voce alle associazioni e al terzo settore, pubblicando articoli e supportandole nella comunicazione. “La mia avventura al CSV è iniziata nel 1999 al Centro Documentazione Santa Francesca Romana a Ferrara, dove avevamo organizzato una biblioteca sul volontariato. Tirando un bilancio a distanza di più vent’anni, credo che il CSV sia stato un luogo di crescita personale dove ho maturato competenze di giornalista in ambito sociale. Mi considero fortunata a lavorare a favore di volontari e associazioni, persone a cui ho dato e da cui ho ricevuto tanto e che, negli anni, sono state uniche, capaci di valorizzarmi e di motivarmi a non mollare, pur nella precarietà di fondo di questo lavoro legata all’andamento dei fondi finanziari e alle conseguenti riorganizzazioni aziendali”.

Stefania Carati si occupa del punto di animazione territoriale di Argenta e Portomaggiore e a Ferrara coordina lo sportello Volontariato Volentieri, rivolto a cittadine e cittadini interessati a fare un’esperienza di volontariato. Qui, previo appuntamento, si può svolgere, senza impegno, un colloquio di orientamento. Stefania spesso incontra giovani cittadini e collabora con le scuole per progetti alternativi alla sospensione scolastica: “Faccio il lavoro più bello del mondo, me lo ripeto ogni giorno!! Entro in contatto con i volontari che per la maggior parte delle volte sono persone generose e disponibili, e vengo a contatto con i cittadini che vogliono mettere a disposizione il proprio tempo libero per gli altri, cosa non scontata ma che accade tutti i giorni: molte volte queste persone sono state toccate da dolori talmente grandi che il loro cuore si è aperto anche al dolore degli altri e il loro sentire diventa anche il tuo”.

Dobbiamo dire che il mondo del volontariato è stato messo alla prova negli ultimi anni dalla riforma del terzo settore. Le associazioni ne sono state, possiamo dire senza temere di esagerare, travolte. La nuova normativa esige adempimenti sempre più stringenti, come la revisione degli statuti, i nuovi schemi di bilancio e tanto altro. Rita Gallerani per molte associazioni è un angelo custode. Con la sua attività di consulenza, ha supportato centinaia di associazioni nella nostra provincia, nel complicatissimo processo di trasmigrazione al RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. “Lavoro al Csv da quasi 26 anni ed è stata la mia prima esperienza lavorativa. Inizialmente avevo accettato l’incarico con l’idea che sarebbe stato un lavoro temporaneo, pur con un contratto a tempo indeterminato, e che di lì a poco avrei certamente trovato qualcosa di più appagante e gratificante. Qui al Csv ho conosciuto il mondo delle associazioni e del volontariato, un mondo fatto di persone, basato su volontà e dedizione, ma anche grande fatica e a volte disillusione. Sembrerà assurdo ma, proprio in quei momenti in cui la fatica si fa sentire e mi chiedo chi me lo fa fare, mi ritrovo a confrontarmi con qualche volontario che sta pensando la stessa cosa e mi ritrovo a ricordargli che lo fa per amore, che il tempo che dedica all’associazione è un bene prezioso perché prima di tutto è relazione; così la risposta arriva da sé anche per me. Questo è per me il Csv: luogo di confronto, di amore e di reciprocità“.

Aracely Fernandez viene dal Messico dove già lavorava nell’ambito dell’associazionismo e dei progetti di comunità. Arrivata a Ferrara nel 2007, ha conosciuto il CSV ed iniziato le prime collaborazioni. “All’inizio sono rimasta stupita dal trovare un ente così organizzato nel supporto al mondo associativo. Ho un po’ alla volta conosciuto un ventaglio di realtà che davano sostegno a tante situazioni sociali e che potevano usufruire di una serie di servizi offerti dal CSV. Oggi, dopo 13 anni,  continuo a collaborare in diversi progetti di utilità sociale e ad occuparmi di grafica. Questo lavoro che amo profondamente ha contribuito alla mia crescita personale oltre che professionale. L’opportunità di poter fare un lavoro che conoscevo già nel mio paese di origine insieme ad un gruppo di persone che pensano come me, ovvero che la comunità può diventare migliore con le azioni quotidiane, è veramente straordinario”.

Esiste poi un team che, a vari livelli, lavora nell’ambito della animazione territoriale e progettazione sociale.

Silvia Peretto da più di 20 anni se ne occupa con tanto entusiasmo ed impegno, facilitando reti di associazioni, progetti e team di lavoro composti da volontari, istituzioni e soggetti che a vario titolo sono portatori di interesse. “In questi vent’anni sono stati centinaia i progetti attivati nella nostra comunità. Favorire la possibilità di incontrarsi, confrontarsi e riflettere insieme, tra organizzazioni, enti diversi è la cosa che mi piace di più di questo lavoro. Il fatto che noi siamo enti terzi, che entriamo più sul metodo che sul contenuto, attraverso la facilitazione e strumenti di lavoro capaci di favorire questo dialogo, confronto.  E’ una sorta di accompagnamento ai processi e alla tenuta delle reti, al supportarle nel fare sistema“. 

Del team fanno parte alcune collaboratrici. Silvia Dambrosio, si occupa in particolare di progetti nelle scuole. “Al CSV c’è passione in ciò che si fa! Ci interessa quello che facciamo e lavoriamo mettendocela tutta per fare cose di senso per la comunità. Si pone attenzione “veramente” alle persone: non solo a colleghi e collaboratori, facendo caso non solo al rendimento e ai risultati, ma attivandoci reciprocamente con tutte le competenze che abbiamo, facendo squadra tra di noi per obiettivi condivisi onestamente e con autenticità. Questo lavoro è un seme di speranza nella capacità di ciascuno di poter contribuire a migliorare le cose”.

Giulia Fiore ritiene di particolare interesse questo tipo di lavoro perchè  permette di approcciare e sperimentare tante metodologie del lavoro sociale, ma partendo sempre dalla valorizzazione di ciò che si è, più che di ciò che si fa. “Questo anteporre la sostanza alla forma è piuttosto in controtendenza con il resto della società. Non condividiamo solo valori nella teoria ma li incarniamo nella prassi. E’ una libera manifestazione del proprio essere, a servizio della comunità… si crea una magia nei rapporti umani che si stringono con chi si incontra. E questo è bello perché i legami umani sono alla base della società. Scusami, sono la solita romantica, ma è quello che sento. Se è troppo sdolcinato dimmelo che scrivo cose più professionali”. “No no Giulia, adoriamo il romanticismo!”

“Mi piace, attraverso il mio lavoro, poter accompagnare i processi di cambiamento, essere a mia volta anello di una trasformazione più grande, vedere le organizzazioni crescere e, insieme ad esse, le persone, che sono la grande risorsa delle nostre comunità” dice Barbara Arcari.  “Mi piace, con il mio lavoro, contribuire alla costruzione di nuove competenze, di sistemi di volontariato formali e informali del nostro territorio; contribuire a generare nuova forza per rispondere, insieme, alle crescenti emergenze sociali; poter aiutare le organizzazioni a riconoscere e cogliere opportunità spesso silenti o nascoste, metterle a fattor comune perché diventino progetti, azioni concrete che creano valore sociale. Mi piace il mio lavoro al CSV perché mi permette di sognare un mondo migliore e di lavorare concretamente alla sua realizzazione”.

Ecco un piccolo spaccato del nostro mondo. Ci sentiamo fortunati. Siamo sognatori concreti e possiamo testimoniare che ce ne sono tanti altri.
Persone capaci di sognare e trasformare le utopie in realtà.

Ferrara, mercoledì 24 maggio, ore 18.oo in piazza Municipale

insieme alle Associazioni della Casa del Volontariato di Ferrara, i Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, ARCI Ferrara, CPS La Resistenza e altre realtà del territorio che vogliono partecipare desideriamo portare il nostro contributo di festa e di conoscenza... per un evento di piazza gioioso, con i tanti volti delle associazioni e dei cittadini attivi che si impegnano ogni giorno per il bene di tutti.

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I Centri Servizi per il Volontariato sono stati istituiti in Italia con la Legge quadro sul volontariato n. 266 del 1991, (oggi abrogata) e attualmente sono regolamentati dal Codice del Terzo Settore, emanato in seguito alla riforma del 2016. Per approfondire
: [Vedi Qui]

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Anna Zonari

Le parole che preferisco sono relazione, ascolto, gruppo, comunità. Ma amo molto anche il silenzio, il canto degli uccelli, camminare in solitaria nelle foreste dell’appennino romagnolo.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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