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Sono circa 200 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori emiliane che dall’11 marzo, a cominciare da Ferrara e Parma, potranno fare esperienza diretta di come funzionano le ricerche del CERN. Le Università di Bologna, Ferrara e Parma collaborano anche quest’anno all’organizzazione delle Masterclass internazionali di fisica delle particelle, coordinate in Italia dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Grazie a questo progetto, le ragazze e i ragazzi saranno accompagnati da ricercatori e ricercatrici in un viaggio alla scoperta delle proprietà delle particelle ed esploreranno direttamente i segreti dell’acceleratore LHC (Large Hadron Collider) del CERN, analizzando i veri dati degli esperimenti.

Si parte l’11 marzo con gli incontri di Parma e Ferrara in cui si svolgeranno lezioni teoriche e seminari introduttivi, mentre il 16 marzo si terrà la prima Masterclass vera e propria organizzata dall’Università di Ferrara, a cui seguiranno il 17 marzo le Masterclass di Bologna e di Parma. A Bologna si continua anche il 18e il 19 marzo.

Le giornate prevedono attività divise tra seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle particelle ed esercitazioni al computer su uno degli esperimenti dell’acceleratore LHC di Ginevra, il tunnel di 27 km, a 100 metri sotto terra, dove le particelle si scontrano quasi alla velocità della luce. Studentesse e studenti potranno analizzare i veri dati di LHC provenienti dagli esperimenti ATLAS, ALICE e LHCb, per scoprire il mondo delle particelle e di tutte le loro caratteristiche.

Alla fine di ogni giornata, proprio come in una vera collaborazione di ricerca internazionale, ci sarà un collegamento in videoconferenza con il CERN e i giovani partecipanti alle Masterclass di tutto il mondo, per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni.

Quest’anno è la prima volta che partecipa anche l’Università di Parma e lo fa nell’ambito del progetto europeoITN EuroPLEx. Il 17 marzo si collegheranno con altre sedi all’interno di questa rete, Madrid, Edinburgo e Regensburg.

L’iniziativa, giunta alla 17° edizione, fa parte delle Masterclass internazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall’INFN. Le Masterclass si svolgono contemporaneamente in 60 diversi paesi, coinvolgono oltre 200 tra i più prestigiosi enti di ricerca e università del mondo e più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di II grado. Con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest’anno oltre alle Università di Bologna, Ferrara e Parma partecipano Bari, Cagliari, Cosenza, Firenze, Genova, Lecce, Milano Statale, Milano Bicocca, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Salerno, Sapienza Università di Roma, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Torino, Trento, Trieste e Udine, e i Laboratori Nazionali di Frascati.


Contatti locali:

FERRARA (11 marzo – introduzione teorica – e 16 marzo LHCb):Polo Scientifico Tecnologico, Edificio F (Aula INFO1), Via Saragat 1, dott. Wander Baldini (baldini@fe.infn.it) tel. 340-2500369, 0532 974307. L’evento si svolgerà in modalità online.

 BOLOGNA (17 marzo ALICE, 18 marzo LHCb, 19 marzo ATLAS W): Dipartimento di Fisica e Astronomia (aula 4) – Università di Bologna, viale Berti Pichat 6/2, Bologna.. Barbara Poli (barbara.poli@bo.infn.it ) tel. 3339886964 e Stefano Marcellini (marcellini@bo.infn.it) tel. 3473061363. Attività online.

Pagina web: https://www.bo.infn.it/MasterClass/

PARMA (11 – introduzione teorica – e 17 marzo ATLAS W): Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche. Prof Francesco Di Renzo (francesco.direnzo@unipr.it), tel 349 6729751, Dr Petros Dimopoulos (petros.dimopoulos@unipr.it), tel 346 3846066, Prof Massimo Pietroni (massimo.pietroni@unipr.it), tel 339 8205742 . Attività in modalità online.

Informazioni sulle Masterclass:

Per informazioni sulle Masterclass nazionali:

Ufficio Comunicazione INFN – Cecilia Collà Ruvolo, 346 3338917, cecilia.collaruvolo@lnf.infn.it

 

 

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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