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Da: Poste Italiane – Media Relations

Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria Poste Italiane si è impegnata per garantire un accesso in sicurezza ai dipendenti e ai clienti dei 98 uffici postali della provincia di Ferrara. Le disposizioni in vigore, che regolamentano gli ingressi, hanno comportato una parziale riorganizzazione dei servizi offerti dall’Azienda per evitare gli assembramenti. Sono stati anzitutto affissi all’esterno appositi avvisi informativi sulle norme di comportamento anti-Covid.

Negli uffici postali del Ferrarese sono in vigore le seguenti misure di sicurezza finalizzate al contrasto della diffusione del Coronavirus: accesso consentito esclusivamente con mascherina protettiva; ingresso contingentato in base alle dimensioni della sala al pubblico; mantenimento della distanza interpersonale tramite apposita segnaletica che indica le modalità di accesso, transito nei locali e uscita; installazione di barriere protettive in plexiglass fra operatori e clienti e, più in generale, osservanza di tutte le disposizioni di sicurezza previste dalle normative emanate in materia.

Le sedi della provincia di Ferrara sono dotate di gel igienizzante e di termoscanner posti all’ingresso per la rilevazione della temperatura corporea, davanti ai quali i clienti devono sostare pochi secondi prima dell’accesso alla sala al pubblico, che viene interdetto in caso di temperatura superiore ai 37.5°. In quasi tutti gli uffici è inoltre possibile per un congruo numero di persone attendere il proprio turno anche all’interno dei locali sia seduti sia posizionandosi su appositi stalli indicati sul pavimento, nel rispetto del necessario distanziamento.

L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito a rivolgersi agli uffici postali esclusivamente per operazioni essenziali e indifferibili e a utilizzare, quando possibile, gli altri canali di accesso ai servizi messi a disposizione da Poste Italiane. Si ricorda ai cittadini, infatti, che è possibile effettuare molte operazioni anche on line sul sito poste.it, con le app Ufficio Postale e Bancoposta e utilizzando l’assistente digitale “Poste” sui siti poste.it e postepay.it. A coloro che hanno necessità di recarsi fisicamente agli sportelli, si ricorda che agli uffici postali dotati del nuovo gestore delle attese è possibile accedere prenotando il proprio turno allo sportello anche tramite whatsapp: basta memorizzare sul proprio smartphone il numero 3715003715 e seguire le indicazioni.

Sempre al fine di limitare code e assembramenti e per agevolare l’operatività del servizio, è ora necessaria la prenotazione per richiedere il rilascio dell’Identità Digitale SPID. Poste Italiane ha esteso tale possibilità a tutti gli uffici postali della provincia di Ferrara, anche ai più piccoli e periferici e privi del Gestore delle Attese. L’appuntamento può essere fissato tramite una delle App di Poste Italiane, sul sito web www.poste.it oppure tramite whatsapp. Per sveltire le operazioni e ridurre i tempi di attesa, Poste Italiane consiglia ai clienti interessati, di effettuare la pre-registrazione on line sul sito www.posteid.poste.it.

L’Azienda ha avviato inoltre un programma di screening con tamponi rapidi che coinvolge su base volontaria gli oltre 620 dipendenti in ambito provinciale, per individuare in modo precoce eventuali casi di positivi asintomatici al Covid-19 e limitare così il diffondersi del contagio.

Poste Italiane ha chiesto che i dipendenti che svolgono la loro attività a contatto con il pubblico abbiano accesso prioritario alla campagna di vaccinazione in corso: “Chiediamo priorità nella vaccinazione per i nostri dipendenti in prima linea al pari delle categorie protette, – ha dichiarato il Condirettore Generale Giuseppe Lasco – nei momenti di grande criticità i colleghi degli uffici postali e i portalettere hanno continuato ad erogare i servizi essenziali; per noi l’Italia è sempre stata zona bianca”.

Poste Italiane ha infine previsto un graduale e costante ripristino dell’offerta dei servizi su tutto il territorio nazionale, con un progressivo ampliamento dell’operatività degli uffici postali, pur nella attuale emergenza pandemica. In provincia di Ferrara, in particolare, sono tornati agli orari e alle giornate di apertura pre-covid dallo scorso 18 gennaio gli uffici di Berra, Masi San Giacomo e Montesanto e dal 15 febbraio le sedi di Bondeno (riapertura pomeridiana dal lunedì al venerdì), Mezzogoro, Vigarano Pieve, Dogato, Gambulaga e Reno Centese.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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