Giorno: 24 Novembre 2021

Elogio dell’edicola

 

“La mia città che in ogni parte é viva,
ha il cantuccio a me fatto”.
Cosi ha scritto Umberto Saba in una poema su Trieste, la sua città. 

Anche Ferrara per me è diventata sempre di più ‘la mia città‘. Lì, anche se non ci vivo sempre, come Saba a Trieste, ho un “cantuccio a me fatto“.
Non è il Palazzo Schifanoia, e neanche la piazza Trento Trieste, il Giardino Massari o la piazza Municipale. Quando sono a Ferrara ogni mattina, più o meno presto, vado da casa mia verso piazza Travaglio dove c’è un cantuccio un po’ nascosto.

Niente di spettacolare o straordinario. Una edicola ben gestita, viva, con un’atmosfera piacevole e seducente, per comprare un giornale, una rivista, talvolta anche un libro.

Ma perché un’edicola ha un valore così particolare, non solo per me, ma anche per una cultura urbana in genere?  

Da più di vent’anni sono spesso a Ferrara e, in quest’ultimo periodo, sono già state chiuse parecchie edicole. In Via Romano, in via Carlo Mayr, in via Piangipane, in via Garibaldi, in via San Maurelio e in tanti altri posti della città.
Nessuno ha detto quasi niente di questa cosa.
È successo e basta.
Ma la chiusura di un’edicola è sempre anche una perdita per la vita di una città.  

Una volta le edicole erano non solo posti per comprare i giornali ma anche per incontrare altre persone. Magari solo i vicini di strada, per fare due chiacchiere, per scambiarsi informazioni, per fare qualche battuta sui politici, per commentare l’ultima partita di calcio.
Per la vita quotidiana di una città, quei luoghi, dove si poteva, attraverso i giornali e le riviste, conoscere le vicende mondiali e locali, erano una fonte continua di nuove notizie, private e pubbliche. 

Oggi basta un clic sullo smartphone e subito si possono leggere tutti i giornali del mondo, ci si può mettere subito in contatto con amici o follower in ogni angolo della Terra, non solo con quelli che vivono nel nostro quartiere. Ma è davvero un progresso di civiltà, della modernità, della comunicazione democratica in una città? 

Credo di non essere un uomo d’altri tempi, quando si scrivevano lettere con la penna stilografica o si inviavano con dei piccioni viaggiatori.  Giorno per giorno sono in contatto con tantissime associazioni e ong  in tutto il mondo. Attraverso internet mi informo su quanto accade a Kabul, Mogadiscio, Teheran, Washington, Comacchio…
Ma essere in un contatto diretto, vis-à-vis con un giornalaio. parlare con lui e con gli altri clienti dell’edicola, è tutta un’altra una cosa: più umana, più piacevole, completamente diversa di una comunicazione tecnica, lontana, astratta.

Dove si trova ancora un edicola c’e “il cantuccio a me fatto“.
Evviva le vecchie edicole!
Lunga vita all’edicola di Laura e Andrea in piazza Travaglio!

Nuove misure di sostegno alle famiglie con contributi per pagamento affitti ed utenze

Sono in arrivo nuove misure di sostegno alle famiglie, grazie alle risorse erogate dallo Stato per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Il Comune di Codigoro ha ottenuto, in questi giorni, un fondo pari a 48523,27 euro, destinati ad alleggerire il peso dei costi sostenuti per il pagamento delle utenze domestiche (gas, luce e acqua) e per i canoni mensili di affitto (locazioni private). Il D. Lgs. 73/2021 ha introdotto, nel mese di maggio scorso, una serie di misure urgenti connesse alla pandemia, rivolte ad imprese, lavoratori, giovani e servizi terrotoriali. La Giunta Comunale ha preso in esame le condizioni di maggiore disagio socio-economico, stabilendo così l’accesso al contributo assistenziale su tre fasce di reddito, la prima con Isee da zero a 8.200 euro, la seconda da 8.200 a 12mila euro e la terza da 12mila a 16mila euro.
Da oggi, mercoledì 24 novembre a mercoledì 24 dicembre 2021 le famiglie, residenti sul territorio comunale ed in possesso dei requisiti previsti, potranno presentare domanda di contributo all’Ufficio dei Servizi Sociali, fino ad esaurimento dei fondi disponibili. L’ufficio è aperto al pubblico aperto al pubblico dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle ore 12 (telefono: 0533-729561 e 0533-729525). Informazioni e modello di domanda sono disponibili anche sul sito comunale (www.comune.codigoro.fe.it). I requisiti fondamentali per accedere agli interventi economici emergenziali sono i seguenti: 1) riduzione della capacità reddituale del nucleo familaire o condizioni di disagio economico per perdita del lavoro;  assenza o limitata consistenza di ammortizzatori sociali, mancato inizio del lavoro, riduzione della durata o perdita di lavori precari (lavoratori stagionali, interinali, ecc), accesso ad ammortizzatori sociali, il cui importo non sia sufficiente alla soddisfazione delle primarie necessità familiari; sospensione o forte contrazione dell’attività professionale o imprenditoriale per l’emergenza COVID-19, condizione di disoccupazione, inoccupazione o indigenza, disponibilità finanziarie liquide (Banca, Posta, strumenti finanziari di qualsiasi genere) inferiori a 2.000,00 euro alla data di presentazione della domanda, Non fruire di rendite patrimoniali mensili (intendendosi a tale titolo cedole di titoli, affitti, locazioni, vitalizi, pensioni integrative) superiori a mille euro. I cittadini assegnatari di redditi o sostegni pubblici quali reddito di cittadinanza o di emergenza, indennità di disoccupazione, cassa integrazione, pensione sociale o altre forme di sostegno pubblico o titolari di redditi con importi superiori a mille euro mensili netti, sono esclusi dai benefici. Sono escluse anche le pensioni di invalidità e/o di accompagnamento.
Le domande possono essere presentate  on line sul sito web istituzionale, oppure tramite compilazione di una autodichiarazione sul modulo predisposto dal Comune di Codigoro, firmato dal dichiarante e spedito a mezzo posta elettronica al seguente indirizzo: richiesta.buoni.spesa@comune.codigoro.fe.it.  Previo appuntamento, coloro che sono impossibilitati ad accedere a strumenti digitali, possono compilare il modello di domanda presso lo Sportello Sociale. Le domande dovranno essere corredate della seguente documentazione: copia di documento d’identità in corso di validità, copia permesso di soggiorno o carta di soggiorno (solo per cittadini extra UE), copia attestazione ISEE in corso di validità, copia del  contratto di locazione regolarmente registrato. Le domande dovranno essere presentate da oggi, 24/11/2021 al 24/12/2021.

CAMERA DI COMMERCIO, PREMIO STORIE DI ALTERNANZA SUL GRADINO PIU’ ALTO DEL PODIO IL LICEO SCIENTIFICO A. ROITI CON IL VIDEO “HOPE, UN VIAGGIO OLTRE LE STEAM”

E’ andato alle ragazze ed ai ragazzi del Liceo Scientifico “A. Roiti” il primo Premio della Camera di commercio per il miglior progetto di alternanza scuola lavoro ideato, elaborato e realizzato dagli studenti e dai tutor degli Istituti scolastici ferraresi di secondo grado. Così ha deciso la Commissione di valutazione formata, tra gli altri, dal mondo universitario, che ha collocato sul gradino più alto del podio il video “HoPE, un viaggio oltre le STEAM”, progetto sviluppato in collaborazione con l’Università di Ferrara e il Massachusetts Institute of Technology, con l’obiettivo di incoraggiare e supportare gli studenti nell’acquisizione delle conoscenze nelle discipline STEAM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica), grazie ad un metodo di apprendimento interdisciplinare che avvicina gli studenti alle
discipline matematiche e scientifiche. Assegni in denaro per gli istituti scolastici partecipanti sono stati consegnati simbolicamente ieri mattina (24 novembre) dal commissario straordinario della Camera di commercio di Ferrara, Paolo Govoni alle delegazioni intervenute. L’iniziativa dell’Ente di Largo Castello che promuove i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), favorendo la costituzione e l’animazione di network territoriali con gli istituti scolastici, il mondo delle imprese, gli enti pubblici e le attività no profit, è giunta alla sua quarta edizione. Un progetto molto sentito dall’Ente camerale, al quale le recenti leggi sulla scuola affidano una serie di nuove funzioni in materia proprio di orientamento scolastico e di alternanza scuola- lavoro. Tra queste, anche la gestione del Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, punto d’incontro (virtuale) tra le scuole e le strutture che sono disponibili ad ospitare studenti in esperienze di alternanza e apprendistato per offrire loro un periodo di apprendimento on the job.
“Investire nella scuola – ha sottolineato Govoni – è la scelta più produttiva sia per le istituzioni sia per le famiglie. Rinunciare alla formazione, o vivere la scuola senza impegno, è spesso l’anticamera dell’emarginazione, della povertà, talvolta dell’illegalità. La mobilità sociale oggi si è arenata, la scuola può farla ripartire, arrecando giustizia e sviluppo”. La medaglia d’argento, a pari merito, è andata ai progetti della classe quarta M del Liceo classico “L. Ariosto”, con il video “White Energy Week”, e della classe quarta C del Liceo artistico Dosso Dossi, intitolato “Edilizia Biofilica”, entrambi dedicati alla sostenibilità ambientale. All’Ariosto gli studenti, in collaborazione con Seaside, azienda italiana del Gruppo Italgas, all’avanguardia nell’innovazione per l’efficienza energetica, e con l’Ente nazionale per lo sviluppo energeticamente sostenibile (ENEA), hanno svolto la diagnosi energetica di uno degli edifici sede dell’Istituto, proponendo interventi per ridurne l’impatto ambientale. I ragazzi del Dosso Dossi, invece, accompagnati da Federmanager, hanno sviluppato, anche grazie a percorsi formativi personalizzati, lo studio di un progetto grafico, di un modello tridimensionale ed il funzionamento energetico nel contesto urbanistico di tre strutture architettoniche “green e sostenibili”.
La medaglia di bronzo, sempre a pari merito, è andata ai progetti della classe terza B dell’IIS Remo Brindisi con il video “Iterfishcorporation”, un’applicazione per la vendita diretta del pesce in banchina per ridurre la distanza tra produttore e consumatore, e della classe quarta H del Liceo Carducci con “Moenia Green, A Scuola di Open Coesione”, un vero e proprio monitoraggio del progetto “La grande cornice verde: ricucire le antiche mura della città di Ferrara” sia sull’utilizzo dei fondi pubblici, sia sulla sua realizzazione.
All’iniziativa locale hanno partecipato anche altri quattro progetti, ma solo i primi tre classificati hanno preso parte al concorso nazionale, le cui premiazioni si terranno a Verona in occasione del Job&Orienta 2021, il Salone dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro. “In un contesto di rapide trasformazioni dell’economia e della società – ha concluso Govoni – sono particolarmente importanti le occasioni per aumentare la consapevolezza e le capacità di scelta dei giovani per sviluppare il proprio potenziale e cogliere al meglio le opportunità. Una preparazione solida e multidisciplinare accresce le capacità dei giovani per svolgere un ruolo da protagonisti nei cambiamenti che abbiamo di fronte”.
La mattinata si è conclusa con l’intervento del noto divulgatore ferrarese Rudy Bandiera che ha intrattenuto i ragazzi facendoli riflettere sulle differenze generazionali in tema di bisogni, aspirazioni e senso di appartenenza, per offrire loro nuovi stimoli per il loro futuro.

Con l’evento FARNET l’Europa conclude i lavori a SEALOGY ® dando appuntamento al 2022

Cala il sipario su SEALOGY®, il Salone Europeo della Blue Economy, dopo tre giorni intensi e ricchissimi di appuntamenti e iniziative che hanno fatto convergere a Ferrara gli stakeholders dell’universo mare, incoronato SEALOGY® quale Hub per l’innovazione e la crescita blu. Un successo oltre ogni aspettativa, con 3250 presenze registrare, 20 paesi UE rappresentati, 8 extraeuropei e l’intera penisola con istituzioni, enti e imprese provenienti da tutte le regioni del bel paese. Oltre 80 le iniziative convegnistiche, cui hanno partecipato 380 relatori di caratura internazionale e 845 partecipanti collegati online ai diversi convegni proposti in forma ibrida. Molto nutrita la presenza delle istituzioni: in primis la Commissione Europea con nove rappresentanti, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Transizione Ecologica, le Regioni Campania, Marche, Veneto e Friuli- Venezia Giulia e, ovviamente, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ferrara e ancora le organizzazioni professionali nazionali ed europee, tecnici, esperti, ricercatori e stakeholders, tutti protagonisti nel fornire i loro contributi su tematiche rilevanti e di attualità
della Blue Economy. Tra i tanti argomenti affrontati a SEALOGY®, gli approfondimenti sulle tecnologie marine, gli investimenti blu, la transizione energetica ed il focus sul seafood a 360° ma anche la massiccia presenza delle giovani start up che sono state le vere protagoniste di questa edizione, inaugurata dal Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Francesco Battistoni, l’Assessore Regionale Alessio Mammi, l’Assessore al Turismo del Comune di Ferrara Matteo Fornasini e Magdalena-Andreea Strachinescu, Capo Unità A1 DG MARE della Commissione Europea. Tematiche come la resilienza, l’utilizzo delle specie aliene marine per il consumo umano piuttosto che l’allevamento delle alghe o l’acqua di mare ad uso alimentare sono state le innovazioni più discusse e attenzionate nel quartiere fieristico di Ferrara.
L’ultima giornata è stata dedicata ai network nazionali ed europei, ed i particolare ai driver dello sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD – che nelle comunità costiere sono meglio conosciuti come FLAG) con la conclusione delle tre giornate di lavoro dell’VIII Seminario della Rete Nazionale dei FLAG, cui hanno partecipato oltre 80 delegati, tra FLAG, Organismi intermedi e Autorità di Gestione e che ha visto impegnato il nutrito gruppo della rete in visite guidate nelle aree produttive della costa a Goro e Comacchio, oltre ai lavori svolti al Salone della Blue Economy. Alla rete nazionale si è aggiunto l’evento del Network Europeo FARNET, l’unità di supporto della Commissione Europea che si occupa dell’animazione, valorizzazione e disseminazione dei risultati, delle buone pratiche e delle azioni partecipative lungo le coste di tutta Europa a favore dei 348 FLAG attivi nel 2021.
L’evento, conclusosi a tarda sera dell’ultimo giorno fieristico, ha visto la presenza di 70 delegati di 16 progetti provenienti da 10 paesi UE, coinvolti nell’attività partecipata di scambi dinamici in Piazza Mare e che, grazie alle loro iniziative, hanno contribuito alla costruzione di comunità costiere più resilienti. Le best practice hanno spaziato da quelli che rafforzano il capitale sociale, a quelli che posizionano meglio le loro comunità per adattarsi ai cambiamenti climatici o resistere agli effetti delle diverse crisi, come
l’emergenza sanitaria, dimostrando come le associazioni, le imprese e gli individui locali si stanno innovando per costruire un nuovo futuro sostenibile per le loro comunità. Il FLAG Costa dell’Emilia-Romagna (capofila Delta 2000) si conferma come soggetto capace di guidare il futuro sostenibile nelle marinerie della regione, classificandosi al 1° posto con un’iniziativa progettuale di governance di gestione della risorsa ittica in cui sono stati coinvolti enti di ricerca e pescatori nella costruzione di un piano di gestione condiviso e partecipato.
Molto soddisfatto Andrea Moretti, Presidente di Ferrara Fiere Congressi, che sottolinea, assieme alla Project Manager Alessandra Atti, come questa manifestazione fieristica sia “frutto di un lungo lavoro che ha permesso di posizionare il Salone della Blue Economy nel panorama internazionale e divenire ‘Hub di lancio delle innovazioni nella BE”. “In questi mesi – prosegue il Presidente – abbiamo costruito un ricco evento che ha riscosso un grande interesse non solo tra gli addetti ai lavori e tra gli stakeholders dei diversi settori che compongono la Blue Economy ma anche tra il pubblico in generale e tra i tantissimi giovani che vedono SEALOGY® come un grande contenitore di informazioni e di opportunità”. “Di particolare prestigio – continua Moretti – la conferenza inaugurale di giovedì con l’autorevole partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni Europee e Italiane. Vorrei esprimere un personale ringraziamento al Sottosegretario di Stato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Battistoni e all’Assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna. Un caloroso grazie alla Commissione Europea per il grande sostegno e la preziosa collaborazione, in primo luogo a Magdalena-Andreea Strachinescu-Olteanu, Capo Unità
A1 DG MARE della Commissione Europea per le sue importanti parole durante la conferenza inaugurale ma anche ai diversi dirigenti e funzionari che hanno partecipato in qualità di speaker ai vari convegni”. In questi saluti finali non devono mancare i doverosi ringraziamenti per l’importante supporto al Comune di Ferrara, al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca, al Ministero della Transizione Ecologica e ancora alla Regione Emilia- Romagna e alle Regioni Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Marche, Puglia e Campania, alla Camera di Commercio di Ferrara, ai FLAG, alle Organizzazioni professionali e della società civile europee e nazionali per la partecipazione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, l’Associazione Mediterranea Acquacoltori, di MSC – Marine Stewardship Council per lo sviluppo sostenibile della pesca, a Promos Italia ed Enterprise Europe Network, ad Art-ER, alle università ed enti di ricerca presenti (CNR, Università di Ferrara, Bologna, Siena, Trieste, Udine, Ancora, Camerino, Politecnici di Pordenone, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Istituti di Oceanografia e Pesca di Trieste e Spalato), a Bper Banca, a Steralmar, a Zanussi Master Professional, agli Istituti Nautici e Professionali che hanno partecipato come l’Istituto Vergani-Navarra di Ferrara.

SEALOGY® dà appuntamento a tutti al prossimo anno per un’edizione ancora più blu

Crédit Agricole Italia: sottoscritto contratto di finanziamento da 20 milioni di euro con il Gruppo Salcef a sostegno della mobilità sostenibile

Roma, 24 novembre 2021 – Crédit Agricole Italia ha sottoscritto, ricoprendo il ruolo di Mandated
Lead Arranger e Sole Lender, un contratto di finanziamento da 20 milioni di euro con Salcef Group, società che opera da più di 70 anni nello sviluppo ed innovazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile, al fine di supportare il percorso di crescita domestica ed internazionale intrapreso dal Gruppo.
Il finanziamento si inserisce tra le operazioni di finanza sostenibile e prevede la misurazione di alcuni parametri ESG ambientali e di impatto sociale il cui raggiungimento consentirà all’azienda di ottenere una riduzione del pricing.
Salcef è un gruppo industriale italiano specializzato nella manutenzione, rinnovamento e costruzione di infrastrutture ferroviarie, reti tramviarie e metropolitane. Da decenni contribuisce a sviluppare una mobilità sostenibile, garantendo ogni giorno la sicurezza della circolazione ferroviaria di merci e persone, in ambito urbano e sulle lunghe distanze. Grazie a sei Business Unit altamente specializzate ed integrate, offre soluzioni a livello globale nell’intero settore dell’industria ferroviaria.
Crédit Agricole Italia conferma, ancora una volta, il proprio impegno a supporto della mobilità sostenibile, perno della transizione ecologica del Paese verso un modello di crescita e sviluppo socio-economico rispettoso dell’ambiente. “Il finanziamento sottoscritto con Salcef Group dimostra non solo il sostegno concreto ad eccellenze imprenditoriali solide e con ambiziosi obiettivi di crescita, ma anche il nostro contributo nel rendere la società più inclusiva ed ecosostenibile.” dichiara Marco Perocchi, Responsabile Direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia. “Crédit Agricole Italia è convinta che
innovazione e digitalizzazione siano elementi chiave per la ripartenza di un Paese con un’impronta più green, a partire da servizi quotidiani come la mobilità e a vantaggio soprattutto delle generazioni future”.

Il Gattopardo e la crisi d’impresa

‘Il Gattopardo e la crisi d’impresa’. E’ questo il titolo dell’evento organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Ferrara assieme alla Fondazione (con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati, dei Consulenti del Lavoro, del Centro studi di diritto ed Economia e del Circolo dei Negozianti) che si terrà venerdì 26 e sabato 27 novembre a partire dalle 10 a Palazzo Roverella. Nella due giorni dedicata alla formazione, si alterneranno al banco dei relatori ospiti di primissimo livello. I saluti istituzionali, venerdì mattina alla 10, spetteranno al presidente del Tribunale di Ferrara Stefano Scati, alla coordinatrice Anna Ghedini, al presidente dell’Ordine degli Avvocati Eugenio Gallerani e a Maria Gabriella Arlotti, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Dopo gli onori di casa fatti dal presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Ferrara Gianfranco Gadda, la prima sessione di lavori è dedicata al ‘Lungo travaglio della normativa in tema di crisi d’impresa: dalla legge Rordorf alla all’attualità passando per l’emergenza pandemica. A parlarne saranno Stefania Pacchi, Bruno Conca e Mauro Vitiello. Ad affrontare il tema legato ai riflessi penalistici della crisi d’impresa sarà Roberto Fontana, nella sessione dei lavori che inizierà alle 12. Il pomeriggio inizierà affrontando la sviscerando la legislazione e le tematiche legate alla composizione negoziata della crisi dal Dl118/21: l’esperto e le sue
attività. Il compito, in questo caso, è affidato a Maria Lucetta Russotto, Alberto Crivelli e Alessandro Solidoro. Alle 17, spazio al ruolo della Camera di Commercio nella composizione negoziata con l’esperto Sandro Pettinato. Al sabato, i lavori si aprono con il concordato semplificato liquidatorio: disciplina e coordinamento. Ad alternarsi al tavolo saranno Danilo Galletti e Federico Rolfi. Per quanto riguarda il sovraindebitamento, tra profili critici e coordinamento con le previsione del Dl 118/21 la parola spetterà ad Alessandro Farolfi, Fabio Cesare e Diego Manente. La relazione di sintesi verrà affrontata
invece da Andrea Lolli. L’evento è accreditato all’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili di Ferrara, dall’Ordine degli Avvocati, dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro ed è valido per la formazione professionale 2021 per commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

Teatro in Carcere: lo studio teatrale “Ferite” alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca

Teatro in Carcere: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca

Giovedì 25 Novembre 2021, alle ore 16.00 (ingresso riservato), presso la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, nell’ambito del progetto teatrale Passi Sospesi di Balamòs Teatro negli Istituti Penitenziari di Venezia, e in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2021, sarà presentato lo studio teatrale “Ferite”, diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro, con le donne detenute dell’Istituto Penitenziario Femminile di Venezia e il contributo artistico di Patrizia Ninu.

Da tempo, tanto, troppo, i mass media riportano crescenti episodi di violazioni, ferimenti, uccisioni di donne in tutto il mondo. Ma il femminicidio è solo l’apice di una discriminazione che ha origini antiche e continua a perpetuarsi nonostante i cambiamenti politici, culturali, sociali nei secoli. La violenza contro le donne attraversa ogni ambito della vita pubblica e privata, luoghi, lavoro, famiglia. In tutto il mondo il 25 novembre è giornata di iniziative di varia natura per sensibilizzare, ricordare, mobilitare, denunciare.
C’è da interrogarsi se questo abbia un senso, per il rischio di mettere a posto coscienze o di solidarizzare per un giorno, per la convinzione che ogni giorno dovrebbe essere giusto per la difesa dei diritti e la denuncia di ogni discriminazione. Noi non abbiamo risposte, se non il bisogno di esserci comunque e di provare a trovare un senso, attraverso il teatro. Proprio in questa giornata come se fosse un istante in cui il dolore delle donne possa sospendersi. Per dar spazio alla speranza e restituire bellezza.

RIPARTE IN PRESENZA LA GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE L’ADESIONE E L’IMPEGNO DI ALDI

  • Dopo lo stop imposto dalla pandemia, ritorna in presenza la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare a sostegno dei più fragili
  • ·       Sabato 27 novembre sarà possibile donare prodotti di prima necessità negli oltre 80 negozi ALDI
  • ·       Sempre a fianco dei propri clienti, ALDI contribuirà alla colletta nazionale con una donazione di 5 tonnellate di prodotti che verranno consegnate direttamente a Banco Alimentare
  • ·       La collaborazione con Fondazione Banco Alimentare Onlus, avviata nel 2018, conferma l’impegno dell’azienda per la riduzione degli sprechi alimentari 

Verona, 24 novembre 2021 – ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata, partecipa per il quarto anno consecutivo alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, istituita da Fondazione Banco Alimentare Onlus per sostenere le persone in difficoltà.
Dopo la pausa imposta dall’emergenza sanitaria nel 2020, che aveva stimolato nuove modalità di solidarietà, sabato 27 novembre l’azienda rinnova con entusiasmo la propria partecipazione alla 25ª edizione di questa giornata: negli oltre 80 punti vendita italiani ALDI i clienti potranno trasformare un semplice gesto come quello di fare la spesa in un’azione di grande solidarietà, donando prodotti alimentari e beni di prima necessità come tonno e carne in scatola, legumi, pelati, olio e omogenizzati di frutta.
Nel rispetto delle misure per limitare i contagi da Covid-19, sarà possibile donare la propria spesa solidale ai volontari di Fondazione Banco Alimentare presenti in negozio, riconoscibili dalla pettorina gialla.
Inoltre, quest’anno ALDI ha deciso di contribuire direttamente alla colletta alimentare a fianco dei propri clienti donando a Banco Alimentare un quantitativo di prodotti pari a 5 tonnellate.
ALDI rafforza la propria alleanza con Fondazione Banco Alimentare Onlus, attiva fin dall’ingresso dell’azienda sul mercato italiano, per la lotta contro gli sprechi alimentari. Da marzo 2018 a settembre 2021, ALDI ha donato 1.311 tonnellate di prodotti, di cui oltre 60 tonnellate dalle donazioni dei clienti durante le edizioni 2018 e 2019 della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, per un totale di 2.482.000 pasti[1]. Lo scorso anno, per rinnovare ulteriormente il proprio impegno durante l’emergenza sanitaria, l’azienda aveva donato direttamente oltre 10 tonnellate di prodotti e più di 40 mila euro dal crowdfunding dei propri collaboratori.
“Siamo orgogliosi di essere al fianco di Fondazione Banco Alimentare Onlus fin dal nostro arrivo in Italia. Siamo da sempre in prima linea per la lotta contro gli sprechi alimentari e iniziative come la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ci permettono di sensibilizzare anche la nostra clientela verso questo tema, promuovendo la solidarietà verso chi ha più bisogno, e rafforzare il nostro impegno per il territorio e le comunità locali” ha commentato Michael Gscheidlinger, Country Managing Director Italia“La pandemia non ci ha fermato, anzi ci stimola a trovare forme innovative di raccolta, come le card, grazie alle quali poter essere solidali anche in modalità virtuale”.
La colletta alimentare giunge quest’anno alla sua 25esima edizione”, ha ricordato Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. “Si tratta di un traguardo molto importante per un’iniziativa di solidarietà che ogni anno coinvolge sempre più persone nel gesto semplice ma concreto di donare cibo a chi ne ha bisogno. La partnership con Aldi è ormai consolidata nel tempo e sappiamo di poter contare sul loro sostegno. Ora più che mai è importante che ognuno faccia la propria parte.”

L’iniziativa è parte del più ampio programma di responsabilità sociale di ALDI “Oggi per domani”, che stabilisce i principi e le azioni dell’azienda per garantire uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e per la società del futuro. Nell’ambito del recupero efficace e intelligente delle eccedenze alimentari l’azienda collabora con Fondazione Banco Alimentare Onlus per donare a chi si trova in difficoltà prodotti invenduti ancora adatti al consumo alimentare, supportandola nella sua opera quotidiana di aiuto alle strutture caritative.

Osservatorio MECSPE Emilia Romagna – II quadrimestre 2021
L’industria manifatturiera emiliano-romagnola accelera su digitalizzazione, sostenibilità e formazione per la ripresa del comparto

Milano, 24 novembre 2021 – Digitalizzazione, sostenibilità e formazione sono i tre asset su cui il comparto manifatturiero in Emilia Romagna deve puntare per la ripartenza, come emerge dai dati dell’ultimo Osservatorio MECSPE di Senaf sul II quadrimestre 2021. L’analisi, volta ad approfondire lo stato di salute dell’industria in Emilia Romagna, è stata presentata in occasione della 19ᵃ edizione di MECSPE, la principale fiera per la manifattura in Italia, in corso per la prima volta a BolognaFiere fino al 25 novembre.
Il processo di trasformazione digitale, che interessa già le aziende di grandi e piccole dimensioni, subirà un’ulteriore accelerata grazie ai fondi del PNRR. Molte aziende emiliano-romagnole, anche se si ritengono ‘imprese sostenibili’, per le numerose azioni pratiche intraprese o in programmazione, spesso non possiedono un livello di conoscenza soddisfacente dei criteri ESG (Environment, Social, Governance). È necessario, inoltre, che le aziende dispongano di tutte le competenze e strumenti per realizzare la trasformazione 4.0, percorso già avviato dalla maggioranza di esse a seguito della pandemia. Di seguito i principali risultati emersi dall’Osservatorio MECSPE relativo alle aziende dell’Emilia Romagna. 

Digitalizzazione: oltre la pandemia e verso il futuro tra PNRR e Competence Center

Anche l’industria manifatturiera è coinvolta nel processo di trasformazione digitale, che interessa già le imprese di grandi e piccole dimensioni e che subirà un’accelerata grazie ai fondi del PNRR. La pandemia ha dato una grande spinta alla crescita digitale: oltre il 62% ritiene di avere adeguato le proprie tecnologie a seguito del Covid-19. In particolare si punta su sicurezza informatica5GIoT e robotica collaborativa, anche se rimangono ancora in pochi (10%) a essere a conoscenza delle opportunità del PNRR nel dettaglio. Altro aspetto di rilievo è il ruolo di primo piano che proprio il PNRR affida ai Competence Center e ai Digital Innovation Hub, introdotti dal MISE nel 2018 nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0, con lo stanziamento di 350 milioni per il 2021-2026, ma ancora poco sfruttati dalle imprese: solo il 4% ha collaborato con almeno una di queste realtà e sono ancora tante a non conoscerle affatto (31%). 

Le trasformazioni dell’ultimo anno e mezzo spingono poi ad una riflessione sull’Industrial Smart Working (ISW), un metodo di lavoro che permette la gestione e l’esecuzione dei processi produttivi in fabbrica da remoto. Tra i vantaggi percepiti spiccano la maggiore flessibilità per i dipendenti (59%) e la riduzione dei costi (46%). Inoltre, solo una piccola parte degli imprenditori (20%) non ritiene l’Industrial Smart Working adatto all’ambiente industriale, indicando la presenza fisica come unica modalità di lavoro, mentre la maggior parte (oltre un terzo) ritiene l’ISW utile ma solo come supporto e integrazione alla presenza fisica in fabbrica. Per tanti, invece, è interessante, ma è necessaria prima una grande riorganizzazione delle risorse e dei processi/strumenti industriali. 

Sostenibilità: le aziende emiliano-romagnole seguono la via green

Come emerso dalla recente Cop26 di Glasgow, i cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta coinvolgono tutti, dalle grandi potenze fino ad arrivare ai singoli. Questa coscienza permea anche il nostro tessuto industriale, che certo ha margini di miglioramento, ma che già dimostra di avere a cuore queste tematiche. Ad oggi sono già tante (quasi il 40%) le aziende emiliano-romagnole a considerarsi sostenibili, grazie a numerose azioni pratiche già intraprese o in corso d’opera come l’uso di dispositivi a basso consumo energeticol’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione e l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.  Meno soddisfacente è invece il livello di conoscenza dei criteri ambientali, sociali e di governance che definiscono il nuovo comportamento virtuoso delle imprese (i criteri ESG). Questi rappresentano i parametri attraverso cui valutare l’impatto di un’attività imprenditoriale e saranno sempre più decisivi per poter attrarre investimenti migliorare la reputazione dell’azienda. Eppure, solo un’azienda su quattro (20%) li conosce. Tra gli accorgimenti applicati, quelli di gestire l’azienda ispirandosi a buone pratiche e principi etici (78%) e quelli di introdurre misure per il miglioramento del benessere e della qualità del lavoro dei dipendenti (43%).

Formazione: competenze e giovani per il futuro del manifatturiero in Emilia-Romagna

Per attuare il cambiamento è necessario essere preparati a esso e dunque è compito delle aziende disporre di tutte le competenze utili per realizzare la trasformazione 4.0, aspetto considerato centrale per il 52% delle imprese emiliano-romagnole. In questo senso la metà degli intervistati (46%) ha risposto di aver già formato il personale e di prevedere corsi di aggiornamento. Circa un’impresa su dieci (11%) ha preferito invece rivolgersi al mercato assumendo lavoratori già formati e un altro 14% intende farlo. La formazione resta il fattore fondamentale per poter rimanere competitivi sul mercato e il ruolo di Università e di Istituti Tecnici Superiori (ITS) si fa determinante: il 38% delle imprese emiliane già collabora con figure di questo tipo. L’accento sulla formazione e sui momenti di avvicinamento dei giovani alle imprese fa parte della missione di MECSPE, è ormai consolidato infatti che maggiori competenze in azienda incidono direttamente sull’incremento di fatturato.

I numeri della prossima edizione di MECSPE aggiornati al 17 novembre 2021

92.000 mq di superficie espositiva, oltre 2.024 aziende presenti, 2.000 mq del Cuore Mostra Fabbrica Senza Limiti, 46 iniziative speciali e convegni. Visitatori professionali attesi in sicurezza 50.000.

I saloni di MECSPE

Macchine e Utensili – Macchine utensili, Attrezzature, Utensili e Software di progettazione; Macchine, materiali e lavorazioni della lamiera – Piegatura, Stampaggio, Taglio, Assemblaggio, Saldatura, Materiali e Software; Fabbrica Digitale – Informatica industriale, IoT, Sensoristica industriale, Cloud-manufacturing, Tecnologie di identificazione automatica, Applicazioni, dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’interpretazione e l’interconnessione dei processi; Logistica – Confezionamento, Imballaggio, Movimentazione, Material handling, Lean manufacturing, Software gestionale di magazzino, Supply chain management, Sistemi di Sicurezza, DPI, Terziarizzazione; Subfornitura Meccanica – Lavorazioni meccaniche di precisione, Carpenteria metallica, Costruzioni meccaniche, Fasteners, Fonderie, Minuterie, Lavorazioni del filo metallico, Lavorazioni industriali per conto terzi, Microlavorazioni; Subfornitura Elettronica – Cem (contract electronics manufacturer), Cablaggi, Ems (electronics manufacturing service), Pcb (produttori di circuiti stampati), Studi di Ingegneria e progettazione; EurostampiMacchine e subfornitura plastica, gomma e compositi – Lavorazione materie plastiche, gomma e compositi, Macchine e impianti, Attrezzature ausiliarie, Materiali innovativi, Stampaggio, Estrusione, Imballaggio, Soffiaggio, Stampi, Modelli, Componenti normalizzati per stampi, Design, Software di simulazione e progettazione, Microlavorazioni; Additive Manufacturing – Stampa 3D, Prototipazione Rapida, Rapid Manufacturing,  Sistemi e servizi per reverse engineering, Tecnologia additiva, Materiali, Servizi, Hardware: stampanti e scanner 3D, accessori, Software di simulazione e progettazione; Trattamenti e Finiture  Impianti per il trattamento delle superfici, Forni, Galvanica, Processi chimici ed elettronici, Lavaggio, Metallizzazione, Smaltatura, Zincatura, Prodotti e accessori per trattamenti, Trattamenti Termici, Verniciatura; Materiali non ferrosi e leghe – Lavorazioni di materiali non ferrosi (Alluminio, Titanio, Magnesio, Leghe Leggere), Pressofusioni, Fonderie, Lavorazioni industriali conto terzi, Tecnologie, Design, Engineering; Automazione e Robotica – Automazione e Robotica, Assemblaggio, Montaggio e manipolazione; Controllo e Qualità – Certificazione e controllo della qualità, Metrologia, Strumenti di misura, Prove di laboratorio, Taratura, Attrezzature di analisi, Visione; Power Drive – Organi di trasmissione meccanica, Oleodinamica, Pneumatica, Meccatronica, Controllo del movimento, Manutenzione, Aria compre

Nessuno tocchi la duna

Stanno per cancellare la storia!
A fine mese, in prossimità delle feste natalizie, verranno abbattuti i pini che si trovano a lato di porta Venezia, sull’unica duna ancora esistente a memoria di un territorio completamente mutato a causa del continuo cementificare.
Ci si riempie tanto la bocca di cultura, memoria storica e paesaggistica, poi si elimina definitivamente il poco che resta del paesaggio dunale di lido degli Estensi!
Qui la giustificazione, data più volte, della pericolosità delle radici dei pini domestici, non regge, qui
non ci sono radici esposte, qui sulla duna di porta Venezia ci sono solo alberi sani che accolgono i
turisti con il fresco delle loro fronde.
Il comune ha deciso di cancellare per sempre parte della storia di Lido degli Estensi, il “Bosco dell’Impero” voluto dal generale Italo Balbo sarà sostituito dall’asfalto del sindaco Negri.
L’ultima duna storica sarà eliminata per fare spazio ad un incrocio moderno, a chi intitoleranno il nuovo corso stradale? A Carducci? Non credo, quale poeta può trovare ispirazione in un incrocio stradale?
E viale delle Querce? La chiameranno Corso dei Palazzi?
Ci stanno rubando la Storia, ci stanno rubando il paesaggio, ci stanno rubando quel poco di natura
che ancora nasconde le cubature di cemento!
Inizieranno i lavori a breve come detto, fine novembre, una settimana prima dell’inizio delle festività
natalizie, creando disagio ai turisti che, nonostante la stagione invernale, vengono a passeggiare sul viale, ma soprattutto creando disagi ai commercianti, quelli che hanno già dovuto affrontare due lockdown invernali, quelli a cui da anni si promette la destagionalizzazione senza peraltro averla mai fatta realmente, se non offrendo partecipazione economica a iniziative private.
Come troveranno il viale a Natale i turisti? Un ammasso di tronchi, calcestruzzo, macchinari ingombranti, operai, così sarà l’accoglienza!
Questi lavori non sono urgenti, l’unico lavoro urgente del viale è sistemare la pavimentazione per evitare pericoli, cosa che non viene fatta da anni e che è la principale causa degli incidenti sul viale!
Ve lo chiediamo ancora, aspettate, ragionate, troviamo soluzioni insieme e evitiamo di abbattere alberi sani, non possiamo credere che una giunta di centro destra rassicuri l’ex giunta Pd dicendo “stia tranquillo consigliere Fabbri che realizzeremo il suo progetto” e chiuda la porta in faccia ai cittadini che l’hanno votata!
Comitato Cittadino di Salvaguardia Civico Ambientale

Progetto “Artisti cioè Amici” 2021 3 giovani concerti per pianoforte

Pinacoteca Nazionale di Ferrara
Antonio Chen Guang – 26 novembre alle ore 20.30

Si tratta di un progetto dedicato all’incontro con giovani artisti, fondato sulla caratteristica fondamentale della musica, quella di essere un linguaggio realmente universale. Ciò significa che l’incontro con artisti ’Iontani’ geograficamente, ma anche culturalmente, è non solo possibile, ma porta frutti immediati e fruibili.
I concerti, realizzati in stretta collaborazione da Bal’danza APS e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, si svolgono presso il Salone d’Onore al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, luogo prestigioso e sicuramente gratificante per i giovani interpreti.
Ogni programma contiene un riferimento esplicito alla location che ospita i concerti: la proposta musicale viene coniugata con il luogo scelto, a dimostrazione che esiste un dialogo fra le arti, un punto in comune, un punto di contatto che è doveroso scoprire e indicare, per ricondurre in unità l’esperienza estetica di chi assiste al concerto.
Il terzo appuntamento è con Antonio Chen Guang che eseguirà brani di Johann Sebastian Bach, Frederic Chopin e Robert Shumann. Nato in Cina nel 1994, ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte. Ha studiato a Pechino al Central Conservatory of Music, poi alla Julliard School di New York dove ha ottenuto il pre-college diploma, successivamente all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, e attualmente si perfeziona all’Università di Vienna.
Si accede con il biglietto d’ingresso alla Pinacoteca: sono obbligatori il green-pass e la mascherina.

Perché è inevitabile l’ascesa di Draghi al Quirinale

 

Si legge che Serena Cappello, consorte di Mario Draghi, avrebbe confidato al barista sotto casa che il marito andrà al Quirinale. Naturalmente, non sappiamo quanto di vero ci sia nei fatti narrati dai giornalisti, né in quelli raccontati dal barista. Ma appare in ogni caso verosimile che per Super Mario la strada del Quirinale è pressoché obbligata.

Obbligata due volte. Da una parte, per la forza indiscutibile che gli proviene dalla sua collocazione nelle gerarchie sovranazionali e nazionali e per le frequentazioni che ne discendono. Dall’altra, per la strana debolezza che sta caratterizzando la sua azione di governo.

Non credo sia necessario entrare nel merito della prima obbligazione, noto ai più e accessibile agli altri attraverso le varie pubblicazioni esistenti (anche se, probabilmente, esse non sono molte in rapporto alla caratura del personaggio, il che dà da pensare).

Vale, piuttosto, la pena di riflettere sulla seconda.

Draghi sta svolgendo le sue funzioni di presidenza in una condizione del tutto diversa da quella in cui le hanno svolte i suoi predecessori, almeno da quando il Paese ha dei vincoli di bilancio stabiliti in sede sovranazionale: con ampia elasticità appunto su quei vincoli e con una quantità enorme di danaro – ovviamente quella del PNRR – da distribuire.

Il merito del fatto che l’Italia possa approfittare di tanta elasticità e di una provvista di danaro a tal punto consistente viene di norma ascritto proprio al credito di cui il Presidente del Consiglio gode.

Ma il problema è: qual è il pegno del credito di Draghi? Di cosa esso è in grado di porsi a garanzia?

Fino a prova contraria, infatti, la Costituzione è in vigore, i governi cadono e le attuali schermaglie sulla legge di bilancio dimostrano che il Presidente del Consiglio, almeno in teoria, potrebbe ben presto trovarsi disoccupato.
Non sarà, dunque, proprio il fatto che l’Italia precipiti entusiasticamente in una situazione di ulteriore sovraindebitamento – senza che le regole di fondo dei Trattati siano ammorbidite – la vera garanzia che Draghi può dare?

La garanzia che a lui non possa succedere che egli stesso, o qualcuno di altrettanto cauto nella difesa dell’interesse nazionale? Pena, appunto, l’immediato passaggio dal guanto di velluto al pugno di ferro su un’esposizione debitoria che nessun avanzo primario potrà mai, ragionevolmente, riequilibrare.

Provvedimenti a orologeria come la riforma del catasto innescata dal governo per il 2026 non aiutano, anche simbolicamente, a esorcizzare il fantasma di una sorta di iscrizione ipotecaria sul futuro politico del Paese.

Proprio per questo, l’interrogativo che oggi ha preso ad affiorare appare quanto mai critico: quanto può durare davvero Draghi nel suo attuale mandato? Se osserviamo i due principali assi dell’azione di governo – la gestione della pandemia e la legge di bilancio – notiamo infatti più di un segnale preoccupante.

Dal primo punto di vista, il governo ha adottato una strategia di accompagnamento dei cittadini non ancora vaccinati agli hub da una parte piuttosto forte, dall’altra evidentemente debole. Debole, perché non si è avuta e non si ha la determinazione lineare di procedere verso l’obbligo vaccinale. Forte, perché le misure alternative hanno introdotto forme di coercizione piuttosto energiche, che hanno esasperato i destinatari e polarizzato la pubblica opinione.

L’impatto sul numero dei vaccinati, come si sa, è stato piuttosto deludente e in ogni caso non risolutivo  [Vedi qui], ma si è in compenso infiammata la piazza, come da decenni non si vedeva, e si sono alimentate drammatiche spaccature nel corpo sociale (vedi l’interessante confronto con i dati ISTAT 2020  nel recente articolo di Giovanni Fioravanti su questo giornale [Qui] .

Ora si parla di nuove e ancor più decise restrizioni riservate ai cittadini non vaccinati, dei quali però entrerà a far parte una certa quota – si dice non marginale – degli attuali vaccinati: ovvero quelli che hanno delle resistenze verso la famosa terza dose e che potrebbero confluire nel fiume della piazza.

Il potenziale esito è facilmente immaginabile. Questa seconda celebrazione di un decisionismo senza decisioni – questa sorta di whatever it takes in salsa pandemica – potrebbe mostrare a tutti come la calzamaglia di Super Mario non protegga dagli schizzi, dalle lacrime e dal sangue dei concreti rapporti sociali e politici.

Per quanto riguarda invece la legge di bilancio, basti pensare al caos che sta caratterizzando la gestione dei bonus nel settore edilizio.

Il grande nemico di Draghi, qui, non sono i bonus in quanto tali, ma la cessione del credito, o l’equivalente sconto in fattura. Ovvero le misure che hanno consentito e stanno consentendo a tante famiglie prive di grandi disponibilità immediate di valorizzare comunque i propri immobili abbattendone nel contempo l’impatto ambientale. Misure che hanno certamente contribuito in modo significativo al buon rimbalzo del Pil nel 2021, che il governo non ha ovviamente evitato di intestarsi.

All’inizio sembrava che cessione e sconto sarebbero rimasti solo per il cavallo di battaglia M5S del ‘superbonus’, ma in seguito, alle fondate rimostranze di intere categorie, il governo ha fatto marcia indietro, prolungandone apparentemente l’esistenza anche per le altre agevolazioni.

Tuttavia, utilizzando l’argomento sempreverde del contrasto agli abusi, a queste agevolazioni minori sono anche stati estesi i gravosi adempimenti prima previsti solo per il  110%. Ciò renderà l’accesso a quegli strumenti più complesso e meno conveniente, costituendo in molti casi l’abolizione di fatto di ciò che è stato reintrodotto sul piano del diritto.

Qual è la ragione che spinge il governo a osteggiare così violentemente – con mezzi diretti e, ancora una volta, indiretti – non i bonus in se stessi ma la possibilità di cessione dei relativi crediti d’imposta?
Naturalmente, essa non è dichiarata, ma appare verosimile che dipenda dal fatto che, mentre i crediti d’imposta sono ancora una volta tacche sui futuri bilanci, i crediti ceduti fungono da moneta fiscale parallela, ovvero da strumento del diavolo per l’establishment cui Draghi fa da garante.

La diretta conseguenza di tutto ciò è l’incertezza paralizzante che ha improvvisamente pervaso il settore, il possibile blackout di migliaia di contratti già stipulati, la prevedibile apertura di innumerevoli contenziosi, con tutte le inevitabili ricadute sulla ripresa e sul Pil.

La possibilità dei due scenari negativi, nonché della loro saldatura, indurrebbe chiunque alla prudenza. Non Super Mario, però.

Certo, è possibile che diversi fattori rendano ‘unfit’ Draghi a governare a lungo. Ma a volte sembra quasi che egli tema che non lo si capisca abbastanza e si sforzi di rimarcarlo in ogni modo. Anche platealmente, come quando abbandona le riunioni con i sindacati o diserta le interlocuzioni del governo con la stampa.

Insomma, anche se Draghi non venisse collocato, all’inizio del 2022, al Quirinale, non è affatto detto che vorrebbe o potrebbe continuare a governare fino alla scadenza della legislatura. Figuriamoci oltre.

Si può correre il rischio di ritrovarsi con il ‘garante’ Draghi fuori dal Quirinale e bruciato per il governo? Non credo sia immaginabile.

Dunque Draghi sarà eletto Presidente. La recente sentenza del Consiglio di garanzia di Camera e Senato che assicura a deputati e senatori il diritto al vitalizio anche se la legislatura non durasse quattro anni, sei mesi e un giorno, spiana gli ultimi ostacoli.

Scommetterei su un’elezione al primo scrutinio, come fu per il suo vecchio nemico Cossiga e per il suo mentore Carlo Azeglio Ciampi. Eserciterà lì le sue nuove funzioni istituzionali, armonizzandole con il suo ruolo consolidato.

Il barista avrà ancora da raccontarne.

VITE DI CARTA /
Le ferite : 14 racconti per i 50 anni di Medici Senza Frontiere

 

Compie cinquant’anni il prossimo 22 dicembre Medici Senza Frontiere [Qui], l’organizzazione internazionale fondata a Parigi nel 1971, che porta soccorso sanitario e assistenza medica in tutte le zone del mondo colpite da guerre, epidemie, disastri ambientali, dove non sia garantito il diritto alla cura.

le ferite medici senza frontiereHo acquistato una copia della raccolta Le ferite che è uscita in marzo per Einaudi: quattordici grandi racconti, ceduti gratuitamente dagli autori per raccogliere fondi a favore di MSF; alla raccolta partecipa l’editore, devolvendo l’utile di questo progetto, così come partecipa ogni lettore che compri il libro.

Mi sento così l’ultimo anello di una catena umana sensibile al mondo ferito.
Leggo. E’ un’attività solo della mente, molto lontana dall’agire verso gli altri portando medicine e soccorso.

Eppure ha un valore, lo dice bene la dichiarazione con cui MSF ha risposto alla consegna del Premio Nobel per la pace ottenuto nel 1999 “in riconoscimento del lavoro umanitario pionieristico”.

Dice così: “Non siamo sicuri che le parole possano salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide”.

Leggo i racconti in un ordine casuale, ora attirata dal titolo, ora dall’autore che ha scritto e poi donato una storia. Sono racconti di varia lunghezza, in cui il tema della ferita viene declinato in modi piuttosto diversi dagli autori: Marco Balzano, Diego De Silva, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Helena Janeczek, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Melania G. Mazzucco, Rossella Milone, Marco Missiroli, Evelina Santangelo, Domenico Starnone, Sandro Veronesi, Hamid Ziarati.

Ci si ferisce tra singoli individui oppure tra popoli, si ricevono ferite nell’infanzia oppure da adulti, dentro la famiglia di origine oppure dal partner con cui si è vissuto a lungo. È una stanza di ospedale il luogo angusto in cui si consuma la distanza tra i mondi di appartenenza dei malati, oppure è il Mediterraneo, lo spazio della migrazione sofferta e senza diritti. E’ una donna a essere lasciata senza acqua mentre sta male tra le mura di casa.

Leggo Senza nome dello scrittore iraniano Hamid Ziarati [Qui] e mi trovo in Kurdistan. A non avere nome è una ragazzina, che la voce narrante ha visto in un campo profughi in Turchia e ora la descrive. I suoi capelli sono lunghi ma non lunghissimi, sono lunghi perché trascurati, nessuno li ha tagliati da anni. Gli occhi sono profondi e belli, da mediorientale e hanno il colore del miele.

Il narratore non guarda più gli occhi dei profughi che incontra: dentro i campi ha trovato solo tristezza e paura in quelli dei rifugiati e odio nello sguardo di chi col bastone in mano li colpisce e li tortura.

Naso e bocca sono da ragazzina, cioè non ancora definiti, e anche la bocca è in divenire, con i denti tutti bianchi. Alcuni denti sono caduti, però. Ha perso da poco i denti di latte? Ha ricevuto “qualche bastonata da quelli del Daesh”?

Neppure il narratore ha un nome: lui e la ragazzina hanno vissuto tra spostamenti continui,  impegnati a fuggire da un paese all’altro in un mondo ostile fatto di “dittatura, guerra, detenzione, violenza, fame, pericolo, speranza, sogno”.

La  vita l’ha trascorsa come giornalista riempiendo taccuini di appunti per i suoi reportage: l’infanzia in Iraq e la fuga in Iran allo scoppio della guerra tra i due paesi, il ritorno dopo anni ai luoghi dell’infanzia irachena e poi il passaggio in Siria, perché l’Iraq di Saddam ha intrapreso un’altra guerra invadendo il Kuwait.

Infine la fuga anni dopo fino al Kurdistan turco, dove l’ha incontrata la prima volta. Poi ancora in movimento verso la Grecia e l’Italia, viaggiando sullo stesso camion con lei. “E poi sono passati tanti anni da quell’ultima volta che l’ho vista, fino a qualche sera fa, alla stazione dei treni, dove dormo per sfuggire al freddo, poliziotti permettendo. Era uguale, lo giuro. È salita su un treno…”

A questo punto sono giunte le loro vite parallele: il giornalista conserva i taccuini nella borsa che ha con sé, ma non scrive più. Sopravvive come profugo, dormendo nel freddo di una stazione non precisata.

Mentre la bambina, che in tanti anni è rimasta uguale, che anche ora è vestita “come tutte le ragazzine” e sta salendo da sola su un treno, diventa il simbolo di tutti i minori che viaggiano soli e senza sostegno. Per lei occorre mobilitarsi. Cercatela, perché “deve essere lei la bambina che state cercando. E se non è lei, cercate anche lei per favore! È sola”.

Leggo Tubature di Rossella Milone [Qui] e mi trovo chiusa nella casa di Sonia, una giovane donna che soffre di ipermenorree saltuarie durante il ciclo. La trovo sofferente, perché la emorragia che la sta sfiancando è cominciata di notte, mentre lei dormiva.

Ora si sveglia ed è ancora notte fonda e, mentre si trascina dal letto alle altre stanze in cerca di un rimedio, la mente le si fa lucida. Ricorda che Andrea, il compagno che ha appena lasciato dopo anni di convivenza, è venuto ieri sera a prendere le sue ultime cose. Ricorda di avere avvertito i primi crampi e di essere andata a coricarsi, mentre lui si muoveva ancora dentro casa; lo ha sentito armeggiare a lungo usando gli attrezzi per le riparazioni.

Alla sua domanda di spiegazioni lui ha detto che dalle tubature usciva un rumore continuo, che andava tolto. Le tubature, già. Ha estremo bisogno di acqua, Sonia. Le occorre una borsa dell’acqua calda, vuole prepararsi una camomilla, vuole lavarsi.

Quando in bagno solleva il miscelatore non accade nulla, non esce nemmeno una goccia d’acqua. La ferita che le ha inferto il suo ex compagno è proprio qui: “il rubinetto fa un rumore cavo, come di una bolla che scoppia, e Sonia immagina tutta l’acqua del mondo defluire via”, mentre le forze defluiscono dal suo corpo e lei deve rannicchiarsi sulla poltrona per resistere al dolore, sporca e sudicia com’è, dentro la sua pozza.

Per leggere gli altri articoli e indizi letterari della rubrica di Roberta Barbieri clicca [Qui]

Autumn Baby

Al pari del cibo e della moda, la musica ha anch’essa una stagionalità ben definita: associamo istintivamente il tormentone reggaeton all’estate, la voce di Michael Bublé al Natale e i singoli sanremesi all’inizio della primavera. Ci sono brani e album così impregnati delle sensazioni tipiche di una stagione – vuoi per il titolo, vuoi per l’andamento – che difficilmente si prestano a essere ascoltati in altri periodi dell’anno.
In questa categoria non dovrebbero rientrare quei dischi che la critica definisce pietre miliari o capolavori, dei quali si consiglia l’ascolto in qualsiasi occasione. Ho usato il condizionale poiché in questi ultimi giorni mi sono ritrovato ad assaporare i colori fortemente autunnali di una delle suddette pietre miliari, ossia Achtung Baby degli U2, che ha da poco compiuto trent’anni.

Pubblicato il 18 novembre 1991, Achtung Baby è quello che oggi definiremmo un reboot. Gli U2, infatti, vanno punto e a capo: riducono al minimo i riferimenti biblici e le sonorità epiche dell’esperienza americana, giocando con la teatralità sensuale del rock e la scena elettronica della Berlino post-muro. Il risultato è una sensazione di disincanto, in cui si fa fatica a scorgere quella romantica ricerca dell’ignoto che aveva contraddistinto il decennio precedente. Insomma, è un hangover necessario: dopo l’estate speranzosa e luccicante degli anni ’80, ci si risveglia nell’autunno decadente dei ’90.

Persino il brano più celebre di quell’album, nonché dell’intera discografia degli U2, non parla d’amore, bensì di separazione. One è infatti un dialogo in cui due amanti mettono a nudo l’instabilità emotiva della loro relazione, così come So Cruel e Love is Blindness lasciano all’ascoltatore l’amara consapevolezza della finitezza dell’essere umano e dei suoi vincoli.
Un altro dialogo piuttosto cupo è quello tra Giuda e Gesù in Until the End of the World: com’è intuibile dai protagonisti, il tema del brano è il tradimento, sviscerato attraverso rimpianti, accuse e allusioni sessuali. Sessualità che nel resto dell’album è evocata dalla voce ansimante di Bono e dalla chitarra ronzante di The Edge.

Il mio primo approccio con Achtung Baby risale al 2004, ossia nel pieno della mia adolescenza. Ricordo di aver comprato il disco in un caldo pomeriggio di primavera, e di essermi poi sdraiato in giardino ad ascoltarlo. Il risultato? Non colsi nessuna delle sfumature di cui sopra, e rimasi perlopiù affascinato dalla melodia di Who’s Gonna Ride Your Wild Horses. Ci ho messo un bel po’ ad apprezzare il resto.
Il mio ultimo ascolto, invece, risale a due giorni fa: in macchina, da solo, immerso nella nebbia della pianura padana. È stato come se le luci rarefatte, il buio accogliente dell’abitacolo e il suono delle gomme sul fogliame bagnato fossero parte dell’esperienza d’ascolto. Sì, Achtung Baby somiglia a una fredda e umida riflessione autunnale, figlia dell’estate che l’ha preceduta e madre dell’inverno che verrà.

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