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Roma – Si narra che il Casale Garibaldi, costruito a fine Settecento in una zona rurale alle porte di Roma, prese il nome da un episodio leggendario, secondo il quale l’Eroe dei due mondi  dormì tra le sue mura.
Nel 1907 il Casale fu rilevato da Augusto Volpi, imprenditore illuminato, anarchico e antifascista, che lo trasformò in un’osteria. Diventò così Casale Volpi.
Dopo la prima guerra mondiale venne utilizzato come luogo di ritrovo per gli antifascisti del quartiere, poi, durante la seconda guerra mondiale, come base per una brigata di partigiani. Nel secondo dopoguerra, ormai quasi un rudere, per poco non venne abbattuto per fare spazio alla nuova via Leonardo da Vinci.
Diventato poi proprietà comunale, si trovava in pessime condizioni quando nel 2003  attivisti  del Servizio Civile Internazionale (SCI) lo occuparono, rinominandolo ‘La Città dell’Utopia’ (LCU). Ebbero così inizio i lavori di recupero e cura della struttura allestendo  campi di volontariato, lavori a cui parteciparono attivisti di tutto il mondo.
Nel 2004 lo SCI ne ottenne l’assegnazione dal Municipio Roma XI (oggi VIII) grazie a un progetto con il quale LCU cerca a tutt’oggi di realizzare il suo sogno originario: costruire un luogo di socialità e solidarietà, internazionalismo e cittadinanza attiva per favorire i rapporti tra culture diverse e l’inclusione sociale.

La Città dell’Utopia è  un esempio concreto di come lo SCI, in linea con  la missione che la storica associazione pacifista cerca di attuare in vari contesti mondiali, si impegna a  promuovere lo sviluppo territoriale e, al tempo stesso, a mantenere aperta una finestra sul mondo. É un laboratorio dove si affrontano i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale equo e sostenibile.
In concreto è una ‘casa laboratorio’ aperta ad associazioni, movimenti, gruppi informali e a chiunque voglia condividere un’esperienza di lavoro comune per la costruzione di stili di vita e visioni culturali alternative. Le attività nell’ambito di questo progetto si rivolgono soprattutto agli abitanti del quartiere e a migranti a rischio di emarginazione.

La gestione è affidata a una assemblea di attivisti che ne programma le attività, tenendo conto delle proposte dei gruppi di lavoro, delle associazioni e degli altri soggetti proponenti; l’assemblea determina le linee guida nella relazione con i soggetti istituzionali e gli impegni di spesa per la gestione e la programmazione.
Chiunque può presentare proposte di attività e progetti, così come partecipare all’assemblea plenaria, convocata pubblicamente con cadenza annuale, e all’assemblea degli attivisti.
Significativo è il contributo alla gestione da parte di volontari internazionali che, selezionati dal Servizio Civile Internazionale, si alternano dall’inizio del percorso. Tra le tante attività di collaborazione, i volontari offrono la possibilità di frequentare corsi di lingue straniere in madrelingua.

La Città dell’Utopia ospita nei suoi locali anche altre attività
Nella Biosteria si svolgono incontri e dibattiti su uno stile di vita più responsabile, La Terrazza ospita in primavera ed estate pranzi e cene, nell’Appartamento vengono accolte persone provenienti da tutto il mondo che partecipano a progetti di volontariato dell’Unione Europea o coinvolti attraverso altri programmi del Servizio Civile Internazionale. Al piano superiore del casale ci sono un Ostello sociale, fornito di cucina, per l’ospitalità di singoli o di gruppi e una  Mediateca con tavoli e libri dove si può studiare e leggere. C’è anche ‘la Stanza dei divani’, uno spazio per condividere idee, leggere, giocare, riposarsi e perfino per pensare in silenzio, attività ormai caduta in disuso, e le Stanze Arancione e Rossa per riunioni di lavoro e assemblee.

Nel Casale è continua la presenza dello SCI ITALIA, ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e Membro consultivo dell’UNESCO e del Consiglio d’Europa. È un movimento laico presente in 43 paesi in tutto il mondo. Da 90 anni promuove attività e campi di volontariato sui temi della pace e del disarmo, dell’obiezione di coscienza, dei diritti umani e della solidarietà internazionale, degli stili di vita sostenibili, dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva. Il suo impegno concreto è volto a cambiare situazioni di disuguaglianza, ingiustizia, degrado, violazione dei diritti umani.

Numerose le altre associazioni presenti, ne cito solo alcune a titolo indicativo.
LABORATORIO 53 è una associazione laica e apartitica, formata da filosofi, antropologi, psicologi, assistenti sociali, operatori legali, avvocati e mediatori culturali che offre assistenza e accoglienza ai migranti, richiedenti protezione internazionale e minori.
EDURADUNO è una associazione culturale che definisce e realizza progetti educativi rivolti a minori e adulti e crea spazi di visibilità per educatori e educatrici attraverso concorsi letterari, pubblicazioni ed eventi vari.
RUOTA LIBERA è un’associazione ciclo-ambientalista nata per promuovere e sviluppare l’uso abituale della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico per la riqualificazione dell’ambiente urbano ed extraurbano.
gas (GAS) San Paolo, nato dall’esigenza di un consumo oculato, equo e solidale. È formato da persone che si uniscono per organizzare i propri acquisti, privilegiando i prodotti locali della filiera corta e i produttori che garantiscono non solo la qualità, ma anche la dignità del lavoro all’interno delle aziende.

Molti gli eventi, iniziative e appuntamenti che hanno luogo nel Casale Garibaldi:
Il Social cafè è un luogo d’incontro, divertimento, discussione e compartecipazione. Realizzato dai volontari  internazionali del Casale e dalla popolazione locale, tratta una grande varietà di temi.  Attraverso progetti di human library, reading, presentazione di libri e documentari, world cafè, laboratori e dibattiti con ospiti nazionali ed internazionali, offre scambi di informazioni e punti di vista su musica, migrazioni, analisi della situazione politica e sociale nei vari Paesi.
Il Mercato Contadino TERRA/terra. Nato per volontà dell’Associazione TERRA/terra, impegnata da diversi anni nella salvaguardia del patrimonio agroalimentare e nella diffusione delle tematiche legate al cibo e alle produzioni contadine, è gestito da contadini che offrono alimenti stagionali e coltivati in maniera naturale. Opera con cadenza mensile, con la presenza di una ventina di produttori.
Il Festival Internazionale della Zuppa. Nato a Lille nel 2001 e diffusosi successivamente in tutta Europa, da più di dieci anni l’edizione romana è un momento ludico di condivisione di tante ricche ricette, provenienti da tutto il mondo. Il Festival si basa sui principi del riciclo e del riuso, contro gli sprechi di cibo; gli spazi del centro e dei cortili vengono occupati da coloratissime bancarelle in cui i partecipanti offrono un assaggio della zuppa che hanno preparato. La zuppa ha un forte valore simbolico: è un piatto presente in tutte le tradizioni culinarie del mondo, come un filo conduttore che lega tra loro culture differenti senza però renderle uguali, anzi sottolineando l’unicità di ciascuna. É un piatto semplice e popolare, può essere preparata con gli ingredienti più umili e basilari e risultare comunque unica e gustosissima, come una comunità in cui ciascuno apporta il suo contributo per il raggiungimento di un risultato comune, senza che nessuno prevarichi l’altro/a.

No Border Fest : Ogni inizio di estate a La Città dell’Utopia viene organizzato un festival di cultura, dibattiti, cucina e musica per ricordare l’importanza della lotta contro il razzismo e per costruire relazioni solidali per superare qualunque frontiera e pregiudizio. Si affrontano i temi delle migrazioni, della libertà di movimento e del contrasto alle diverse forme di razzismo. Tre sono i filoni principali: interculturalità, stili di vita sostenibili e cittadinanza attiva, con particolare attenzione alla situazione di Roma e dell’Italia.

LCU dà vita a corsi e laboratori, che possono essere proposti da chiunque desideri condividere e scambiare un’abilità o un’esperienza con altri cittadini.
Si tengono anche corsi di formazione per il Volontariato nazionale e internazionale, nonché corsi di formazione professionale per il mondo del lavoro giovanile (training courses). I diversi corsi tenuti a LCU sono aperti a tutti. Docenti e coordinatori si scambiano le loro esperienze e i partecipanti possono accedere iscrivendosi allo SCI.
Da numerosi anni svolgo a LCU corsi di EduYoga, un metodo che si basa su teorie e tecniche dello yoga tradizionale per creare un migliore equilibrio individuale e una  maggiore sintonia nelle relazioni tra individui e tra gli individui e l’ambiente. Teniamo corsi di yoga posturale (Hatha yoga), di meditazione (Astanga yoga), di formazione per insegnanti di yoga. Sono stati allestiti anche campi residenziali, con partecipanti provenienti da ogni parte del mondo, nei quali lo yoga viene proposto come strumento per migliorare il proprio stile di vita (Yoga as lifestyle)
Partecipo con grande convinzione alle attività del Casale dell’Utopia, anche se non sono pochi i problemi da affrontare e risolvere. In questo luogo – per molti versi “magico”, per la sua diversità non solo architettonica – ho sempre incontrato disponibilità, rispetto e libertà.

Ma ciò che più apprezzo è la libertà di immaginare insieme un mondo migliore e la ricerca di strade per realizzare l’Utopia.
Come scriveva Eduardo Hughes Galeano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.”

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Salvatore Spataro

Laureato in Pedagogia e Scienze dell’Educazione e della Formazione, insegna Yoga con un metodo semplice e accessibile, finalizzato a migliorare la vita di tutti i giorni. Autore del sito www.yogapereducare.it, è contattabile all’indirizzo e-mail yogapereducare@gmail.com

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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